L’Aquila, polemica per una lezione universitaria su Israele: l’Ateneo difende il professor Marinangeli

L’Aquila, polemica per una lezione universitaria su Israele: l’Ateneo difende il professor Marinangeli
15 Ott 2026

Una lezione universitaria, alcune immagini proiettate in aula e una polemica che, nel giro di poche ore, si è trasferita sui social e sulla stampa locale, fino a provocare una presa di posizione ufficiale dell’Università degli Studi dell’Aquila. Al centro della vicenda il professor Franco Marinangeli, docente di Anestesiologia e Rianimazione, finito al centro delle contestazioni per alcuni riferimenti a Israele durante un’attività didattica.

Tutto avrebbe avuto origine da una segnalazione anonima relativa a una lezione durante la quale il docente aveva illustrato, attraverso fotografie e presentazioni, alcuni aspetti della cooperazione sanitaria tra la Regione Abruzzo e lo Stato di Israele. Le immagini, che comprendevano riferimenti al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, sono state successivamente diffuse sui social, accompagnate da critiche e accuse di propaganda politica.

La segnalazione sarebbe stata raccolta e rilanciata dall’attivista italo-palestinese Karem Rohana, conosciuto come Karem from Haifa, contribuendo ad alimentare il dibattito. Secondo quanto riportato da alcune testate locali, nel corso della lezione il docente avrebbe fatto anche riferimento alla propria esperienza in Israele, con alcune considerazioni personali sul Paese. Si tratta, tuttavia, di circostanze riferite attraverso una testimonianza anonima, il cui contenuto non risulta verificato indipendentemente.

La questione ha assunto rapidamente una dimensione politica. L’Unione dei Giovani di Sinistra e Sinistra Italiana L’Aquila sono intervenute criticando l’accaduto e sollevando interrogativi sull’opportunità di determinati contenuti all’interno di un insegnamento universitario, soprattutto alla luce dell’attuale situazione in Medio Oriente.

Sinistra Italiana ha inoltre chiesto agli organismi competenti di valutare quanto avvenuto, sostenendo la necessità di mantenere una distinzione tra formazione accademica e propaganda politica.

A intervenire sulla vicenda, il 14 ottobre, è stata direttamente l’Università degli Studi dell’Aquila, che, dopo aver verificato l’accaduto, ha respinto le ricostruzioni circolate nelle ore precedenti, definendole parziali e fuorvianti.

Secondo quanto precisato dall’Ateneo, la lezione del professor Marinangeli conteneva riferimenti al progetto “Abruzzo 2020 Sanità Sicura”, un accordo di cooperazione sociosanitaria avviato oltre dieci anni fa tra la Regione Abruzzo e Israele nell’ambito della riorganizzazione della rete regionale di emergenza-urgenza.

L’accordo era stato sottoscritto nel 2013 a Roma dall’allora presidente della Regione Abruzzo Gianni Chiodi e da Benjamin Netanyahu, alla presenza dell’ex sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta. Il progetto si era successivamente concluso nel 2016.

Si trattava dunque, secondo l’Università, di un riferimento storico e tecnico pertinente con gli argomenti del corso di Maxiemergenze, non di un intervento finalizzato a sostenere politicamente l’attuale governo israeliano.

L’Ateneo ha sottolineato anche la distanza temporale e politica tra il contesto nel quale nacque quella collaborazione e l’attuale scenario internazionale, chiarendo che le fotografie e le slide proiettate si riferivano esclusivamente a quell’esperienza.

Un ulteriore elemento della controversia riguarda l’espressione “territori occupati”, presente in una delle slide diffuse online. Su questo punto l’Università ha precisato che il professor Marinangeli intendeva riferirsi ai territori occupati illegalmente da Israele, richiamando le risoluzioni 242 e 2334 delle Nazioni Unite.

Una precisazione significativa, perché interviene direttamente sull’interpretazione attribuita alle immagini circolate sui social.

Nella parte conclusiva della nota, l’Università esprime una posizione netta: l’accostamento delle fotografie a testi che, secondo l’Ateneo, falsificano il contenuto della lezione avrebbe prodotto una rappresentazione distorta di quanto effettivamente avvenuto in aula.


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