L’Aquila, oggi aprono le nuove scuole di Coppito e Pile: 185 bambini nelle nuove strutture

L’Aquila, oggi aprono le nuove scuole di Coppito e Pile: 185 bambini nelle nuove strutture
14 Set 2026

di Alessandra Prospero

L’AQUILA – Prende il via oggi, lunedì 14 settembre, il programma di aperture dei nuovi edifici scolastici dell’Aquila che accompagnerà la città verso l’avvio dell’anno scolastico 2026-2027. I primi due appuntamenti riguardano la scuola primaria “Buccio da Ranallo” di Coppito, che sarà presentata alle 16, e la scuola dell’infanzia “Piletto” di Pile, in via Salaria Antica Est, alle 18. Complessivamente i due plessi accoglieranno 185 bambini.

A Coppito l’intervento ha riguardato la trasformazione del Modulo ad uso scolastico provvisorio (Musp) in una struttura stabile. I lavori, conclusi lo scorso 4 settembre, hanno comportato un investimento di circa 1,387 milioni di euro, finanziato con risorse della ricostruzione. La superficie dell’edificio è passata da 903 a 1.161 metri quadrati.

La primaria “Buccio da Ranallo” ospiterà cinque classi per un totale di 125 alunni. Oltre alle aule, la struttura dispone di refettorio, laboratorio, aula polifunzionale, spazi per le attività collettive e una nuova palestra dotata di spogliatoi, servizi, magazzini e locali tecnici. All’esterno è stata inoltre realizzata una piccola area verde.

Differente l’intervento realizzato a Pile, dove il precedente edificio della scuola dell’infanzia “Piletto” è stato completamente demolito e ricostruito. La nuova struttura, di 503 metri quadrati, potrà accogliere 60 bambini suddivisi in due sezioni. L’investimento ammonta a circa 1,386 milioni di euro, finanziati in larga parte attraverso il Pnrr, insieme al Fondo opere indifferibili e a risorse del bilancio comunale.

All’interno trovano spazio due aule con spogliatoi e servizi dedicati, un’agorà centrale destinata alle attività libere, il refettorio con area per la preparazione dei pasti e locali riservati al personale. All’esterno è stata predisposta un’area attrezzata con pavimentazione antitrauma, gazebo e orti didattici.

Le due aperture di oggi rappresentano la prima parte di un programma che coinvolge complessivamente 645 alunni e quattro strutture, per investimenti superiori a 13,3 milioni di euro. Domani, martedì 15 settembre, sarà infatti la volta della scuola dell’infanzia “L’Albero dai mille colori” di Paganica, alle 15, e del nuovo polo scolastico Torretta-Gignano-Sant’Elia, alle 17. Il primo accoglierà 120 bambini, mentre il secondo sarà destinato a 340 alunni dell’infanzia e della primaria.

Le quattro strutture entreranno a pieno regime mercoledì 16 settembre, con l’avvio delle lezioni. Con questi interventi salgono a otto le opere scolastiche concluse nell’ambito del programma comunale, per un valore superiore a 27 milioni di euro; il piano complessivo prevede 18 interventi e risorse per 111,3 milioni.

“Fantastic Four”, i comitati: «Le scuole sono un diritto, non un regalo»

Le quattro aperture rappresentano indubbiamente una buona notizia per studenti, famiglie e personale scolastico. Ma proprio la narrazione scelta per accompagnarle, con la definizione delle nuove strutture come “Fantastic Four”, ha provocato la dura reazione del Comitato Scuole Sicure e della Commissione Oltre il MUSP, che contestano quello che definiscono il tentativo di trasformare «un diritto restituito con ritardo in un’autocelebrazione politica».

Il punto sollevato dai comitati va dunque oltre una semplice richiesta di accelerare gli interventi ancora in corso. Al centro c’è il principio stesso con cui viene raccontata la ricostruzione scolastica: avere una scuola sicura e definitiva non rappresenta un beneficio concesso dall’amministrazione, ma un diritto degli studenti al quale le istituzioni hanno il dovere di dare risposta. Da qui la critica ai toni ritenuti trionfalistici utilizzati per quattro consegne che arrivano oltre diciassette anni dopo il terremoto del 2009.

«Quattro inaugurazioni in due giorni non trasformano il ritardo in efficienza», affermano Scuole Sicure e Oltre il MUSP, ricordando come le strutture che vengono consegnate in questi giorni avessero, secondo i cronoprogrammi, date di conclusione precedenti. I comitati sottolineano inoltre che il percorso è tutt’altro che terminato: indicano sette interventi ancora in corso e quattro in fase di progettazione o appalto, con scadenze che in alcuni casi arrivano al 2028 e al 2029.

Il tema assume un peso particolare in una città nella quale la provvisorietà scolastica è durata quasi quanto un’intera generazione. Nell’aprile scorso gli stessi comitati, in una lettera indirizzata al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, indicavano ancora 3.500 studenti distribuiti in 17 MUSP e ricordavano che, in diciassette anni, erano state realizzate ex novo soltanto tre scuole.

A questo si aggiunge la questione della trasparenza sulla sicurezza sismica. Scuole Sicure e Oltre il MUSP chiedono da tempo la pubblicazione integrale delle verifiche di vulnerabilità e chiarimenti sulle valutazioni che hanno portato alcuni edifici, precedentemente utilizzati, a essere successivamente destinati alla demolizione o al miglioramento sismico. Una richiesta ribadita anche in occasione delle quattro nuove aperture: per i comitati le famiglie devono poter disporre di dati e informazioni verificabili sulle scuole frequentate dai propri figli.

La critica alle “Fantastic Four”, dunque, non mette in discussione il valore delle nuove scuole né la soddisfazione per il ritorno degli alunni in strutture definitive. Sposta piuttosto il punto di osservazione: dopo diciassette anni, l’inaugurazione di una scuola sicura non può essere raccontata soltanto come un successo amministrativo, senza tenere conto dei ritardi accumulati e di chi attende ancora.

Ed è proprio nella conclusione della nota che i comitati condensano il senso della loro posizione: «Le scuole non sono un regalo né un superpotere dell’Amministrazione: sono un diritto degli studenti e un dovere delle istituzioni».


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