Inceneritore Get Energy, audizione in Regione: tecnici ed esperti segnalano rischi per Sulmona

Inceneritore Get Energy, audizione in Regione: tecnici ed esperti segnalano rischi per Sulmona
28 Nov 2025

Si è tenuta ieri, presso la Commissione Ambiente e Territorio della Regione Abruzzo, l’audizione, richiesta nelle  settimane scorse dalla consigliera Maria Assunta Rossi, in merito all’impianto di pirolisi che la società Get Energy  intende costruire nel nucleo industriale di Sulmona. 

Sono stati auditi Lorenzo Ballone, responsabile dell’ufficio pianificazione e programma del settore rifiuti della  Regione, Augusto De Sanctis del forum H2O, il dottor Roberto Ranalli già dirigente del servizio oncoematologia  dell’ospedale di Sulmona e l’ambientalista Mario Pizzola. Ai lavori della Commissione, presieduta da Emiliano Di  Matteo, hanno preso parte i rappresentanti dei diversi partiti presenti in Consiglio regionale e le consigliere della  Valle Peligna Rossi e Marianna Scoccia. 

Ballone ha chiarito, senza che potessero esserci ulteriori dubbi, che l’impianto proposto dalla Get Energy è da  considerarsi a tutti gli effetti un inceneritore e che quindi è certo che ci saranno emissioni in atmosfera, la cui  incidenza sull’ambiente e sulla salute umana è ancora tutta da valutare. Ha aggiunto che l’istruttoria ha subito  uno stop temporaneo perché la società proponente ha chiesto una proroga ed ha apportato alcune modifiche al  progetto originario, la più significativa delle quali è che la quantità di rifiuti che sarà trattata è scesa da 47.050  tonnellate l’anno a 37.000. Il dirigente regionale ha anche precisato che i prodotti derivanti dal processo della  pirolisi, il syngas e il synoil, saranno bruciati sul posto per far funzionare l’impianto e non possono essere immessi  in rete perché non hanno una sufficiente qualità energetica. 

De Sanctis ha rimarcato che la società ha provato, ma inutilmente, a smentire che si trattasse di un inceneritore.  La combustione dei prodotti della pirolisi solleva seri problemi perché il syngas è il risultato di rifiuti eterogenei  quali plastiche, copertoni e residui industriali, ed è quindi complicatissimo controllare tutto quello che esce dai 6 camini dell’impianto. La società ha inoltre presentato analisi delle emissioni e delle ceneri effettuate da laboratori  non accreditati. Ha avuto un comportamento non trasparente, oscurando molti documenti, tra cui quelli sulle  emissioni. La valutazione del progetto della Get Energy – ha proseguito De Sanctis – dovrebbe essere fatta alla luce  della nuova normativa dell’Unione Europea sulle emissioni, che dimezza tutti i parametri, e l’Organizzazione  Mondiale della Sanità ha stabilito limiti ancora più restrittivi. 

Ranalli si è soffermato sulle condizioni meteo-climatiche della Valle Peligna e in particolare sul fenomeno  dell’inversione termica, fattore di concentrazione delle sostanze inquinanti, con impatto negativo sia sulla salute  umana che sulla catena alimentare. Pertanto, impianti di incenerimento come quello della Get Energy, che  peraltro generano emissioni nocive di difficile classificazione, sono incompatibili con Sulmona e il suo territorio.  Lo stesso Ministero dell’Ambiente ha raccomandato di tenere in particolare considerazione il fenomeno  dell’inversione termica nelle aree interne dell’Abruzzo, e tra queste proprio la Valle Peligna. Nel tempo – ha  aggiunto Ranalli – sono aumentati linfomi, sarcomi, tumori e patologie dell’apparato respiratorio e molti studi  dimostrano che c’è una correlazione con l’aumento dei livelli di inquinamento. 

Pizzola ha sottolineato che Sulmona da tempo è sottoposta all’aggressione da parte di industrie inquinanti, il che  aumenta il declino economico e lo spopolamento del territorio. La Get Energy non ha neppure accennato al fatto  che da anni è in funzione la turbogas della Metaenergia, che è in costruzione la centrale di compressione della  Snam e che a Sulmona esiste un impianto nel quale scaricano i loro rifiuti ben 67 Comuni dei 108 della provincia  dell’Aquila. La situazione è già insostenibile e l’arrivo dell’inceneritore sarebbe il colpo di grazia. La tecnologia  della pirolisi è vecchia di almeno cinquanta anni ma ha dimostrato finora di non funzionare. Sulmona – ha  concluso Pizzola – non intende fare da cavia per progetti sperimentali sulla pelle dei cittadini. La gente è  fortemente allarmata e si batterà affinché questo nuovo impianto non venga realizzato. 

 


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