Continuano a saltar fuori nuove nefaste conseguenze dell’attacco hacker subito dalla ASL 1 L’Aquila-Avezzano-Sulmona, nello scorso maggio.
In un nuovo comunicato la CGIL denuncia come non sia avvenuto nessun “ritorno alla normalità” e asserisce di aver avuto modo di apprendere che “il servizio di Tesoreria della stessa ASL, non ha ottemperato, da due mesi a questa parte, al conseguente versamento ai vari istituti di credito, banche, assicurazioni, enti pubblici ecc., delle somme trattenute a lavoratrici e lavoratori”.
Questo “nonostante l’ufficio del Personale abbia correttamente continuato ad effettuare le trattenute in busta paga nei confronti del personale dipendente che ha in essere sulle proprie retribuzioni il trattenimento a titolo di, per esempio, cessione del quinto dello stipendio, premio assicurazione, deleghe sindacali, pignoramenti”.
“A causa di ciò – continua i sindacato – l‘ignaro personale ha ricevuto i solleciti da parte degli Istituti di credito nei confronti della ASL, con contestuale informativa data ai dipendenti interessati che, qualora la mancanza di trattenute da parte della ASL fosse continuata, avrebbe operato diritto di rivalsa nei confronti degli stessi, con conseguente concreto rischio di iscrizione dei dipendenti ASL nel registro dei cattivi pagatori!
“Insomma, oltre al danno la beffa – prosegue la CGIL – non solo al personale vengono trattenute somme di denaro in busta paga, ma, se la ASL non provvederà immediatamente al pagamento, queste somme di denaro verranno richieste nuovamente direttamente ai lavoratori.
La FP CGIL della Provincia dell’Aquila fa anche sapere che ha “già inoltrato una formale diffida alla ASL e, in assenza dell’immediato ripristino dell’obbligazione contratta con i lavoratori/lavoratrici della ASL, si riserva, di agire presso le Autorità competenti per il risarcimento di tutti i danni sofferti e le spese sostenute dai propri iscritti o assistiti”.
Più in generale il sindacato ci tiene a comunicare che, sempre in seguito all’attacco hacker, “molti sistemi risultano ancora essere bloccati ed inutilizzabili e molto personale è costretto ad utilizzare i propri e personali mezzi informatici per poter garantire un minimo di attività necessario per il lavoro quotidiano. Altri utilizzano dei veri e propri “mezzi di fortuna. Tutto ciò continua a generare, al contrario di quanto viene narrato, tantissimi e gravi problemi sia all’utenza che al personale dipendente”.
La narrazione del ritorno alla normalità insomma, che l’azienda e la Regione raccontano da settimane, sembra essere tutt’altro che veritiera.
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