L’AQUILA – Le elevate temperature che stanno interessando tutto il territorio nazionale rendono necessario mantenere alta l’attenzione sulla tutela della salute dei lavoratori impegnati nei cantieri edili.
Formedil L’Aquila richiama tutte le imprese del settore al rigoroso rispetto delle disposizioni previste dalla normativa vigente e dell’Ordinanza della Regione Abruzzo n. 1 del 9 giugno 2026, che disciplina le attività lavorative all’aperto nei periodi caratterizzati da elevato rischio da calore.
L’ordinanza dispone il divieto di svolgere attività lavorative in condizioni di esposizione prolungata al sole nella fascia oraria compresa tra le 12.30 e le 16.00, limitatamente ai giorni in cui la piattaforma Worklimate(INAIL-CNR) segnala un livello di rischio “ALTO” per i lavoratori esposti al sole impegnati in attività fisica intensa.
Oltre al rispetto delle prescrizioni regionali, Formedil L’Aquila ricorda che la valutazione del rischio da stress termico costituisce un preciso obbligo del datore di lavoro e deve essere inserita nel Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) ogniqualvolta i lavoratori siano esposti a temperature elevate, come avviene normalmente nei cantieri durante il periodo estivo.
L’obbligo discende dall’articolo 17 del D.Lgs. 81/2008, che individua come non delegabile la valutazione di tutti i rischi, dall’articolo 28 dello stesso decreto, che impone la valutazione di tutti i rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori, nonché dall’Allegato IV, che disciplina i requisiti microclimatici dei luoghi di lavoro.
Per le imprese edili ciò significa adottare misure organizzative e preventive concrete, tra cui la rimodulazione degli orari di lavoro evitando le ore più calde della giornata, l’organizzazione di pause in aree ombreggiate o climatizzate, la costante disponibilità di acqua potabile fresca, la sorveglianza dei lavoratori maggiormente esposti, un’adeguata informazione e formazione sui sintomi dello stress da calore e l’utilizzo di strumenti previsionali, come il progetto Worklimate di INAIL-CNR, per programmare le attività nelle giornate caratterizzate da rischio elevato.
È inoltre opportuno ricordare che l’Ispettorato Nazionale del Lavoro ha già sanzionato imprese edili per la mancata valutazione del rischio microclimatico, confermando che tale adempimento è oggetto di specifica attività di vigilanza.
Nei cantieri temporanei o mobili il rischio da stress termico deve essere riportato anche nel Piano Operativo di Sicurezza (POS). In particolare, il Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC) deve valutare il rischio da calore sotto il profilo organizzativo e delle interferenze tra le lavorazioni, mentre il POS di ciascuna impresa esecutrice deve contenere la valutazione del rischio riferita alle proprie attività e le specifiche misure di prevenzione e protezione adottate.
Nel POS devono inoltre essere previste procedure operative chiare per la sospensione, la rimodulazione o il rinvio delle lavorazioni nelle ore di maggiore esposizione, in conformità alle ordinanze regionali emanate durante i periodi di emergenza climatica. Non si tratta di un adempimento formale, ma di uno strumento essenziale per tutelare la salute dei lavoratori e garantire una corretta organizzazione della sicurezza in cantiere.
“La prevenzione rappresenta il principale strumento di tutela nei confronti del rischio da calore. La sicurezza nei cantieri – sostengono il presidente di Formedil L’Aquila, Angelo Palombizio, e il vicepresidente, Luigi Di Donato – deve rimanere una priorità assoluta e richiede la collaborazione di imprese, lavoratori e coordinatori della sicurezza. Il rispetto delle norme e l’adozione di comportamenti responsabili consentono di ridurre concretamente il rischio di malori e di garantire condizioni di lavoro adeguate anche durante i periodi di temperature eccezionalmente elevate.”
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