È scomparsa a 78 anni Emma Bonino. Una figura storica e insostituibile nel panorama politico nazionale e internazionale. Nata a Bra nel 1948, laureata alla Bocconi, era entrata giovanissima nel Partito Radicale. Simbolo di un’idea di democrazia che non teme di essere di minoranza pur di difendere lo Stato di diritto, la laicità e la dignità della persona.
Dalle storiche conquiste degli anni Settanta sull’autodeterminazione delle donne, il divorzio e l’aborto, fino alla costante attenzione verso i carcerati e le battaglie europeiste con +Europa, ha applicato con rigore un solo principio: l’uso della disobbedienza civile e dello Stato di diritto come strumenti per riscattare le minoranze e scuotere le coscienze.
Forte di un legame viscerale con il territorio, consolidato nel tempo anche attraverso lo storico sodalizio con Marco Pannella, ha frequentato l’Abruzzo fino ai suoi ultimi impegni pubblici, portando la propria testimonianza nelle piazze da L’Aquila a Pescara e garantendo vicinanza vigile alle comunità colpite dal sisma del 2009.
Affrontando la malattia con la medesima trasparenza riservata alla politica, Emma Bonino lascia in eredità l’esempio raro di una passione civile rigorosa e mai disposta al compromesso sulla libertà individuale.
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