Energie rinnovabili: via libera del CDM alla legge abruzzese sulle aree idonee

Energie rinnovabili: via libera del CDM alla legge abruzzese sulle aree idonee
27 Mag 2025

di M. A.

Roma –  Il Consiglio dei Ministri ha approvato ieri la legge regionale dell’Abruzzo n.8 del 25 marzo 2025, intitolata “Misure urgenti per l’individuazione di aree e superfici idonee e non idonee all’installazione e promozione di impianti a fonti di energia rinnovabile“, che individua i luoghi su cui puntare per l’installazione di impianti a fonti di energia rinnovabile FER. Tale approvazione segue quelle già concesse a leggi analoghe delle regioni Sardegna e Friuli Venezia Giulia.

Nello specifico, la legge abruzzese, composta da sei articoli, mira a facilitare il raggiungimento degli obiettivi di energia rinnovabile stabiliti a livello nazionale ed europeo, tra cui una potenza installata di 2.092 MW entro il 2030, seguendo un percorso di crescita progressivo: 640 MW nel 2025, 860 MW nel 2026, 1.086 MW nel 2027, 1.350 MW nel 2028 e 1.648 MW nel 2029.

La normativa, inoltre, definisce come “aree idonee” quelle che favoriscono l’autoconsumo e la produzione di energie rinnovabili, come tetti, parcheggi e infrastrutture di trasporto situate in siti Natura 2000, ovvero aree naturali protette, create per tutelare la biodiversità; con lo scopo, quindi, di proteggere piante, animali, habitat naturali a rischio. Al contrario, sono considerate “non idonee” le aree agricole del Fucino, quelle vincolate da contributi pubblici e quelle con colture permanenti.

Il Presidente del Consiglio regionale dell’Abruzzo, Lorenzo Sospiri, ha sottolineato che la legge in questione rappresenta una norma equilibrata, che mira alla crescita nella produzione delle energie rinnovabili, evidenziando, inoltre, che sono state ascoltate attentamente tutte le categorie interessate, dal mondo agricolo e industriale a quello ambientalista, per garantire una normativa rispettosa dei lavoratori e dell’ambiente. La legge abruzzese è entrata in vigore il 27 marzo 2025, come da pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Abruzzo, e il Consiglio dei Ministri l’ha approvata definitivamente ieri 26 maggio, non impugnandola.

Cosa cambierà con questa legge della Regione Abruzzo?

La mappatura delle aree idonee serve a guidare e semplificare il processo autorizzativo, riducendo tempi e incertezze per chi vuole investire in energia pulita, ma anche a tutelare quelle zone che, per valore ambientale, agricolo, storico o paesaggistico, non possono essere toccate da interventi invasivi.

In pratica, questo significa che i cittadini potranno vedere un’accelerazione nella diffusione di impianti sostenibili, con benefici indiretti nel medio periodo: più energia prodotta localmente, maggiore autosufficienza, e potenzialmente anche costi più stabili in bolletta. Ma al tempo stesso, sarà più difficile vedere nuovi impianti installati in luoghi fragili o di pregio, come parchi naturali, borghi antichi o aree agricole di eccellenza.

La legge, quindi, non è solo uno strumento tecnico, ma un atto di pianificazione che può incidere concretamente sul paesaggio, sull’economia locale e sulle opportunità dei territori. Può contribuire allo sviluppo di comunità energetiche, favorire nuovi investimenti nel settore green e creare occasioni di lavoro legate all’installazione e alla gestione degli impianti.

In un contesto come quello abruzzese, caratterizzato da una forte identità ambientale e paesaggistica, avere una cornice normativa chiara su dove sia giusto puntare sulle rinnovabili rappresenta un equilibrio necessario: da un lato il dovere di contribuire alla transizione ecologica, dall’altro la responsabilità di preservare ciò che rende un territorio unico.


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