- Evitare di gettare mozziconi di sigarette in natura.
- Accendere fuochi solo nelle aree predisposte e autorizzate, e in ogni caso evitare di farlo in condizioni metereologiche particolari, come clima molto secco o in presenza di vento. Non abbandonate mai le braci sul terreno.
- Non accendere fuochi pirotecnici o altre tipologie simili (comprese le “lanterne volanti”).
- Non dar fuoco alle sterpaglie in campagna (attività che in ogni caso va autorizzata) e seguire i consigli e le indicazioni presenti nel territorio dove si vive soprattutto se all’interno di un’area protetta.
- Non parcheggiare sui prati, sia per il danno che questa azione può comportare al cotico erboso sia perché il motore può emettere scintille sull’erba secca.
- Non abbandonare rifiuti nei boschi: possono essere facilmente infiammabili.
- Avvisare subito il 115 in caso di avvistamento di fiamme, anche in presenza di un piccolo focolaio senza aspettare che diventi un incendio.
- Proteggere e ripristinare ecosistemi chiave come foreste naturali, aree umide e praterie, che forniscono servizi vitali e fungono da barriere antincendio naturali;
- Incentivare la gestione forestale più vicina alla natura per rendere i popolamenti forestali più resistenti e resilienti, e sostituire le piantagioni più infiammabili con specie autoctone più resistenti al fuoco.
- Rilanciare le pratiche agro-silvo-pastorali tradizionali per aumentare la biodiversità e ridurre il rischio di incendi boschivi sul territorio.
- Ripopolare le specie faunistiche che si nutrono di vegetazione combustibile contribuendo così a creare territori meno vulnerabili.
- Investire in sistemi di allerta precoce e sostenere le comunità “fire-smart” ovvero in grado di prevenire gli incendi boschivi, soprattutto nelle zone ad alto rischio.
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