Poggio Morello, arbitro aggredito durante un torneo: la riflessione di un testimone

Poggio Morello, arbitro aggredito durante un torneo: la riflessione di un testimone
04 Ago 2026

Riceviamo e pubblichiamo la riflessione di un lettore, presente sugli spalti durante il torneo di calcio a 5 di Poggio Morello, che interviene dopo la presunta aggressione subita da un arbitro del CSI Teramo. Il contributo affronta il tema della sicurezza dei direttori di gara nei campionati amatoriali, esprimendo considerazioni e preoccupazioni di cui l’autore si assume la piena responsabilità.

 

POGGIO MORELLO (TE) – Una serata di sport che si trasforma in un episodio di violenza inconcepibile. Ieri sera, durante una partita del torneo di calcio a 5 di Poggio Morello, l’ennesima aggressione ai danni di un arbitro ha riacceso i riflettori sulle condizioni di totale insicurezza in cui versano i direttori di gara nei tornei amatoriali del territorio. La gara stava ormai volgendo al termine, con la squadra del protagonista della vicenda in svantaggio per 6-4.
A pochi minuti dal triplice fischio, in seguito a un gol subito, si è accesa l’ennesima tensione sul terreno di gioco: un atleta di origine marocchina, già ammonito in precedenza, ha iniziato ad aggredire verbalmente il fischietto della sezione del CSI (Centro Sportivo Italiano) di Teramo. L’arbitro ha quindi estratto il cartellino rosso invitando il giocatore ad abbandonare il rettangolo di gioco, tra gli applausi del pubblico. Voltandosi per far riprendere il match, il direttore di gara è stato però avvicinato alle spalle dallo stesso tesserato e vigliaccamente colpito. Un gesto improvviso e ingiustificato che ha costretto l’arbitro a decretare la fine anticipata dell’incontro. Refertato dal pronto soccorso, il fischietto teramano ha riportato evidenti ferite al collo e un trauma contusivo, con una prognosi di 15 giorni.
Ciò che rende la vicenda ancora più sconcertante è il quadro generale in cui si inserisce. In campo figurava infatti un compagno di squadra dell’aggressore, a sua volta autore di un gravissimo episodio di cronaca sportiva lo scorso maggio. In quell’occasione, durante una partita del campionato amatoriale di calcio a 11 amatoriale CSI a Corropoli, il tesserato aveva sferrato due schiaffi e un calcio al direttore di gara.
Nonostante la gravità inaudita dei fatti, il Giudice Sportivo non ha ancora emesso alcuna sentenza o provvedimento disciplinare a distanza di mesi. Una lentezza burocratica che ha di fatto spalancato le porte al giocatore, permettendogli di iscriversi regolarmente e scendere in campo anche nel torneo estivo di Poggio Morello. L’episodio di ieri rappresenta la classica goccia che fa traboccare il vaso. La categoria degli arbitri amatoriali vive una situazione al limite dell’insostenibile e nessuno ne parla. I direttori di gara dei campionati amatoriali percepiscono un rimborso spese totale che si attesta intorno ai 20 euro a partita per il calcio a 5, con pochissimi euro in più per le sfide a 7 e a 11. Si tratta di cifre del tutto irrisorie se messe a confronto con l’enorme responsabilità del ruolo, il costante impegno richiesto per l’aggiornamento e il lavoro svolto in un clima di perenne insicurezza.
I campi in cui operano sono del tutto privi di forze dell’ordine, ovvero di una tutela minima di fronte all’imprevedibilità e alle frustrazioni dei tesserati. In ultimo, la sensazione di impunità dilagante mina alla base l’autorità stessa dell’arbitro. Da appassionato di sport presente sugli spalti, ho provato una profonda amarezza nel vedere un momento di condivisione degenerare in una scena da far west.
Se il CSI e gli organi di giustizia sportiva non interverranno subito con provvedimenti fermi, sanzioni esemplari e tutele concrete, l’ipotesi di uno sciopero generale non sarà più solo una minaccia, ma una conseguenza inevitabile. E a quel punto, di fronte al silenzio dei campi vuoti, saremo costretti a chiederci: ha ancora senso chiamarlo sport se chi deve far rispettare le regole viene lasciato solo, dimenticato dalle istituzioni e costretto a rischiare la propria incolumità per poco più di un rimborso spese?
— Un appassionato presente sugli spalti

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