Pescara, una miniera dimenticata. Renzetti, “oltre la rissa elettorale, serve una visione per il futuro”

Pescara, una miniera dimenticata. Renzetti, “oltre la rissa elettorale, serve una visione per il futuro”
02 Mar 2026

Mauro Renzetti, Presidente di Pescara Fortis a nome del comitato esprime l’esigenza di riscoprire temi importanti: “la politica è, o per lo meno dovrebbe sempre essere, l’arte dell’indirizzo e l’arte della comprensione delle dinamiche che generano l’economia e che sostengono la crescita nel lungo termine. È la bussola che permette a una comunità di navigare verso il futuro, valorizzando le proprie radici. Questa tornata elettorale poteva – e doveva – fornire un’occasione in più per riscoprire le cose che ci uniscono e le reali potenzialità del nostro territorio. Purtroppo, abbiamo dovuto assistere a uno spettacolo desolante: un dibattito che non doveva trasformarsi in una rissa da bar, ma che nella realtà è esattamente ciò che sta accadendo, privando i cittadini di una visione costruttiva”.

Continua, “mentre le fazioni si scontrano in sterili polemiche, si perde di vista un fatto inconfutabile: Pescara è una vera e propria miniera di opportunità da riscoprire. La nostra politica dovrebbe concentrarsi su tutte le risorse e le opportunità già esistenti, prestando un’attenzione speciale a quelle che per troppo tempo sono state colpevolmente dimenticate. Sarebbe opportuno, se non vitale, ripartire da grandi progetti per poter evidenziare di nuovo al mondo intero l’importanza cruciale che il nostro territorio ha rivestito in passato e che ora, tristemente, cade nel dimenticatoio”.

Inoltre, “basta guardare alla nostra storia per trovare esempi di un potenziale globale inespresso. Come ci ricorda anche la stampa internazionale, il nostro territorio custodisce un primato assoluto e imbattuto: il Circuito di Pescara è stato il tracciato più lungo nella storia della Formula 1. Con i suoi 25,579 chilometri, una lunghezza che superava persino il leggendario Nürburgring, il circuito collegava il mare all’entroterra, snodandosi tra Pescara, Montesilvano, Spoltore e Cappelle sul Tavo”.

“Per quelli della mia generazione questi sono ancora ricordi che emozionano. Nel 1957, le nostre strade si trasformarono in un palcoscenico epico dove leggende assolute dei motori come Juan Manuel Fangio e Stirling Moss si sfidarono in una gara che ha fatto la storia, attirando centinaia di migliaia di spettatori. Oggi, quelle stesse curve storiche si sono dissolte nella quotidianità del traffico moderno, e quel patrimonio immenso, capace di raccontare Pescara al mondo, è stato lasciato sbiadire”.

“Immaginiamo cosa significherebbe trasformare questa immensa eredità in un progetto di rilancio turistico, culturale e storico di respiro internazionale. Valorizzare luoghi che un tempo ospitavano l’eccellenza mondiale significherebbe attrarre appassionati, generare indotto economico e, soprattutto, ridare orgoglio alla nostra terra”.

Conclude: “Questo è il vero ruolo della politica: prendere in mano un territorio che ha già in sé i semi della grandezza e coltivarli per sostenere la crescita futura. Pescara ha bisogno di amministratori che sappiano guardare oltre le urla della campagna elettorale, per ricucire il tessuto sociale attorno a grandi visioni condivise. È tempo di spegnere i clamori della rissa da bar e tornare a progettare il domani, restituendo al nostro territorio il ruolo da protagonista che merita e che la storia ci insegna esserci sempre appartenuto”.


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