L’Aquila, “Abruzzo, segni di una terra”: la mostra di Roberto Grillo

L’Aquila, “Abruzzo, segni di una terra”: la mostra di Roberto Grillo
26 Ago 2026

L’AQUILA – Un viaggio nell’identità dell’Abruzzo attraverso la fotografia e la parola. È stata inaugurata questa mattina, nel porticato di Palazzo Federici all’Aquila, la mostra “Abruzzo, segni di una terra. Un viaggio nell’Anima”, promossa dall’associazione artistica e culturale Pietralunare in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province dell’Aquila e Teramo.

Protagonista dell’esposizione è il fotografo Roberto Grillo, autore di venti gigantografie in bianco e nero selezionate da un corpus di cinquanta scatti. Alle immagini si affiancano i testi della scrittrice abruzzese Donatella Di Pietrantonio, vincitrice nel 2024 del Premio Strega e del Premio Strega Giovani con L’età fragile.

Le fotografie sono state collocate lungo le arcate e sulle porte interne del porticato di Palazzo Federici, fino a raggiungere le cinque finestre affacciate su piazza Duomo. Una scelta espositiva che porta l’arte direttamente nel cuore della città, rendendo la mostra fruibile non soltanto dai visitatori, ma anche da chi attraversa quotidianamente il centro storico.

Al vernissage hanno partecipato il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, il soprintendente Massimo Sericola, il vicepresidente della Regione Abruzzo Emanuele Imprudente, il presidente di Pietralunare Claudio Mele e lo stesso Roberto Grillo. Presenti anche il vicesindaco Raffaele Daniele, il consigliere regionale Gianpaolo Lugini e il sindaco di Carsoli Alessandro Marcangeli.

Per Biondi, l’esposizione rappresenta anche un’occasione per valorizzare Palazzo Federici, recentemente tornato nella disponibilità pubblica. Il sindaco ha sottolineato come l’edificio possa diventare in futuro non soltanto un centro per funzioni amministrative e istituzionali, ma anche uno spazio culturale a disposizione della comunità.

Proprio sulla futura destinazione del palazzo si è soffermato il soprintendente Sericola, spiegando che la mostra rappresenta la prima iniziativa organizzata dalla Soprintendenza all’interno dell’edificio, acquistato dal Ministero della Cultura e destinato a diventare la nuova sede dell’ente. L’obiettivo è fare di Palazzo Federici un luogo istituzionale ma, allo stesso tempo, aperto alla città e alla partecipazione.

Il vicepresidente della Regione Abruzzo Emanuele Imprudente ha invece evidenziato il valore dell’iniziativa nel percorso dell’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026, in concomitanza con le celebrazioni della Perdonanza Celestiniana. La mostra, ha sottolineato, racconta l’identità regionale attraverso lo sguardo di un fotografo aquilano e le parole di una scrittrice che ha contribuito a dare prestigio all’Abruzzo.

Per Claudio Mele, presidente di Pietralunare, l’esposizione rappresenta un vero e proprio omaggio alla città e all’intero territorio regionale, oltre che un possibile punto di partenza per nuove iniziative dedicate all’arte e alla cultura.

Il progetto fotografico di Grillo ha radici lontane. Il lavoro sull’Abruzzo è iniziato infatti a metà degli anni Ottanta e si è concluso nel 2018. Gli scatti sono stati realizzati in analogico e rigorosamente in bianco e nero, restituendo paesaggi, luoghi e atmosfere di una regione che il fotografo considera tra le più affascinanti d’Italia.

A completare il percorso espositivo sono le parole di Donatella Di Pietrantonio, chiamata a dialogare con le immagini di Grillo. Una collaborazione nata poco prima del successo della scrittrice al Premio Strega e che ora confluirà anche in un volume con la prefazione di Gianni Letta.

«Ci sono luoghi che non si visitano: si riconoscono. L’Abruzzo, per me, è questo», scrive Letta nella prefazione, sottolineando come le parole della scrittrice riescano ad accompagnare le fotografie trasformando la semplice osservazione in una riflessione più profonda sul territorio.

La mostra “Abruzzo, segni di una terra. Un viaggio nell’Anima”, allestita da Dg Promotion, resterà visitabile a Palazzo Federici fino al 15 gennaio 2027. L’esposizione accompagnerà così gli ultimi mesi dell’anno in cui L’Aquila è Capitale italiana della Cultura, offrendo cittadini e visitatori un percorso attraverso la memoria, i paesaggi e l’identità dell’Abruzzo.


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