Albergo diffuso, il modello abruzzese conquista gli italiani: Santo Stefano simbolo del turismo lento

Albergo diffuso, il modello abruzzese conquista gli italiani: Santo Stefano simbolo del turismo lento
16 Mag 2025

di Melania Aio

L’Abruzzo sta emergendo come una delle destinazioni più autentiche e affascinanti d’Italia grazie alla crescita del turismo lento e, in particolare, alla formula innovativa dell’albergo diffuso. Questo modello di ospitalità, che consiste nella distribuzione delle camere ricettive in edifici storici sparsi nei centri abitati, rappresenta oggi una vera e propria rinascita per molti piccoli borghi abruzzesi, offrendo ai visitatori un’esperienza di soggiorno unica e sostenibile.

Secondo i dati dell’Osservatorio Turistico Regionale, dal 2019 al 2024 si è registrato un aumento del 30% nel numero di turisti interessati a soggiorni e attività legate alla natura, alla cultura e al territorio. Tra questi, la domanda per strutture di albergo diffuso è cresciuta addirittura del 40%, segno che sempre più viaggiatori cercano di vivere il territorio in modo autentico, immersi nella quotidianità e nelle tradizioni locali.

Il concetto di albergo diffuso nasce dall’esigenza di valorizzare il patrimonio storico e architettonico delle comunità rurali, contrastando il fenomeno dello spopolamento che ha colpito molte aree interne d’Italia, Abruzzo compreso. Invece di costruire nuove grandi strutture ricettive, vengono recuperati abitazioni e palazzi storici, trasformandoli in camere e appartamenti per ospiti, senza alterare il tessuto urbano dei borghi. Questo approccio permette di preservare l’identità culturale dei luoghi e di offrire un’esperienza di soggiorno intima, lontana dal turismo di massa.

Sextantio, albergo diffuso a Santo Stefano di Sessanio

Uno degli esempi più noti e riusciti di albergo diffuso in Abruzzo è sicuramente Santo Stefano di Sessanio, nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Qui, il progetto “Sextantio” ha dato nuova vita a un antico borgo abbandonato, trasformandolo in una struttura ricettiva che ha ricevuto riconoscimenti internazionali per il suo equilibrio tra tradizione e comfort contemporaneo. Camminare tra le stradine di Santo Stefano significa entrare in un mondo sospeso nel tempo, dove ogni pietra racconta una storia, e dove gli ospiti possono godere di un’accoglienza calorosa in case in pietra finemente restaurate.

Anche altri borghi come Pacentro, Scanno e Castel del Monte stanno offrendo agli ospiti la possibilità di soggiornare in case antiche immerse in paesaggi naturali. Questi borghi sono perfetti punti di partenza per escursioni, passeggiate a piedi o in bici e per scoprire le tradizioni enogastronomiche locali, che rappresentano un altro elemento di grande richiamo per il turismo lento. La cucina abruzzese, infatti, è un tesoro di sapori autentici, che si può scoprire nelle piccole trattorie, nelle sagre paesane e negli eventi enogastronomici che si svolgono durante tutto l’anno. Dal celebre arrosticino di pecora ai formaggi artigianali, passando per i vini corposi e gli oli extravergine d’oliva di qualità, il viaggio nel gusto è una componente essenziale dell’esperienza turistica in albergo diffuso.

Questo modello di soggiornare contribuisce in modo significativo allo sviluppo economico e sociale delle comunità locali; favorendo l’occupazione, il rilancio dell’artigianato e delle attività commerciali, e incentiva la partecipazione degli abitanti alla vita turistica, rafforzando il senso di identità e appartenenza. Come sappiamo, il contrasto allo spopolamento dei piccoli borghi è attualmente una delle sfide principali per l’Abruzzo, e l’albergo diffuso si conferma uno strumento efficace per mantenere vivi questi territori.

Dal punto di vista ambientale, è tutto perfettamente in linea con i principi della sostenibilità. Riducendo la necessità di nuove costruzioni e sfruttando le risorse esistenti, si minimizza l’impatto sull’ambiente e si promuove un turismo responsabile. Inoltre, la vicinanza ai parchi naturali, come il Gran Sasso e la Maiella, permette di unire il piacere del soggiorno con la scoperta di paesaggi incontaminati e percorsi naturalistici di grande fascino.

I dati più recenti dell’Assessorato al Turismo della Regione Abruzzo confermano che circa il 60% dei visitatori sceglie di praticare attività all’aria aperta e di scoprire i borghi storici, mentre le strutture di albergo diffuso registrano un tasso di occupazione superiore al 75% nei mesi primaverili ed estivi. Questi numeri dimostrano come l’Abruzzo stia conquistando una fetta importante del turismo nazionale e internazionale, soprattutto tra chi cerca un’esperienza diversa, fatta di lentezza, autenticità e connessione con il territorio.

Turismo lento – Attività all’aria aperta

Quest’anno, la formula di albergo diffuso compie vent’anni. Guardando al futuro, i prossimi anni saranno decisivi per consolidarla, integrandola con le nuove esigenze del turismo post-pandemico, che premia sicurezza, spazi aperti e autenticità.


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