Buona la prima! L’Aquila non brilla ma batte il Termoli: Magnani firma l’1-0 al Gran Sasso

Buona la prima! L’Aquila non brilla ma batte il Termoli: Magnani firma l’1-0 al Gran Sasso
06 Set 2026
di Alessandro Tettamanti

Buona la prima. L’Aquila non brilla, fatica molto più del previsto a sfruttare quasi un’intera partita in superiorità numerica, ma alla fine trova il modo di piegare un Termoli tenace e ben organizzato. 1-0 al Gran Sasso e primi tre punti del campionato, con la firma ancora una volta di Filippo Magnani, già a segno una settimana fa nella vittoria di Coppa Italia a Giulianova.

Una vittoria che vale anche per un altro motivo: L’Aquila torna a vincere in casa dopo quasi sette mesi, visto che l’ultimo successo al Gran Sasso risaliva allo scorso febbraio contro la Maceratese.

La partita cambia volto prestissimo, quando al 13’ Vellotti viene espulso per aver fermato Zini lanciato verso la porta. Ma quello che sulla carta potrebbe sembrare un enorme vantaggio finisce inizialmente quasi per complicare il compito dei rossoblù. Il Termoli si chiude, porta praticamente nove uomini dietro la linea della palla e L’Aquila perde lucidità nel tentativo di trovare subito il gol.

Lo riconoscerà anche Antonio Andreucci nel dopogara: «Paradossalmente l’espulsione ci ha fatto perdere lucidità. Abbiamo avuto troppa fretta».

Nella ripresa cambia qualcosa. Forse aiuta anche una temperatura un po’ meno feroce rispetto al primo tempo giocato sotto un sole ancora pienamente estivo, ma soprattutto L’Aquila comincia a ragionare di più, ad allargare il campo e a muovere meglio il pallone. Il gol arriva soltanto al 74’, ma a quel punto il vantaggio è meritato.

Andreucci conferma il 4-2-3-1 visto a Giulianova, pur cambiando alcuni interpreti. Brunetti sostituisce Bondioli al centro della difesa, Gori torna in mezzo al campo accanto a Sforza e indossa la fascia di capitano, mentre davanti Curatolo parte a sinistra al posto di Chiarella.

Proprio quest’ultima soluzione è quella che convince meno. Curatolo mette grande impegno, ma, lui che è un 9, sulla fascia non riesce a incidere come probabilmente previsto. Lo stesso Andreucci spiegherà poi di aver cercato nella ripresa maggiore ampiezza attraverso l’ingresso di Gasperoni e il conseguente avvicinamento  di Curatolo alla porta.

Tra i migliori c’è invece Zini, particolarmente vivace sulla destra: è lui a procurare l’espulsione di Vellotti ed è probabilmente il giocatore che più di tutti riesce a mettere in difficoltà la retroguardia giallorossa nelle situazioni di gioco. Positivo anche l’ingresso di Chiarella, che rispetto alla gara di Giulianova entra molto bene in partita e dà una scossa alla manovra rossoblù.

Più complicata la giornata di Campagna, protagonista di un’ottima prestazione a Giulianova ma stavolta ingabbiato negli spazi ridottissimi lasciati dal Termoli. «Si è impegnato molto, ma non ha trovato gli spazi», dirà Andreucci spiegando la sostituzione.

E poi c’è Sparacello. Il gol non arriva, ma il centravanti va vicinissimo a segnarlo due volte e mette lo zampino anche nell’azione decisiva: prima si vede salvare una conclusione sulla linea, poi centra l’incrocio dei pali di testa e infine, sul corner dell’1-0, è suo il tocco al volo che porta il pallone dalle parti di Magnani.

La cronaca

Il primo squillo è del Termoli. Al 4’ Colabella avanza centralmente e prova la conclusione, mandando il pallone sul fondo.

Tre minuti dopo L’Aquila costruisce la prima grande occasione. Gori batte dalla bandierina, Sparacello colpisce al volo e un difensore ospite salva sulla linea quando il Gran Sasso è già pronto ad esultare.

Al 9’ viene ammonito Croce, poi al 13’ arriva l’episodio che cambia la partita: Zini viene lanciato verso la porta, Vellotti lo ferma fallosamente e l’arbitro Ferroni estrae direttamente il cartellino rosso. Termoli in dieci.

L’Aquila sembra poter approfittarne immediatamente. Al 15’, ancora sugli sviluppi di un corner, Sparacello si gira bene e calcia di poco a lato.

Da quel momento, però, il Termoli si compatta e concede pochissimo. Gli uomini di Esposito rinunciano progressivamente a pressare alti e costruiscono un blocco difensivo difficile da attraversare. L’Aquila mantiene il possesso ma tende ad accelerare troppo le giocate, finendo spesso per congestionare ulteriormente gli spazi.

Al 33’ Curatolo serve orizzontalmente Zini, bravo a trovare lo spazio per il tiro ma meno nella conclusione, che viene strozzata e termina fuori. Al 43’ viene ammonito Sforza. Un minuto dopo il Termoli riesce anche a riaffacciarsi in avanti: punizione di Calemme e conclusione di Remy.

All’intervallo è ancora 0-0.

La ripresa restituisce un’Aquila più lucida e al 50’ arriva la seconda enorme occasione di Sparacello: cross di Gori, stacco di testa del numero 19 e pallone che si stampa sull’incrocio dei pali.

Andreucci interviene al 53’: fuori Campagna e Sforza, dentro Gasperoni e Binotto. Esposito risponde poco dopo con Genovese e Iasevoli per Campanile e Di Zio.

Al 64’ Gori raccoglie una palla respinta dalla difesa e prova dalla distanza, mandando di poco alto. Tre minuti più tardi è invece il Termoli a rendersi pericoloso in contropiede: Remy conclude e Inturri devia in calcio d’angolo.

Al 71’ arriva un’altra mossa di Andreucci: fuori Zini e dentro Chiarella.

Tre minuti più tardi la partita finalmente si sblocca, al termine di un episodio destinato anche a far discutere.

Vandelli trattiene il pallone e Ferroni applica la nuova regola degli otto secondi, concedendo calcio d’angolo all’Aquila. Gori va ancora dalla bandierina, Sparacello colpisce al volo e il pallone finisce nell’area piccola, dove Magnani è il più rapido di tutti: tocco vincente e 1-0.

Per il difensore è il secondo gol consecutivo dopo quello che aveva aperto la vittoria per 3-1 a Giulianova.

Il Termoli non si arrende. Esposito cambia ancora, mentre Andreucci inserisce Lisi per Curatolo. Negli ultimi minuti i molisani provano a mettere in campo le ultime energie alla ricerca del pareggio. Non costruiscono occasioni nitide, ma costringono comunque L’Aquila a stringere i denti.

Nel recupero Andreucci sceglie definitivamente di proteggere il risultato: fuori Sparacello, dentro Touré e difesa a cinque.

Ferroni fischia la fine. L’Aquila-Termoli 1-0.

Non una partita scintillante, ma una di quelle vittorie che possono pesare. Perché, come dimostra proprio la partita del Gran Sasso, giocare in superiorità numerica contro una squadra completamente raccolta nella propria metà campo non significa necessariamente avere vita facile. Il Termoli ha fatto la sua partita, difendendo con ordine e sacrificio; L’Aquila ha avuto il merito di non perdere la testa e, soprattutto nella ripresa, di trovare la pazienza necessaria per vincerla.

Andreucci: «Tre punti meritati, ma abbiamo ampi margini»

Il tecnico rossoblù individua proprio nella gestione della superiorità numerica uno degli aspetti sui quali lavorare.

«Siamo partiti forte, creando situazioni per sbloccarla, ma paradossalmente la loro espulsione ci ha fatto perdere lucidità perché abbiamo avuto troppa fretta. Nel secondo tempo abbiamo giocato con più raziocinio e poi il risultato si è sbloccato su un calcio da fermo».

La voglia di vincere davanti al pubblico del Gran Sasso, secondo Andreucci, ha rischiato di trasformarsi in frenesia: «I ragazzi volevano andare sopra l’avversario e fare gol. Il pubblico era tanto e la voglia di ottenere la vittoria altrettanta, ma questo non deve sconfinare nella mancanza di raziocinio. Nell’intervallo ce lo siamo detti».

Il giudizio complessivo resta positivo ma prudente: «Credo sia una squadra con ampi margini di miglioramento e dobbiamo lavorare. Ben vengano questi tre punti, che sono meritati».

Ora il calendario concede poco tempo: sabato trasferta a Fossombrone, con un giorno in meno di lavoro rispetto alla settimana ordinaria, poi subito il turno infrasettimanale.

Esposito: «I ragazzi si sono sacrificati». E protesta sull’1-0

Raffaele Esposito guarda invece alla capacità del suo Termoli di restare dentro la partita nonostante l’inferiorità numerica.

«Dopo un quarto d’ora abbiamo dovuto rivedere tutto. I ragazzi si sono sacrificati. Ho mantenuto inizialmente un assetto propositivo con due attaccanti in campo e soltanto alla fine ho tolto un attaccante mettendo due linee da quattro».

Il piano originario era completamente diverso: «Undici contro undici volevamo attaccarli alti, uomo contro uomo».

Esposito definisce il suo Termoli una squadra «umile», ma è polemico sulla direzione arbitrale e soprattutto sull’episodio che genera il corner decisivo. Secondo il tecnico ospite, a Vandelli sarebbe rimasto ancora un secondo per effettuare il rinvio quando l’arbitro ha interrotto il gioco e assegnato l’angolo dal quale è poi nato il gol di Magnani.

Gori e Barnabà: «Nel secondo tempo bravi anche mentalmente»

Per il capitano Mirko Gori, protagonista sui calci piazzati, conta soprattutto aver cominciato vincendo: «È importante vincere tutte le partite, soprattutto quella iniziale perché ti sblocca e dà fiducia. Nel secondo tempo ci siamo parlati e siamo stati bravi a sfruttare la superiorità numerica».

Gori, arrivato da un’esperienza nel Nord Italia, sottolinea anche le caratteristiche del girone F: «È un campionato più fisico rispetto a quello del Nord dove giocavo. Qui la prerogativa è quella del duello, della corsa».

Tommaso Barnabà aggiunge un elemento tutt’altro che secondario nella lettura della gara: «Il sintetico emana molto calore ed è un fattore di cui bisogna tenere conto. Nel secondo tempo siamo stati bravi anche mentalmente».

Entrambi sottolineano poi l’impatto del pubblico. 1.700 gli spettatori complessivi, dei quali 750 abbonati e 60 nel settore ospiti.

«È bello vedere il calore della gente, la passione e l’entusiasmo», racconta Gori. «Quando ho scelto di venire qui ho messo in conto anche questo. Ho giocato per due anni in una squadra dove c’erano circa 400 persone a vedere la partita. Volevo questo».


TABELLINO

L’AQUILA-TERMOLI 1-0

L’AQUILA (4-2-3-1): Inturri; Saia, Brunetti, Magnani, Barnabà; Gori (C), Sforza (53’ Binotto); Zini (71’ Chiarella), Campagna (53’ Gasperoni), Curatolo (83’ Lisi); Sparacello (90’+3 Touré).
A disp.: Luppichini, Enapolti, De Santis, Pomposo. All.: Antonio Andreucci.

TERMOLI: Vandelli; Remy, Croce, Dompnier (85’ Tracchia), Campanile (57’ Genovese), Calemme (78’ Tedesco), Colabella (C) (90’+3 Volpe), Di Zio (57’ Iasevoli), Vellotti, Avolio, Bonoto.
A disp.: Maioli, Le Rose, Migliaccio, Gioacchini. All.: Raffaele Esposito.

Arbitro: Lorenzo Carlo Ferroni di Fermo.
Assistenti: Alessio Fiore di Roma 1 e Matteo Raggi di Viterbo.

Rete: 29’ st Magnani.

Ammoniti: 9’ Croce (T), 43’ Sforza (L); 5’ st Di Zio (T), 31’ st Curatolo (L), 35’ st Remy (T).

Espulso: 13’ Vellotti (T), rosso diretto.

Spettatori: 1.700, di cui 750 abbonati e 60 nel settore ospiti.

Note: al 5’ st Sparacello colpisce l’incrocio dei pali. Nel primo tempo, al 7’, una sua conclusione era stata salvata sulla linea. Termoli in inferiorità numerica dal 13’ del primo tempo.


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