«L’approvazione del progetto esecutivo del “Parco della Luna” ci preoccupa seriamente» affermano il dott. Guido Iapadre e il dott. Giacomo Pio della segreteria aziendale del Sindacato Medici Italiani della provincia di L’Aquila. «Riconosciamo il valore culturale e ricreativo dell’intervento, ma non possiamo ignorare il rischio che questa scelta cancelli definitivamente la vocazione medico-assistenziale che l’area di Collemaggio ha rappresentato per decenni.»
Prima del terremoto, ricordano, Collemaggio ospitava non solo un nucleo di cure primarie, ma anche una parte fondamentale dell’organizzazione sanitaria territoriale. «Qui erano presenti il Distretto Sanitario di Base dell’Aquila, oggi trasferito all’ex ONPI, il Poliambulatorio Distrettuale, adesso collocato nel nucleo industriale di Bazzano, e il Servizio di Prevenzione e Igiene Ambientale, anch’esso spostato all’ex ONPI. Questi servizi garantivano prossimità, accessibilità e continuità assistenziale. La loro dispersione in sedi periferiche ha indebolito la rete territoriale e peggiorato la fruibilità per i cittadini.»
Con l’abbandono dell’area, gli operatori hanno cercato di mantenere un presidio di prossimità spostandosi nei complessi privati di via Avezzano. «Un impegno importante, ma che non può sostituire la centralità, la funzionalità e la riconoscibilità pubblica che Collemaggio aveva per la città» osservano Iapadre e Pio.
La possibile collocazione dell’ospedale di comunità negli stessi spazi del San Salvatore appare poco sostenibile. «Coppito è già sovraccarico. Aggiungere nuovi servizi in un contesto ospedaliero saturo significa creare difficoltà logistiche per utenti e operatori. Collemaggio, al contrario, offrirebbe una posizione più equilibrata, facilmente raggiungibile e coerente con la missione della medicina territoriale.»
L’idea di riutilizzare un’area oggi in parte dismessa per funzioni sanitarie, sottolineano, non è un ostacolo ma una visione. «Rigenerare un luogo restituendogli il ruolo originario di servizio alla comunità è una scelta lungimirante. Cultura e sanità possono convivere senza confliggere. Anzi, potrebbero diventare un modello di rigenerazione urbana realmente orientata al benessere collettivo.»
Per tutto questo, i rappresentanti SMI chiedono l’apertura immediata di un confronto con Comune dell’Aquila, ASL 1 e Regione Abruzzo. «È necessario valutare in modo serio e trasparente se riportare a Collemaggio i presidi di medicina territoriale: un nucleo di cure primarie, una casa della comunità o l’ospedale di comunità. Serve un’analisi di fattibilità che chiarisca costi, benefici e impatto reale sui cittadini.»
«Il Parco della Luna può diventare un progetto importante per L’Aquila, ma solo se non rinuncerà alla dimensione sanitaria che appartiene a Collemaggio da sempre. Restituire all’area una funzione assistenziale significa rafforzare il diritto alla salute e riportare equilibrio nella distribuzione dei servizi territoriali. Il Sindacato Medici Italiani si rende disponibile a collaborare con le istituzioni per individuare soluzioni praticabili e utili alla cittadinanza.»
"È il momento di superare definitivamente la logica della concessione temporanea. Non si può vivere a tempo indeterminato con una soluzione provvisoria. Noi di Alleanza Verdi Sinistra vogliamo che tutti abbiano diritto a una casa degna."
Lunedì scorso si è riunito in seduta straordinaria il consiglio comunale dell’Aquila, con l’obiettivo di discutere un ordine del giorno delle opposizioni sul futuro del Parco della Luna.
Affidati i lavori per un nuovo parcheggio da 20 posti in via Avezzano, a servizio del nuovo asilo nido di Collemaggio, finanziato con fondi PNRR. L’intervento rientra nel piano di riqualificazione urbana e punta a migliorare accessibilità e servizi per le famiglie.
Da giorni nessuna traccia di Alisya e Sarah, le due sorelle scomparse da una comunità di Civitella Alfedena. Il padre lancia appelli in tv, continuano le ricerche tra Abruzzo e Lazio.
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L’ambasciatore d’Ucraina Ihor Brusylo all’Università dell’Aquila per la Staff Week internazionale dedicata agli Ukrainian Studies e alla cooperazione accademica.
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