“Nel quadro delle iniziative concernenti delicatissime questioni collegate all’assistenza sanitaria, questo civico Comitato ha raccolto la denuncia di numerosi utenti del Distretto Sanitario di Pescina i quali lamentano la insostenibilità, da un po’ di tempo, del sistema di accoglienza e di smistamento delle richieste assistenziali relative ai procedimenti di attivazione delle cure domiciliari per pazienti acuti provenienti in dimissione protetta dagli ospedali ovvero in forza di richieste dei Medici di Famiglia, o ancora per la presa in carico e l’assistenza a pazienti cronici, anziani, bambini, disabili, malati oncologici, ecc.”
Scrive il Comitato Civico CONARATOS (Comitato Nazionale di Rappresentanza e Tutela Operatori Sanità) in una nota.
“Ma il disagio lamentato è anche connesso alle lunghe attese, cui sono costretti gli Utenti di quell’ambito territoriale, per accedere ai colloqui propedeutici all’inquadramento delle problematiche ed all’avvio e definizione delle relative pratiche burocratiche; per non parlare della pressoché impossibilità di accedere al servizio per via telefonica, essendo il relativo numero, l’unico al quale risponde un operatore, costantemente occupato.”
“Sensibile alle tante doglianze pervenute, questo Comitato ha effettuato una ricognizione in loco per chiarire le circostanze che ormai da tempo le supportano, verificando che dei quattro operatori sanitari assegnati al settore ne è rimasto in servizio solo uno. È inoltre scomparsa anche la figura del Dirigente medico in precedenza assegnatovi e, dunque, l’unica unità rimasta in servizio deve assolvere a tutte le funzioni prima svolte da ben 4 operatori con l’aggiunta della sovraintendenza di un medico. Per non parlare della completa assenza di Operatori Socio Sanitari ed impiegati amministrativi che costringe l’unico operatore rimasto in servizio a svolgere tutte le funzioni burocratico/amministrative, nonché l’acquisizione, il trasporto, l’immagazzinamento ed il prelievo per la somministrazione dei materiali d’uso comune, di varia natura. Ovviamente, di tanto non ci meravigliamo! Sappiamo quanta attenzione i Vertici della ASL 1 Abruzzo dedicano alle aree periferiche e quanto sensibile e fattivo interessamento pongano nel risolvere le difficoltà cui sono esposti i Cittadini delle aree disagiate e periferiche! Confidiamo, quindi, nel sollecito intervento della Direzione generale della ASL tanto più che il potenziamento delle cure domiciliari sembra ormai inevitabile, se non altro per alleviare la consunzione dei pollici di tanti operatori che, loro malgrado, affollano le Case di Comunità! Speriamo quindi che il Vertice aziendale, almeno in questa circostanza, voglia raccogliere la sempre più flebile voce dell’Utenza di quel Territorio (ma non solo!) e dare un segnale di presenza.”
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