di Federica Adriani
Tra tutte le creature che popolano la letteratura, di certo la poesia è quella che continua a prestarsi maggiormente a sperimentazioni di ogni tipo. Anche per questo motivo si parla oggi di “poesia performativa”, per dare un casa a tutte le chimere che continuano a nascere dalla commistione tra parole in versi e arti quali musica, teatro e danza.
Lo sa bene l’aquilano Matteo Di Genova, performer e doppiatore a metà strada tra attore, rapper e poeta.
Artista acclamato e richiesto in tutta Italia, Di Genova ha fatto della fusione tra parola, ritmo e teatro la sua cifra di stile. Una delle sue opere principali è “Diossido di cromo – spettacolo per percussioni e poesia performativa”, portato in scena insieme all’amico e percussionista Marco Crivelli, anche lui aquilano doc.
La scorsa estate, dopo ben sette anni di poesia performativa, Matteo è tornato al teatro di prosa con una serie di spettacoli dedicati alla memoria antifascista abruzzese. Più nello specifico si tratta di “Processo per i nove martiri”, che ripercorre la straziante vicenda dell’esecuzione di nove giovani aquilani nel 23 settembre 1943, e “Fontamara”, ispirato all’omonimo testo di Ignazio Silone.
Il primo è stato realizzato con Spazio Rimediato, mentre il secondo insieme alla compagnia avezzanese “il Lanciavicchio”, entrambi in collaborazione con il Teatro Stabile d’Abruzzo.
“Oltre ad essere stati molto apprezzati, sono spettacoli importanti per la storia del territorio e della città”, sottolinea Di Genova.
“Dal 2016 fino a quest’anno ho fatto solo spettacoli di poesia fatti con le mie poesie, quindi ho interpretato sempre me stesso, non ho mai interpretato personaggi che non fossero me – spiega Matteo – È stato difficile dover dare un colore al testo, doverlo sporcare, dover mettere un’intenzione dentro e dovermi immedesimare in un personaggio che non fosse me stesso”.
Per il giovane artista si è trattato, dunque, di un vero e proprio ritorno alle origini, essendosi avvicinato al teatro per la prima volta proprio con “il Lanciavicchio”, nel 2005.
“Era un laboratorio sul volontariato in cui noi, praticamente giovani ‘banditi’, venivamo educati al teatro per allestire una performance che andava poi messa in scena nelle scuole – ricorda Di Genova – E lo scopo era invitare i giovani spettatori ad unirsi al mondo del volontariato. Grazie a loro, a questo primo laboratorio che ho fatto, ho scoperto che il teatro mi piaceva, e anche grazie ad un grande esponente del teatro aquilano, Daniele Fracassi”.
Da allora Matteo ha continuato con la sua attività di attore e di rapper, studiando la fisicità delle parole attraverso la lente dei propri modi di essere sul palco. “Diossido di cromo” nasce proprio da questa ricerca.
Fondamentale nella realizzazione dello spettacolo di poesia e percussioni è stato l’abbandono del rap, o almeno della cosiddetta “dittatura dei quattro quarti”.
“Quattro quarti è il tempo della musica rap – spiega Matteo – E questa è una gabbia che i rapper non sanno di avere. Se guardassero fuori dalla caverna, capirebbero che c’è un mondo, che se togliessero quella base potrebbero esplorare”.
Per togliere la musica rap costantemente di sottofondo nella sua testa, Matteo si sarebbe cimentato per diversi anni nelle tribune italiane dei poetry slam, ovvero gare di poesia generalmente svolte nell’arco di una serata al pub.
Per partecipare, oltre ad avere la voglia di dire ad alta voce poesie autografe, non si possono usare musica né oggetti di scena.
“Lavorando per sottrazione e togliendo la base, ho sviluppato tutta una mia nuova poetica che partisse dal ritmo interno del testo, anziché dalla base musicale. Partire dal ritmo del linguaggio per arrivare alla musica è stata una rivoluzione. Se i rapper guardassero fuori dalla caverna, capirebbero che c’è un mondo, che se togliessero quella base potrebbero esplorare. Questa è la funzione pedagogica secondo me dello slam”, dice Matteo.
Oltre alla ricerca artistica personale, da qualche anno Di Genova promuove l’avvicinamento dei ragazzi al teatro e alla poesia performativa attraverso laboratori e spettacoli, a partire dal poetry slam.
Questa pratica goliardica di poesia performativa si sarebbe rivelata più utile nelle scuole che nei bar.
La giocosità della poesia “slam”, infatti, diventa per tanti ragazzi un’opportunità per uscire dal proprio guscio di insicurezze, rendendo la letteratura un’esperienza intrigante anche per la sovra-stimolata e ultra-annoiata Gen Z.
“Ho visto la società spostarsi di più virgole quando ho fatto i laboratori nelle scuole. Ho dato quei quattro strumenti che ho ai ragazzi, che si sono resi conto che la poesia, la prosa, la letteratura possono essere divertenti. Questa esperienza li stimolerà almeno a leggere di più”, racconta Di Genova.
Tra le ultime iniziative dedicate ai ragazzi, l’opera di sensibilizzazione storica che ha visto nel mese di gennaio la messa in scena di una serie di repliche dello spettacolo “Processo per i nove martiri” rivolte alle scuole superiori dell’aquilano.
Realizzato da Spazio Rimediato e TSA in collaborazione con l’Associazione nazionale partigiani d’Italia, “il progetto è stato un successo, con due date andate sold out”, dichiara Matteo.
Un’altra delle attività che Di Genova ci tiene a sostenere per dare l’opportunità a sempre più giovani e giovanissimi di volare alto con le proprie opere è quella di organizzatore del Premio Dubito.
Si tratta del concorso dedicato a giovani talenti emergenti della poesia con musica, anche detta “spoken music”, istituito in memoria del poeta e performer Alberto ‘Dubito’ Feltrin, morto suicida a vent’anni. Dal 24 aprile saranno aperte le iscrizioni per l’undicesima edizione del concorso.
Aver vinto il premio nel 2017 ha permesso a Di Genova di finanziare la produzione delle proprie opere e avviare la propria carriera di performer.
“È un’esperienza che consiglierei a tutti – dice Matteo – a prescindere dall’opportunità di vincere o meno, è un grande stimolo per la crescita artistica e personale. Spero che il Premio Dubito possa essere una grande occasione di partenza per tanti ragazzi, come lo è stato per me”.
Nel contesto della “slam poetry”, invece, Di Genova sta tenendo due laboratori di poesia performativa: “Impro Slam Poetry”, incentrato sull’improvvisazione, e “Slam Poetry Lab 1 – schianti migratori”, dedicato alla scrittura e alla messa in voce dei testi.
Strutturato in sei incontri mensili a sé stanti, “Impro Slam Poetry” si tiene dal 19 novembre scorso presso il locale romano The Spot. Le iscrizioni sono aperte fino all’appuntamento finale del 21 aprile, basta scrivere alla pagina social di The Spot. “Per il laboratorio sto lavorando con altri tre performer: Viola Margaglio, Giuliano De Santis e Antonio Pinnetti – racconta Matteo – tutti finalisti nazionali del Campionato di Poetry Slam, con esperienza anche nel mondo dell’improvvisazione e del teatro”.
“Slam Poetry Lab 1 – Schianti Migratori” è ospitato presso il Teatro del Lido di Ostia. Si divide in due incontri: quello più laboratoriale del 4 maggio e lo spettacolo conclusivo con gli allievi del corso il 5 maggio. Aperto gratuitamente a tutti dai 16 anni in su, fino a un massimo di 15 partecipanti, il corso è tenuto insieme alla poetessa e performer Viola Margaglio.
Abruzzo Sera è anche su Whatsapp.
Iscriviti al nostro canale per essere sempre aggiornato.
In primo piano
Abruzzo terra di cinefili: è quinto in Italia per passione per il grande schermo
Addio a Ruggero, L’Aquila si stringe nel dolore
Abruzzo terra di cinefili: è quinto in Italia per passione per il grande schermo
L’Aquila spreca, l’Atletico Ascoli resta tabù: 0-0 al Gran Sasso
Un punto, quello di oggi, che porta L’Aquila a quota 7 dopo tre giornate, alle spalle della Vigor Senigallia a punteggio pieno e insieme al Teramo.
Addio a Ruggero, L’Aquila si stringe nel dolore
L’Aquila piange Ruggero Canocchi, 16 anni, morto dopo il grave incidente in minicar sulla via Mausonia. Cordoglio di Comune e Rugby Experience.
Scuola Abruzzo 2026/2027, Nardocci: «Governare il calo demografico e puntare sulla qualità»
Con 154.905 studenti e una dispersione scolastica al 5,2%, la scuola abruzzese affronta il calo demografico puntando su assunzioni, più tempo pieno e nuove Indicazioni nazionali.


