Unione Inquilini all’Europa: “La casa è un diritto, non una merce”

Unione Inquilini all’Europa: “La casa è un diritto, non una merce”
09 Ott 2025

di Alessandra Prospero

Una lettera indirizzata alla Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen e al Commissario europeo per le Politiche Abitative Dan Jorgensen per chiedere che la questione abitativa diventi una priorità dell’agenda politica dell’Unione Europea.
È l’appello lanciato dall’Unione Inquilini Pescara, che denuncia una crisi abitativa ormai strutturale in Italia e in gran parte del continente: “La casa non può essere trattata come una merce, ma deve tornare a essere un diritto fondamentale”, si legge nel documento firmato dal segretario nazionale Walter Rapattoni.

Nella missiva, l’associazione richiama lo spirito del Manifesto di Ventotene, sottolineando come l’Europa debba “tornare a essere lo spazio dell’uguaglianza e della solidarietà reale, dove la dignità delle persone venga prima del profitto”.

Secondo i dati citati, oltre 2,8 milioni di famiglie italiane vivono in condizioni di povertà relativa e 5,7 milioni di persone in povertà assoluta. Più di un milione di nuclei familiari si trova contemporaneamente in affitto e in povertà assoluta, segno di un sistema che schiaccia chi ha meno risorse.

Tra i punti più critici, la gestione dei senza fissa dimora, la mancanza di politiche stabili per l’inclusione delle comunità Rom e l’aumento degli sfratti per morosità incolpevole, circa 21.000 nel 2023, pari a 130 al giorno.
A fronte di questa emergenza, l’Unione Inquilini denuncia la contraddizione delle oltre 100.000 case popolari vuote in Italia, non assegnabili per mancanza di manutenzione, e l’uso distorto del cosiddetto “social housing”, che nel nostro Paese “favorisce la classe media e gli investimenti privati, lasciando fuori chi vive la sofferenza abitativa più grave”.

Particolarmente dura la critica verso l’Unione Europea per il rinvio del Piano Europeo per la Casa, dovuto ai tagli di bilancio destinati al piano di riarmo. “È inaccettabile – scrive l’Unione – che i fondi comunitari vengano dirottati sulle armi invece che sulla costruzione di politiche abitative pubbliche, inclusive e sostenibili”.

L’associazione chiede che le risorse europee vengano investite nel recupero del patrimonio edilizio esistente, nella riqualificazione urbana e nella lotta alla speculazione immobiliare, puntando a “un modello di città che non espella lavoratori e famiglie dai centri urbani ma restituisca senso al concetto di diritto”.

Nel documento si invita inoltre la Commissione a coinvolgere attivamente reti sociali, sindacati e amministrazioni locali nella definizione di una strategia europea per la casa: “Solo attraverso la partecipazione e la trasparenza si potrà costruire un’Europa dei diritti e non dei mercati”.

“Siamo pronti a collaborare con la Commissione per fornire dati, esperienze e proposte concrete – conclude il segretario Rapattoni –. Ma serve una svolta politica: no a un’Europa delle rendite e delle speculazioni, sì a un’Europa della dignità e della solidarietà”.


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