Dieci anni e ancora nessun progetto complessivo per la riqualificazione di San Gregorio. È la denuncia di Paolo Romano, esponente de L’Aquila Nuova, che punta il dito contro l’amministrazione comunale per lo stallo dei 15 milioni di euro destinati alla frazione aquilana e mai tradotti, secondo quanto riferito, in una strategia concreta di intervento.
La questione è stata sollevata da Romano durante una seduta della commissione di Vigilanza, dove la maggioranza sarebbe stata chiamata a chiarire lo stato delle risorse e le prospettive di riqualificazione dell’area. «Sono stati costretti a rispondere di non aver ancora maturato un’idea progettuale su come riqualificare quella zona», afferma, sottolineando che in dieci anni sarebbero stati nominati cinque Responsabili unici di progetto.
Per Romano, il caso di San Gregorio si inserisce in un problema più ampio che riguarda la manutenzione, la sicurezza e la qualità degli spazi pubblici nelle frazioni e nei quartieri della città. «L’Aquila sta diventando una società a due velocità, con pesi e misure diversi tra centro, quartieri e frazioni», sostiene. L’esponente politico richiama anche il recente incidente mortale avvenuto a Preturo, chiedendo maggiori interventi sulla sicurezza stradale, con particolare attenzione alla manutenzione delle strade e all’illuminazione.
Nel mirino anche i 2 milioni di euro del Bando periferie del 2016. Secondo Romano, dopo anni di ritardi, nelle scorse settimane si è arrivati soltanto alla demolizione di una parte di una palazzina di edilizia residenziale pubblica, senza che sia ancora chiaro come proseguirà la riqualificazione dell’area. L’esponente de L’Aquila Nuova richiama il progetto avviato dalla precedente amministrazione Cialente, sostenendo che l’impostazione originaria puntasse anche alla ricostruzione del tessuto sociale della frazione.
A queste risorse si aggiungono i 15 milioni destinati alla ricostruzione pubblica, che, secondo Romano, nelle delibere approvate avrebbero dovuto contribuire a restituire servizi e dignità a San Gregorio. L’unico avanzamento concreto sarebbe rappresentato dall’aggiudicazione di una parte degli interventi attraverso un accordo quadro da circa 5 milioni di euro.
Una modalità che, per il consigliere, solleva interrogativi politici e amministrativi: procedere per singoli stralci senza rendere riconoscibile un disegno unitario rischierebbe di privilegiare l’affidamento dei lavori rispetto alla qualità della trasformazione urbana. Da qui la richiesta all’amministrazione di chiarire quale futuro intenda costruire per la frazione, definendo priorità, tempi e obiettivi.
«Gli abitanti chiedono spazi pubblici vivibili, pulizia, sicurezza e dignità abitativa», sottolinea Romano, che sollecita un confronto concreto con i residenti e un piano complessivo per utilizzare le risorse disponibili.
La richiesta finale è quella di un progetto unitario, con scadenze verificabili e un percorso condiviso con la comunità locale. «San Gregorio merita di veder impiegati i fondi assegnati due lustri fa con un progetto unitario, tempi verificabili e un confronto vero con i residenti», conclude Romano. «Il resto è propaganda elettorale».
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