Romano attacca Biondi: “Nove anni di ritardi su chiese e patrimonio storico dell’Aquila”

Romano attacca Biondi: “Nove anni di ritardi su chiese e patrimonio storico dell’Aquila”
20 Mag 2026

“È incredibile che Biondi chieda al nuovo Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Aquila e Teramo – insediatosi da pochi mesi – di accelerare la riapertura della Chiesa di San Gregorio Magno dell’omonima frazione e che lo faccia proprio nel giorno della visita istituzionale a palazzo Margherita di Cristina Collettini che ha rivestito quello stesso ruolo a L’Aquila negli ultimi cinque anni”.

Lo dichiara Paolo Romano, intervenendo sulle recenti dichiarazioni del sindaco dell’Aquila in merito alla situazione delle chiese e degli edifici storici cittadini.

“La stessa Soprintendente che ha avallato lo sfregio fatto a Piazza Duomo con la realizzazione della pensilina e la scelta di una pavimentazione di difficile manutenzione e che, finito il tempo delle amicizie e delle photo opportunity, lascia problemi che sono troppi e diffusi. Se Biondi avesse rivolto le opportune domande alla dottoressa Collettini, titolare dell’ufficio negli anni dell’assegnazione e dell’inerzia, certamente oggi avremmo qualche notizia in più, anziché dover leggere temerarie strigliate a mezzo stampa”.

Romano sottolinea inoltre come l’attenzione verso la riapertura degli edifici di culto arrivi “con nove anni di ritardo”.

“È sempre un bene che un sindaco si preoccupi della riapertura di un edificio di culto cittadino se questa preoccupazione non giungesse con nove anni di ritardo e non riguardasse, ad esempio, anche la Chiesa di San Pietro, capo quarto del centro storico, che soffre dal 2019 la mancata riapertura senza che il sindaco abbia cercato una soluzione”.

Nel comunicato vengono richiamate anche altre situazioni critiche legate al patrimonio storico e religioso del territorio aquilano.

“Potremmo citare anche edifici di culto della città e delle frazioni che versano in stato di completo abbandono e che in quelle condizioni producono non solo degrado ma anche pericolo per la pubblica incolumità: una per tutte la chiesa di S. Quinziano posta sulla sommità di via Buccio di Ranallo; ma ci preme anche rammentare che dal 2025 il Comune ha ricevuto fondi ed è stazione appaltante di diverse chiese di cui però non si conoscono lo stato dell’arte né i tempi dell’appalto”.

Infine, Romano cita anche il caso di Palazzo Carli, ex rettorato in via Roma.

“Anche Palazzo Carli, ex rettorato, situato nella frequentatissima via Roma, finanziato sedici anni fa e che versa oggi in uno stato di preoccupante precarietà, avrebbe bisogno della solerte preoccupazione del primo cittadino”.


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