“Con sentenza odierna (30 giugno, n. 00574/2025 REG.RIC.) il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) ha demolito la nomina a Comandante della Polizia Locale dell’ arch. Marrocco, una nomina pervicacemente voluta dal Sindaco Biondi, contro la legge, contro il buon senso, contro le precedenti sentenze, contro i sindacati nazionali del settore. Una sentenza durissima che, in estrema sintesi, definisce priva di fondamento la nomina di Marrocco a Comandante e considera come estremamente verosimile l’illegittimità costituzionale dell’emendamento della legge regionale sulla polizia locale. Gli atti amministrativi prodotti dal Comune dell’Aquila, inoltre, sono dichiarati nulli sia per violazione delle precedenti sentenze in materia, sia per palese violazione di legge. Infine il Comune, quindi i cittadini sono condannati a pagare le spese legali dell’ennesima nomina temeraria fatta dal Sindaco.”
Dichiarano i consiglieri comunali Gianni Padovani ed Enrico Verini.
“Un vero disastro. Il “Biondi-contro-tutti” insiste nel non volere un Comandante della municipale nominato nel rispetto della legge e, per l’ottava volta, la sua arroganza viene censurata dai giudici. La nomina di Marrocco era palesemente nulla, come avevamo ampiamente previsto dopo la diffida del Governo (prot. 2315/A251857) che aveva confermato l’illegittimità e l’incostituzionalità dell’emendamento farlocco “ad-Biondum”, votato di nascosto e nottetempo dalla maggioranza del Presidente della Regione Abruzzo Marsilio. Un emendamento concepito “ad hoc” per evitare l’esecuzione di un provvedimento giudiziario, un vergognoso escamotage che aveva permesso a Biondi di aggirare ancora una volta la legge e nominare un Marrocco del tutto estraneo al Corpo e privo delle necessarie competenze. Con la nomina del Marrocco la cronica insensibilità istituzionale del Sindaco ha superato ogni limite: non solo ha nominato come comandante un architetto ma l’ha pure prorogato, pur sapendo che la vicenda era “sub judice” e che la nomina – oggetto di dettagliata e motivata denuncia da parte delle associazioni nazionali del Corpo – era palesemente, semplicemente, irrimediabilmente contro la legge.”
Veramente una bella figura per Biondi, questo ennesimo schiaffone del TAR. Sono nove anni che il Sindaco dell’Aquila ricorre con superficiale disinvoltura ad artifizi, raggiri, trucchi, pur di non nominare un Comandante legittimo ed a tempo pieno. Inutilmente avevamo chiesto, insieme ai sindacati nazionali del settore, di rimediare al papocchio e di ritirare l’emendamento osceno che consente di affidare l’incarico di Comandante ad un dirigente esterno al Corpo, inutilmente avevamo chiesto all’ex Prefetto, commissario ad acta, di annullare la nomina del Marrocco. Niente da fare, la Prefettura, come nel caso del seppellito progetto “Strade sicure”, ha scelto il ruolo del “Ponzio Pilato” mentre Biondi ha fatto orecchie da mercante ed ora dovrà rimediare, rimediando al contempo una figura barbina.
In una Città normale il Sindaco si dimetterebbe e sarebbe chiamato da Procura e Corte dei conti a rispondere dei danni provocati da nove anni di pedestre gestione della sicurezza e da otto imperdonabili scivoloni giudiziari di tale portata, con gli annessi danni erariali, ma è ormai evidente ed inquietante che non siamo in una Città normale.
E continua la penosa vicenda di un Capoluogo che si fregia del titolo sfavillante di capitale della cultura, ma è privo da nove anni anche di cose elementari e di base, come il Comandante della Polizia, con pesanti ripercussioni sulla sicurezza pubblica e vivibilità urbana, nonché sui delicati compiti di polizia giudiziaria, polizia stradale e di pubblica sicurezza. E pure vogliamo esprimere solidarietà agli operatori della nostra Polizia Locale, umiliati da nomine estranee e che non meritano di essere senza una guida legittima da troppo tempo. Intanto gli aquilani sono costretti a convivere con una scarsa e discrezionale applicazione delle regole, a partire dal traffico e parcheggio selvaggio per continuare con la legislazione commerciale (ad es., vedi dehors alla “faccio come mi pare”), per non parlare della legislazione edilizia ed ambientale.
Ci spiace dire che avevamo ragione, ed ancora una volta.
Vogliamo sperare che Biondi non voglia insistere e nominare come Comandante un medico o uno psicologo o un laureato Isef. Non si gioca con le istituzioni e con le regole, e gli aquilani meritano quel rispetto che il Sindaco non gli ha mostrato per anni. Stupisce e sorprende, in questa lunga e vergognosa vicenda, non solo la prepotenza politica di un Sindaco corsaro che non rispetta la legge e vuole un Comandante mera appendice del potere politico, ma anche l’accondiscendenza delle strutture dirigenziali e della Prefettura che hanno supinamente accettato nomine sempre palesemente contra legem e non sono intervenute quando potevano e dovevano farlo.
Non possiamo essere contenti dell’ennesima sconfitta del Sindaco, perché siamo noi a rimetterci. Da ultimo ci chiediamo quali scheletri l’Amministrazione nasconde negli armadi, quali sono le carte che non si possono svelare, magari sulla ricostruzione, laddove un Comandante autonomo e non gerarchicamente dipendente dal Sindaco non deve assolutamente mettere il naso? Quali sono i fascicoli, tipo ex Zecca, che bruciano al punto da andare ad uno scontro ormai contro tutti?
Una vicenda a “trasparenza zero” che meriterebbe un approfondimento dagli organi preposti, viste le gravi, puntuali ed inconfutabili argomentazioni contenute nelle dettagliate denunce dell’Associazione nazionale della polizia locale (ANVU). Anche perché i cittadini sopportano da anni i costi esorbitanti di ricorsi temerari oltre ad essere costretti a subire il danno palese derivante dalla mancanza del Comandante.
E nonostante tutto non molleremo, confidando ancora nella giustizia!”
Abruzzo Sera è anche su Whatsapp.
Iscriviti al nostro canale per essere sempre aggiornato.
In primo piano
L'Aquila avrà la sua Commissione Pari Opportunità: l'impegno di Biondi entro dicembre
Il sindaco ascoltato dalla Commissione Pari Opportunità della Regione Abruzzo dopo le polemiche nate dalle sue dichiarazioni in un'intervista al Centro. La presidente Rosa Pestilli: «La cultura del rispetto deve partire da chi rappresenta le istituzioni»
A Capo Nord in scooter: quando l’amicizia vale più della meta
Da Roma a Capo Nord in scooter per realizzare il sogno di un amico: la storia emozionante di Daniele Proietti, tra amicizia, coraggio e oltre 11 mila chilometri.
Collelongo, resta alta l'attenzione sull'incendio: riprendono le operazioni di bonifica a Monte Malpasso
Collelongo, l'incendio a Monte Malpasso non è ancora domato: individuati nuovi focolai, riattivato il Coc e proseguono le operazioni di bonifica.
Ai Cantieri dell’Immaginario successo per Stefano Bollani e per "Chi ha paura del Minotauro?". Il programma di oggi
Ai Cantieri dell’Immaginario il jazz imprevedibile di Stefano Bollani rapisce la Scalinata di San Bernardino. Al Teatro San Filippo, “Chi ha paura del Minotauro?” dà voce alle donne e alla memoria della guerra.
L'Aquila avrà la sua Commissione Pari Opportunità: l'impegno di Biondi entro dicembre
Il sindaco ascoltato dalla Commissione Pari Opportunità della Regione Abruzzo dopo le polemiche nate dalle sue dichiarazioni in un'intervista al Centro. La presidente Rosa Pestilli: «La cultura del rispetto deve partire da chi rappresenta le istituzioni»
A Capo Nord in scooter: quando l’amicizia vale più della meta
Da Roma a Capo Nord in scooter per realizzare il sogno di un amico: la storia emozionante di Daniele Proietti, tra amicizia, coraggio e oltre 11 mila chilometri.
Collelongo, resta alta l'attenzione sull'incendio: riprendono le operazioni di bonifica a Monte Malpasso
Collelongo, l'incendio a Monte Malpasso non è ancora domato: individuati nuovi focolai, riattivato il Coc e proseguono le operazioni di bonifica.
Ai Cantieri dell’Immaginario successo per Stefano Bollani e per "Chi ha paura del Minotauro?". Il programma di oggi
Ai Cantieri dell’Immaginario il jazz imprevedibile di Stefano Bollani rapisce la Scalinata di San Bernardino. Al Teatro San Filippo, “Chi ha paura del Minotauro?” dà voce alle donne e alla memoria della guerra.



