PD L’Aquila, Lettera aperta all’Arcivescovo D’Angelo e al Comitato Perdonanza

PD L’Aquila, Lettera aperta all’Arcivescovo D’Angelo e al Comitato Perdonanza
13 Ago 2025
«Se a Gaza si calpesta la vita, il 14 agosto, vigilia dell’Assunta, a Montesole leggeremo tutti i nomi dei 12mila bambini uccisi il 7 ottobre e dal 7 ottobre. Vogliamo ricordarne i nomi uno per uno, per onorare ognuno di loro e strapparlo all’anonimato. Nessuno è un numero. Ogni persona ha un nome, la sua identità. Tutti hanno pari dignità».
I firmatari della lettera/appello a S.E. Arcivescovo D’Angelo e al Comitato Perdonanza sono il Senatore PD Michele Fina, il Segretario regionale PD Daniele Marinelli, il Consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci, Segretario provinciale Stefano Albano, il Segretario comunale Nello Avellani, la Consigliera comunale Stefania Pezzopane, il Consigliere comunale Stefano Palumbo, il Segretario circolo L’Aquila centro Alessandro Tettamanti, il Segretario circolo Sassa Quirino Crosta, la Segretaria circolo Paganica Deborah Palmerini e

Giorgio Loru, Segretario circolo Arischia.
«Laddove avvenne il più grande massacro di civili compiuto dai nazisti sul fronte occidentale, il cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna, presidente della Cei e inviato papale per il conflitto russo-ucraino lancerà un appello per “fermare la devastazione della guerra nella Striscia di Gaza. Per la Terra Santa come tra Russia e Ucraina l’unica via davvero percorribile è mettersi attorno a un tavolo per giungere il prima possibile a un cessate il fuoco. La domanda che ci deve inquietare davanti a tanta enorme sofferenza (riassunta nelle lacrime di un bambino o di una madre che piange perché è avvolto in un sudario) è se abbiamo fatto tutto quello che potevamo fare per la pace”. Una domanda che scuote le nostre coscienze e che non possiamo non porci anche qui all’Aquila, la città del Perdono concesso al mondo da Celestino V. Ed in occasione della Perdonanza Celestiniana che ci apprestiamo a vivere, non possiamo ignorare l’urgenza di parlare di pace e dialogo tra popoli e religioni in maniera concreta e non astratta.
La festa del Perdono non può essere ridotta a sfilate e concerti, ad una mera spettacolarizzazione; dobbiamo interrogarci sul suo senso più profondo, dobbiamo inserirla nel mondo, sforzarci affinché serva a costruire ponti tra parti in conflitto e per interrompere la spirale d’odio. Come possiamo vivere una Perdonanza senza chiedere subito il cessate il fuoco a Gaza, come possiamo non utilizzarla per inviare un messaggio al Presidente israeliano Netanyahu per dire basta bombe, basta sparare sui civili in fila per prendere un pacco alimentare, basta morti per la fame! 
Come possiamo non far emergere il grido di dolore dei bambini nella striscia, unendoci al messaggio del cardinale Zuppi?
Come possiamo dimenticarci di pronunciare le parole che insieme allo scrittore israeliano Grossman e tutti gli altri vanno pronunciate: “Stop al genocidio!”. Riconoscere lo Stato di Palestina, come hanno fatto ultimamente anche Francia ed Inghilterra, smettere di fornire armi a Israele come ha fatto la Germania, serve proprio a questo, a provare a porre finalmente un limite all’indicibile, al massacro di innocenti cui non possiamo assistere inermi.
Per questo, vi chiediamo con forza di rendere la nostra Perdonanza un momento di riflessione, confronto, sensibilizzazione sul genocidio in corso a Gaza. Noi siamo pronti a fare la nostra parte, certi che troveremo in voi ascolto e sensibilità.»

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