di Alessandro Tettamanti
Un CPR all’Aquila, nel ‘fortino nero’ di Meloni? La logica dell’arrocco lo lascerebbe presupporre. Perché in Abruzzo sono tutti contrari, anche nel centro destra, a parte Fratelli d’Italia e quindi il Governatore Marco Marsilio e il Sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, che questa settimana li è andati a difendere anche a Roma sulla Tv nazionale – nella trasmissione Omnibus di La7 – sembrando più che il Sindaco, il responsabile nazionale del Dipartimento Autonomie Locali di Fratelli d’Italia, ruolo che ha recentemente accumulato al primo e che lo rende un personaggio importante in questo momento nell’operazione politica del Governo Meloni.
Un’operazione politica che, di fronte al raddoppio degli sbarchi, invece di puntare sul costringere l’Europa ad accettare una redistribuzione di migranti (la vecchia lotta contro il trattato di Dublino), punta a bloccare le partenze, ma non si sa bene come, e sul rimpatriare gli irregolari, chiudendoli prima nei Centri di Permanenza per il Rimpatrio (CPR).
Solo che rimpatriare significa trovare gli accordi col Paese di origine e quindi chi verrebbe rinchiuso nei CPR rischierebbe anche – oltre il danno la beffa – di restarci molto tempo e questo renderebbe ancor più possibili tensioni sociali. I CPR infatti sarebbero dei luoghi di detenzione, delle prigioni, in cui chi vi finirà avrà come unica colpa quella di non avere i documenti in regola.
Incredibile poi la scelta da parte del Governo di stabilire di chiedere al migrante una “garanzia finanziaria di 4.938 euro” da versare per evitare la permanenza in un Cpr.
In pratica lo Stato Italiano venderà la libertà ai migranti per 5mila euro, un provvedimento che a livello nazionale il Partito Democratico sta fortemente avversando: “Un governo che si comporta da scafista. L’idea della cauzione è grave sul piano dei principi, determinando, perfino tra i migranti rimpatriabili, migranti di serie A e migranti di serie B “ ha dichiarato la leader Dem, Elly Schlein.
All’Aquila la filiera di Fratelli d’Italia è completa. Nelle ultime elezioni politiche in questo collegio è stata candidata ed eletta la Presidente Meloni nonché i deputati di Fratelli d’Italia ‘catapultati’, Fabio Roscani e Rachele Silvestri, da qui la dicitura di fortino nero, coniata dal quotidiano La Repubblica.
Qui, in settimana, si è diffusa la notizia che un CPR potesse essere aperto presso la ex caserma Campomizzi dove fino a luglio c’erano gli studenti, che adesso non sanno ancora bene dove andare. La notizia è stata smentita dal Sindaco Biondi che parla di “sopralluoghi propedeutici ad un eventuale potenziamento degli organici delle Forze armate e dell’ordine presenti in città”.
Se solo l’idea fosse balenata per un attimo per la testa agli amministratori locali, sarebbe stato qualcosa di folle. Una struttura del genere nel bel mezzo del tessuto urbano, tra l’altro particolarmente trafficato quotidianamente da un bel melting pot di essere umani. Da aprire in un momento in cui, in città, il dibattito sulla sicurezza sta diventando teso.
Alcune fonti parlano di un sopralluogo avvenuto congiuntamente tra Questura e militari e lo stesso Sindaco Biondi, nelle sue parole, ammette che dove non si è voluto più trovar spazio per gli studenti si sta pensando a sistemare forze armate.
Cosa che ha innescato la polemica del Conigliere Democratico Pierpaolo Pietrucci e dell’Unione degli Studenti, nonché della sezione locale di Sinistra Italiana.
Un altro sito che sarebbe stato indicato come possibile luogo di un CPR è l’Aeroporto di Preturo. A segnalarlo il vicepresidente del Consiglio regionale e presidente del Consiglio Comunale dell’Aquila Roberto Santangelo, da poco tornato nelle file di Forza Italia. “Siamo contrari” ha detto senza troppi fronzoli.
Questa volta la smentita è arrivata dal consigliere aquilano di Fratelli d’Italia, Livio Vittorini: “ritengo, allo stato delle cose, questa eventualità non percorribile per le iniziative messe in campo da questa Amministrazione comunale per il rilancio e la valorizzazione dello scalo”, ha detto il consigliere.
Ad ogni modo Forza Italia ci ha tenuto a far sapere che “ieri è stata consegnata una formale richiesta scritta per un incontro tra la delegazione di Forza Italia, composta dal vice-coordinatore provinciale di Forza Italia Giorgio De Matteis, il coordinatore comunale Stefano Morelli e il vice-Presidente del consiglio regionale Roberto Santangelo, ed il Sindaco dell’Aquila per una analisi politico amministrativa del governo comunale”.
Bisogna quindi inquadrare la crisi migranti e i suoi sviluppi politici, nazionali e locali, in un quadro politico proiettato verso le elezioni europee del 2024, dove ogni partito correrà da solo, anche nel centro destra attualmente al governo in Italia.
“Come si può pensare di costruire enormi Centri per il Rimpatrio in Abruzzo?”, hanno dichiarato in una nota il capogruppo in consiglio Regionale della Lega, Vincenzo D’Incecco, e il portavoce del partito, nonché Assessore all’urbanistica della Giunta Biondi, Francesco De Santis.
“Luoghi destinati – continuano i due nella nota – a radunare al loro interno centinaia, se non migliaia, di immigrati irregolari. Una scelta non condivisibile che rischia di mettere in ginocchio la nostra regione con l’occupazione ingiusta di infrastrutture strategiche come aeroporti e aree destinate alla logistica e alle emergenze. La capacità di ospitalità di una piccola regione come l’Abruzzo è ormai al collasso. I nostri comuni, le nostre strutture, i nostri sindaci, i nostri cittadini hanno accolto e affrontato per anni le ricollocazioni di migranti”
Insomma la motivazione della Lega è più che altro quella del not in my back yard, nel tentativo, estremo, di superare a destra FdI. Ma anche Luca Zaia, governatore Veneto è contrario, con argomentazioni che restituiscono un quadro numerico della fantomatica funzione che avrebbero i CPR: “quest’anno avremo più o meno 140-150mila persone che dovranno essere rimpatriate, e si consideri che mediamente ogni anno l’Italia riesce a far rimpatriare dalle 3.500 alle 4.000 persone, quando va bene: stiamo affrontando il mare pensando di svuotarlo con un secchio”
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