Luciano D’Alfonso (Pd): interrogazione parlamentare sulle pluriclassi

Luciano D’Alfonso (Pd): interrogazione parlamentare sulle pluriclassi
16 Apr 2024

“È evidente che, con questi orientamenti sul dimensionamento e con il badare solo ai numeri, le nostre scuole sono destinate a chiudere ed è urgente riconsiderare nuovi criteri di formazione delle classi, prestando attenzione in particolare alle aree interne, che non possono essere trattate alla stessa stregua delle comunità metropolitane”, fa sapere l’onorevole dem Luciano D’Alfonso in una nota a seguito dell’interrogazione parlamentare sulle pluriclassi presentata su sua iniziativa questa mattina in Parlamento.

La proposta di riflessione e discussione sottoposta da D’Alfonso ai ministri dell’Istruzione e per il Sud è volta ad accertarsi del fatto che i ministri siano a conoscenza di quello che si sta verificando nei piccoli Comuni, “dove per mantenere il presidio scolastico sempre più spesso si è costretti a ricorrere alle pluriclassi, e quali provvedimenti intendano adottare per poter tenere aperte le scuole nelle aree interne che si spopolano e garantire così il diritto allo studio e la qualità della didattica”, fa sapere D’Alfonso.

L’obiettivo dell’interrogazione è anche scoprire se i ministri “intendono intervenire nell’immediato, per quanto di competenza, nel coadiuvare l’ufficio scolastico regionale per trovare una soluzione per il prossimo anno scolastico 2024/2025 per evitare la formazione delle pluriclassi e nel prevedere risorse sufficienti per mantenere l’organico di diritto per il prossimo anno, al fine di non stravolgere il percorso formativo dei giovani di Castelvecchio Subequo e del plesso scolastico di Caramanico Terme”.

A partire dal prossimo anno scolastico, infatti, nelle scuole medie di Caramanico Terme e Castelvecchio Subequo dovrebbero partire delle pluriclassi tra la prima e la terza media. La drastica riduzione del numero degli iscritti dovuta allo spopolamento e la normativa vigente hanno costretto la dirigenza scolastica ad autorizzare le pluriclassi con un numero pari, rispettivamente a 19 (7 alunni della prima media e 12 della terza) e 18 (6 alunni iscritti in prima e 12 in terza).

“Riunire in un’unica classe ragazzi che sono appena entrati nella scuola secondaria di primo grado e altri che ne stanno uscendo equivale a stravolgere i programmi scolastici a danno della didattica e imporre una coabitazione forzata tra fasce di età che hanno esigenze molto diverse”, dichiara D’Alfonso.

Attualmente il DPR 81/09 prevede per le classi di scuola primaria un numero di alunni non inferiore a 15 e non superiore a 26 e nei comuni montani, nelle piccole isole e nelle aree geografiche abitate da minoranze linguistiche possono essere costituite classi con un numero di alunni inferiore al numero minimo, ma comunque non inferiore a 10 alunni. Le pluriclassi, invece, sono costituite da non meno di 8 e non più di 18 alunni. Se è presente un alunno con disabilità, il numero massimo scende a 12, come stabilito dal DM 141 del 3.6.1999.

Secondo i dati dell’Ufficio Scolastico per l’Abruzzo, per il prossimo anno scolastico gli alunni saranno 160.417, rispetto agli attuali 163.266, con saldo negativo di 2.849. Questo significherà inevitabilmente una forte dispersione scolastica, la chiusura delle piccole scuole soprattutto nell’entroterra, dove lo spopolamento si fa sentire in maniera drammatica, con conseguente riduzione di posti di lavoro, per docenti, insegnanti di sostegno e personale amministrativo, tecnico e ausiliario.

“Se da una parte siamo tutti consapevoli del ruolo importante che possono svolgere i piccoli Comuni nel rafforzamento di uno sviluppo sostenibile dal punto di vista sociale economico ed ambientale – conclude l’Onorevole – e si sta concentrando ogni sforzo nel promuovere iniziative a contrasto del disagio socio-economico del momento, dall’altra non possiamo lasciare che stringenti limiti normativi contribuiscano al loro degrado e conseguente abbandono.


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