L’Aquila, Pietrucci propone quattro nuovi musei

L’Aquila, Pietrucci propone quattro nuovi musei
14 Ott 2026

Dal Museo Marcello Mariani alla Casa della Memoria del terremoto: il consigliere regionale chiede a Comune e Regione un sistema museale integrato. Intanto, resta aperta la partita per salvare le opere del maestro aquilano attualmente all’asta.

Un sistema museale integrato per valorizzare il patrimonio artistico, sportivo e storico dell’Aquila, lasciando alla città un’eredità culturale permanente nell’anno da Capitale italiana della Cultura 2026. È la proposta del consigliere regionale del Partito Democratico, Pierpaolo Pietrucci, che torna a sollecitare la tutela delle opere di Marcello Mariani e rilancia un progetto articolato in quattro nuovi spazi: un museo dedicato all’artista aquilano, un Museo del Rugby, una Casa della Montagna e una Casa della Memoria del terremoto del 2009.

L’intervento arriva dopo le notizie sulla possibile dispersione di alcune importanti opere di Mariani e raccoglie l’appello del figlio Daniele e le riflessioni del critico d’arte Gabriele Simongini.

Il caso Mariani e le opere all’asta

La priorità, secondo Pietrucci, è individuare una soluzione concreta per garantire la conservazione e la fruizione pubblica delle opere del maestro aquilano.

«Già nel 2021, con una lettera aperta al sindaco e ai consiglieri regionali aquilani, avevo chiesto di individuare uno spazio permanente per le opere di Mariani. Ho rinnovato quell’appello nel 2023, in occasione della mostra organizzata dal MAXXI L’Aquila. Oggi, a cinque anni di distanza, siamo ancora qui a discutere di come evitare che una parte straordinaria del suo patrimonio artistico venga dispersa», afferma il consigliere regionale, chiedendo a Comune e Regione di assumere un’iniziativa concreta.

Al centro della vicenda ci sono le tre grandi tele Inferno, Purgatorio e Paradiso. Secondo quanto riferito da Pietrucci, per le opere è stata presentata un’offerta di 50mila euro, a fronte di una valutazione di 570mila euro, mentre il termine per eventuali offerte migliorative è fissato al 31 ottobre.

Il consigliere invita quindi le istituzioni a valutare ogni possibilità per assicurare le tele al patrimonio pubblico, individuando nella loro salvaguardia il primo passo verso la realizzazione di uno spazio museale permanente dedicato all’artista.

Quattro luoghi per raccontare l’identità dell’Aquila

La proposta di Pietrucci va oltre la singola vicenda e punta alla creazione di un polo museale capace di raccontare le diverse componenti dell’identità cittadina.

Il primo progetto riguarda il Museo Marcello Mariani, destinato alla conservazione e all’esposizione permanente delle opere del maestro, ma anche all’accoglienza di giovani artisti e studenti dell’Accademia di Belle Arti. L’obiettivo è mantenere viva l’eredità dell’officina artistica che Mariani aveva costruito nel suo laboratorio di via Sassa, anche grazie al sostegno dell’allora sindaco Enzo Lombardi.

Il secondo spazio sarebbe un Museo del Rugby, dedicato a una disciplina che rappresenta una parte significativa della storia sportiva e sociale dell’Aquila. Per Pietrucci, non dovrebbe essere soltanto un luogo di memoria, ma anche uno strumento di promozione turistica e valorizzazione economica, capace di coinvolgere le società rugbistiche del territorio.

Il terzo progetto è la Casa della Montagna, pensata come sede permanente per iniziative, associazioni e attività legate al Gran Sasso e all’Appennino. L’idea, spiega il consigliere, nasce dall’esperienza del Festival della Montagna al Parco del Castello e mira a dare uno spazio stabile a un patrimonio che comprende ambiente, sport, cultura ed economia.

Infine, la Casa della Memoria del terremoto del 2009, dedicata alle 309 vittime del sisma e alla storia collettiva della città dopo la tragedia. Lo spazio dovrebbe raccogliere testimonianze, documenti, immagini e racconti, conservando anche la memoria delle mobilitazioni civiche per la verità, la giustizia e una ricostruzione equa e partecipata.

«Fare memoria significa dare spazio al dolore, riconoscere ciò che è stato perduto, elaborare collettivamente l’enormità di quanto accaduto», sottolinea Pietrucci, indicando nella memoria condivisa una condizione necessaria per comprendere il passato e costruire consapevolmente il futuro.

«La cultura non può vivere soltanto di eventi»

Secondo il consigliere regionale, l’anno da Capitale italiana della Cultura dovrebbe rappresentare l’occasione per avviare una riflessione sulle strutture culturali destinate a rimanere nel tempo.

«La cultura non può vivere soltanto nella dimensione degli eventi: ha bisogno di luoghi, istituzioni, progettualità e continuità», afferma Pietrucci, che richiama anche le risorse investite negli ultimi anni in iniziative culturali, comprese quelle derivanti dal cosiddetto 4% della legge Barca.

A suo giudizio, nonostante gli investimenti, manca ancora un vero sistema museale cittadino. Una situazione che, secondo la proposta, potrebbe essere affrontata anche attraverso il recupero e la valorizzazione degli immobili pubblici già disponibili.

Pietrucci parla di circa 210mila metri quadrati di patrimonio immobiliare pubblico che potrebbero essere destinati a funzioni culturali permanenti, contribuendo anche a riportare attività e frequentazione nel centro storico.

«Non servono necessariamente nuove costruzioni: serve una visione capace di mettere a sistema ciò che già possediamo», sostiene.

L’appello a Comune e Regione

Il consigliere regionale chiede ora l’apertura di un confronto con le istituzioni culturali, l’Accademia di Belle Arti, le associazioni, le società sportive e le realtà impegnate nella conservazione della memoria cittadina.

L’obiettivo è trasformare la proposta in un progetto condiviso, capace di superare la dimensione delle singole iniziative e costruire una rete di luoghi culturali permanenti. Pietrucci indica inoltre il sistema museale integrato tra i possibili progetti strategici da inserire nel confronto politico e programmatico in vista delle prossime elezioni comunali.

«La sfida non è soltanto organizzare un grande anno di eventi, ma lasciare alla città qualcosa che duri. Una Capitale della Cultura deve saper custodire la propria memoria, raccontare la propria identità e produrre nuova cultura», conclude.

La proposta mette così al centro una questione che riguarda il futuro culturale dell’Aquila: trasformare le risorse e le iniziative dell’anno da Capitale della Cultura in un patrimonio stabile, capace di parlare alle nuove generazioni e di rafforzare il legame tra la città e la propria storia.


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