Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa di Simona Giannangeli (L’Aquila Coraggiosa)
All’indomani del trasferimento della U.O.S.D. di Riabilitazione Territoriale dalla sede di Collemaggio al container G8 dell’Ospedale San Salvatore, avvenuta in fretta e furia nel mese di novembre 2024, in qualità di capogruppo dell’Aquila Coraggiosa, feci un sopralluogo presso il container G8 con il consigliere regionale Pietrucci, per verificare le criticità di questa nuova allocazione, rivelatasi sin dall’inizio assolutamente inadatta alle attività delicate e complesse della Riabilitazione.
Ho chiesto in seguito due sedute della III Commissione consiliare, che si sono svolte ascoltando le mediche ed i medici che vi lavorano, il personale tutto, i genitori delle bambine e dei bambini che hanno necessità di trattamenti riabilitativi ed è emerso che bambine e bambini, costretti ad associare l’esperienza dei trattamenti a luoghi riconducibili all’ospedale, soffrono ancora di più, che la struttura vecchia di sedici anni, di plastica e con pavimenti pieni di rialzi pericolosi costituisce una vera e propria trappola.
Il personale medico e paramedico è costretto ad operare in condizioni vergognose, all’esterno non vi è parcheggio, il G8 ha dinanzi a sé una strada in discesa ora chiusa che termina in un deposito a cielo aperto di scarichi di ogni tipo, la sala d’attesa per genitori e parenti è un angusto spazio senza aria e la rampa di accesso alla struttura ha una pendenza rivelatasi estremamente pericolosa per chi deve entrare in sedia a rotelle o avvalendosi di ausili per la deambulazione.
E’ stato fatto un intervento sulla rampa che non ha minimamente risolto il problema né eliminato il pericolo.
La Direzione Generale Asl1 aveva assicurato che si sarebbe trattato di una soluzione temporanea e, all’esito della seconda seduta della III commissione consiliare, dopo aver nuovamente ascoltato anche l’assessore Colonna, oltre i vertici Asl 1, si era convenuto che anche il Comune doveva farsi parte diligente nel ricercare una sede dignitosa, adeguata e congrua per l’unità operativa in questione.
Ad oggi l’Unità continua ad essere allocata in un container che, con queste temperature, si è trasformato in un forno.
E’ una vergogna inaccettabile che pazienti di ogni età e personale sanitario tutto vengano trattati in questo modo, motivo per il quale ho chiesto un’altra seduta di III Commissione consiliare che si svolgerà giovedì 19 giugno 2025 alle ore 11 presso la Sala delle Commissioni a Palazzo Margherita.
Proseguirò questa lotta, fino a che questa delicata Unità Operativa abbia la sede che merita.
Questa vicenda si inserisce nel quadro di una sanità aquilana ormai collassata ed il sindaco in qualità di Presidente del Comitato ristretto dei sindaci ha precise e dirette responsabilità.
Sorgono spontanee e lecite tante domande.
Come è stato possibile tutto questo? Come tutto ciò è clamorosamente sfuggito agli organismi di controllo?
Fondi Covid, fondi PNNR, Marsilio aumenta le tasse, i servizi sanitari diminuiscono, le liste d’attesa sono una vergogna, l’assistenza ospedaliera e territoriale sono in ginocchio.
E, pochi giorni fa, si legge di un atto aziendale redatto e presentato in tre giorni, atto che dovrà raggiungere il tavolo di monitoraggio governativo, unitamente ai bilanci per tentare di evitare il commissariamento della Asl provinciale aquilana.
Il 12 giugno scorso l’atto aziendale è passato al Collegio di Direzione, il 13 giugno è avvenuto il passaggio con le organizzazioni sindacali e ancora non si hanno notizie degli altri passaggi al Comitato ristretto dei sindaci ed al Consiglio dei sanitari.
È così che prosegue la debacle della Asl1.
Un atto solenne, come quello di riorganizzazione aziendale, assente peraltro dal 2017, bistrattato e ridotto a semplificazione e ridefinizione delle unità operative semplici e complesse.
Un atto senza relazione tecnica, senza visione di ciò di ciò che sono davvero “sanità e cura “, un atto che conferma come tali concetti basilari siano ormai astratti e vuoti di significato.
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