L’AQUILA – “L’Abruzzo è tra le ultime regioni italiane per numero di produzioni audiovisive nonostante la presenza di una Film Commission”. È l’affondo del segretario provinciale dell’Aquila e capogruppo comunale del Stefano Albano, che critica duramente la gestione regionale delle politiche culturali e cinematografiche.
Nel mirino del Partito Democratico c’è il bando regionale destinato al finanziamento delle produzioni audiovisive, pubblicato – secondo Albano – con anni di ritardo rispetto agli annunci fatti dal presidente della Regione Marco Marsilionel 2023 durante il Festival del Cinema di Venezia.
“Ci sono voluti tre anni per arrivare alla pubblicazione del bando – sottolinea Albano – un ritardo clamoroso soprattutto nell’anno di L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026”.
Secondo il capogruppo Pd, le Film Commission rappresentano strumenti strategici per attrarre produzioni cinematografiche e fiction, generando ricadute economiche e turistiche importanti. Albano cita gli esempi di Umbria e Puglia, regioni che negli anni hanno costruito un sistema produttivo legato al cinema e all’audiovisivo.
Per il dirigente dem, però, la Abruzzo Film Commission soffrirebbe di carenze strutturali e organizzative. “Nel consiglio d’amministrazione mancano profili con competenze specifiche – afferma – e il sito istituzionale è ancora incompleto, privo di strumenti fondamentali come una guida delle location regionali o un catalogo delle maestranze locali”.
Albano critica inoltre il mancato coinvolgimento del territorio e degli operatori culturali nei processi decisionali. Tra gli esempi citati anche il film dedicato a Celestino V, che verrà girato in Abruzzo ma senza includere luoghi simbolo come Sulmona o la Basilica di Santa Maria di Collemaggio.
“Questo dimostra come la Regione navighi a vista sul tema cultura – conclude Albano – con ritardi, scarsa partecipazione e senza una vera strategia per valorizzare le potenzialità del territorio”.
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