“L’associazione Donatella Tellini-Centro Antiviolenza per le Donne si occupa di contrastare la violenza sulle donne, non di confezionare festival pseudo letterari: FdI chieda scusa”.
Ad affermarlo le minoranze in Consiglio comunale dopo la seduta di questa mattina.
“Abbiamo voluto interrogare con urgenza il sindaco, in Consiglio comunale – scrivono unitariamente in una nota le opposizioni – sul festival del libro che dovrebbe svolgersi in città il 28, 29 e 30 luglio prossimi: un evento patrocinato e finanziato dal Comune e dalla Regione che tanto rumore ha già generato sulla stampa nazionale e locale per gli ospiti invitati a partecipare.
“Tanti soldi pubblici per un evento di partito, mentre storiche associazioni impegnate da anni totalmente ignorate dalle istituzioni locali. Abbiamo voluto e dovuto farlo soprattutto dopo che lo stesso sindaco, che ha trattenuto per sé la delega alla cultura, ha dichiarato incredibilmente di non essere stato messo al corrente sui partecipanti al festival, segnatamente sulla presenza di Franco Nerozzi, noto antisemita”.
“Successivamente abbiamo assistito ad un balletto surreale e ipocrita – continuano le opposizioni – con Biondi che chiedeva di stralciare dal festival la presenza di Franco Nerozzi e l’associazione organizzatrice dell’evento, nota per la sua vicinanza a Casapound, che informava la città sulla decisione già presa dal Nerozzi di ritirarsi.
Un vero e proprio sgarbo politico che ben lascia intendere il profilo comportamentale sia dell’ associazione Castelli di Carta che della fu organizzazione politica, oramai sciolta, Casapound”.
“Ma, nel mentre l’interrogazione veniva illustrata dalla consigliera Giannangeli, nonostante l’assenza (oramai di costume) del sindaco, la consigliera Pagliariccio si è sentita chiamata in causa per fatto personale solo perché citata come relatrice al festival in questione”.
Il fatto personale, chiariamo, è inesistente in questo caso – continuano i gruppi consiliari di minoranza – perché può essere invocato quando il proprio nome viene fatto attribuendo condotte o parole non verificatesi effettivamente. Un espediente, quello della consigliera, usato esclusivamente per leggere un discorsetto che aveva preparato a casa, intriso di livore politico e revanchismo culturale: offese che non possono scalfire la natura adamantina della nostra interrogazione o la decisione già presa di inoltrare tutto alla Corte dei Conti”.
“L’affronto però che ci lascia senza parole è stato, in chiusura della sua lettura di intervento (nel video sotto ndr), quello di paragonare l’associazione di Voghera “Castelli di carta” all’associazione Donatella Tellini-Centro Antiviolenza per le Donne, chiamata così in onore della professoressa Tellini, che ha speso una vita di impegno nel sociale e nella difesa delle donne e della quale quest’anno cade il decennale dalla scomparsa”.
“Il Centro Antiviolenza delle Donne opera da sedici anni sul territorio con autorevolezza e competenza – conclude la nota – ed è riconosciuto a livello nazionale e locale per la costante e capillare attività di sostegno a fianco delle donne che subiscono violenza maschile. Le minoranze consiliari”.
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