Assestamento di bilancio, Romano (L’Aquila Nuova): “Nessun confronto in Consiglio”

Assestamento di bilancio, Romano (L’Aquila Nuova): “Nessun confronto in Consiglio”
30 Lug 2026
Nota stampa di Paolo Romano (L’Aquila Nuova)

Gli emendamenti che abbiamo presentato sono stati dichiarati inammissibili dai dirigenti che hanno accampato un vizio di forma davvero sconcertante oltre che irrituale. Nonostante fossero solo una decina la maggioranza non ha inteso neanche discuterli, situazione che ormai non rappresenta più un episodio isolato, ma un metodo consolidato.

Siamo probabilmente l’unico Comune d’Abruzzo nel quale si impedisce all’opposizione di discutere e migliorare gli atti dell’amministrazione. I tecnici comunali, di fatto e su preciso input, si sostituiscono alla maggioranza sollevandola dalla decisione, solo politica, di bocciare misure di assoluto buon senso esponendosi a critiche: per questo ne impediscono la discussione con l’inammissibilità in aula. Un esempio di come si mortifica il ruolo del Consiglio comunale, limitando il diritto di iniziativa dei consiglieri e impoverendo il confronto democratico.
Ma il dato politico più avvilente rimane  come si vuole far passare l’assestamento di bilancio. Si approva una manovra di 15 milioni di euro senza che dalla maggioranza arrivi mai un solo intervento in consiglio comunale capace di spiegare in quale direzione si sta portando la città.

Si incrementano le risorse per pagare la gratuità del pedaggio tra L’Aquila Est e L’Aquila Ovest nel 2026, senza spiegare quale sarà il futuro di una misura che dal 2027, per loro stessa ammissione, non avrà coperture finanziarie se non si trova una strategia strutturale. Si finanzia la strada dell’ospedale San Salvatore ma senza prenderla in carico definitivamente come Comune: conveniva toglierla alla Asl dal momento che il Comune si accolla una onerosa manutenzione straordinaria. Si realizzano nuove strade in periferia, ma senza spiegare quale pianificazione della mobilità lo giustifichi e perché quell’intervento debba essere considerato prioritario rispetto alle criticità viarie di altri quartieri e frazioni. Non è un fatto di contrarietà, ma di trasparenza.

Si investe nel futuro Museo delle Acque a Pile, ma senza affrontare il nodo delle risorse per la gestione e la manutenzione. Il punto non è la bellezza dell’idea. Se non si programma oggi, saranno inevitabilmente i cittadini a pagarne il conto domani.

Troppi sono i grandi assenti di questo assestamento: le criticità irrisolte dei servizi pubblici essenziali gestiti dalle società partecipate pur se sorretti dalle tasse dei cittadini, il mancato finanziamento del Piano di Abbattimento per le Barriere Architettoniche condannerà quel lavoro a rimanere su carta, i ritardi nei pagamenti degli assegni di cura destinati alle persone con disabilità grave aumenteranno gli anni di attesa: ad oggi si attendono ancora le risorse del 2024. In un contesto internazionale segnato dalle guerre, dall’aumento del costo della vita e dall’incremento delle spese energetiche, sempre più famiglie vivono condizioni di difficoltà economica. In molti Comuni si stanno adottando misure di sostegno contro il caro energia, si pianificano contributi per i canoni di locazione e si mettono in campo strumenti concreti per aiutare le fasce più fragili. Perché noi no?

Avevamo predisposto una serie di emendamenti non con la pretesa di avere ragione, ma con l’obiettivo di aprire un confronto che dovrebbe essere alla base della democrazia consiliare. Volevamo portare in Aula le esigenze reali dei cittadini e offrire proposte concrete su temi come il sostegno alle famiglie, il commercio, la disabilità, i servizi pubblici e la qualità della vita. Hanno invece avuto la meglio i diktat di Biondi che non voleva aprire a nessun confronto per non doversi ritrovare ancora una volta a bocciare richieste alle quali lui per primo non vuole dare seguito,
evitandosi inciampi nella solita narrazione di città felice e festosa.

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