Appalti e servizi Comune dell’Aquila, PD denuncia sistema di potere e inadempienze

Appalti e servizi Comune dell’Aquila, PD denuncia sistema di potere e inadempienze
06 Nov 2025
Riportiamo di seguito integralmente il comunicato del PD L’Aquila a seguito della conferenza stampa tenuta stamane sul tema degli appalti e dei servizi affidati dal Comune dell’Aquila.
Ciò che emerge dalla risposta alla nostra interrogazione  e dall’accesso agli atti rispetto agli affidamenti dei lavori e dei servizi pubblici del Comune dell’Aquila lascia, quantomeno, sconcertati.

Ci sono voluti tempi estremamente lunghi per ottenere materiale che dovrebbe essere persino pubblico. A balzare immediatamente all’occhio, scorrendo la lista delle opere, è un dato inequivocabile: se non ci fossero stati il PNRR ed il Fondo complementare sisma, ottenuto dall’allora governo giallo-rosso a seguito dell’emergenza Covid in una interlocuzione non semplice con l’Europa – provvedimento che è stato fortemente avversato da Fratelli d’Italia – l’attività del Comune dell’Aquila sarebbe sostanzialmente al palo.
Grazie al lavoro ed alle scelte di quel lungimirante governo, sollecitato dalla responsabile nazionale Pd sisma e ricostruzione allora deputata Stefania Pezzopane e dal Commissario Sisma Centro Italia Giovanni Legnini, il governo Conte definì anche l’unica misura verticale inserita nel Fondo Complementare Sisma, una misura esclusiva e specifica per le aree terremotate 2009 e 2016 impostata per la ripresa e lo sviluppo dei crateri sismici che ha portato in tempi rapidissimi centinaia di milioni di euro sul comune dell’Aquila. Senza quelle risorse l’amministrazione Biondi non avrebbe avuto cassa per nessuno degli Interventi avviati.
A dire che il sindaco dell’Aquila e la sua Giunta stanno beneficiando di provvedimenti ottenuti dal centrosinistra e contro cui, all’epoca, si era schierato proprio il partito del primo cittadino, arrivando ad astenersi al momento dell’approvazione.
Non è questo il punto, però. O almeno, non soltanto questo.
Ciò che lascia sconcertati è che su 64 affidamenti, 11 sono avvenuti con procedura aperta e 53 con procedura negoziata e affidamento diretto: parliamo dell’82% degli affidamenti.
Ora, il codice D. Lgs 36/2023 stabilisce che, per le procedure negoziate, gli operatori economici vengano individuati in base ad indagini di mercato o attingendo ad elenchi cui sono tenuti ad iscriversi. Al Comune dell’Aquila, però, sembra proprio si operi facendo ricorso a indagini di mercato attraverso avvisi per manifestazione d’interesse: è evidente che quest’ultima procedura offra ampi spazi di discrezionalità. Ci chiediamo: come mai, almeno per gli importi più importanti, non si opera con procedura aperta?
Ad una attenta lettura esempi di comportamenti contraddittori non mancano.
Come mai per il Ponte Belvedere si è proceduto con appalto integrato con procedura negoziata, con affidamento all’ATI Taddei/Todima per 4 milioni e 268 mila euro circa (e avremo modo di tornare sulla vicenda con maggiore puntualità, come da tempo fa il consigliere Paolo Romano), così come accaduto per l’affidamento dei lavori dell’ex sito scolastico di Sassa (affidamento a I Platani Srl – 4.841.687,48 euro), mentre si è proceduto con procedura aperta per i lavori sugli edifici ERP di via Milonia per un importo pari a 4.764.564,11 euro (affidamento a Samoa Restari) e per i lavori all’edicola funeraria di S. Giuseppe dei Minimi nel cimitero (affidamento all’ATI Caccavale/Alfaret/Depac) sebbene l’importo fosse assai inferiore, pari a € 785.393,15 rispetto ai lavori affidati con appalto integrato con procedura negoziata?
Ci aspettiamo vengano fornite risposte puntuali, sul punto. E per ora sorvoliamo sul fatto che compaiono diversi affidamenti alle stesse ditte sebbene il codice stabilisca, chiaramente, che andrebbe fatta una rotazione.
Vale lo stesso per i servizi: su 159 in totale, 147 sono stati affidati con procedura negoziata e diretta (134): parliamo del 92,5% del totale.
Una nota di stile, a margine: se un consigliere chiede quanti e quali dipendenti si occupano di opere pubbliche e con quali funzioni, gli si dovrebbero fornire i dati richiesti e non rispondere, come fatto dall’amministrazione, di andare a leggersi le determine di nomina dei Rup. Ma lo stile non è di questa amministrazione, evidentemente. E comunque sui Rup apriremo un capitolo a parte, perché anche lì i giochi di prestigio non mancano.
Andiamo avanti.
Nell’elenco dei lavori affidati, spiccano alcune opere ‘dimenticate’: non c’è Piazza Duomo, innanzitutto, con i lavori prima appaltati all’Impresa Penzi e poi interrotti, fino alla rescissione del contratto con la ditta. L’orrida pensilina che ha fatto ridere l’Italia sta ancora lì, e chissà, a questo punto, fino a quando ci resterà. Incompleta nella sua bruttezza.
E ancora, sono fermi anche i lavori di costruzione della scuola secondaria di Paganica, appaltati a H. Edilizia Generale srl, con cui poi è stato rescisso il contratto, riaffidati all’impresa F.lli Di Nardo srl ma ancora congelati per l’intervento del tribunale a cui si è rivolta la ditta appaltatrice. Sono a rischio i fondi del PNRR la cui scadenza non è confacente con il tempo per l’esecuzione delle opere.
Per non parlare del parcheggio alla Caserma Rossi, i cui lavori sono stati suddivisi in due appalti e consegnati il 14/07/2025. Sorge il dubbio se in questo caso non si sia stato eluso l’art. 14 comma 6 del codice degli appalti che vieta il frazionamento delle opere. Ovviamente, conosciamo il disposto del successivo art. 58, con la possibilità di suddividere le opere in lotti per garantire la partecipazione delle imprese più piccole: tale disposizione, però, andrebbe riferita a opere di più alto importo e non a questa, il cui totale tra i due lavori arriva a € 3.169.999 netti. Ed in effetti, sul cartello di cantiere appare lo stesso aggiudicatario per ambedue gli appalti.
Nell’elenco non figura neanche l’appalto per la costruzione dell’asilo di Collemaggio in via Avezzano, i cui lavori stati consegnati il 30 maggio scorso.
Sottolineiamo, inoltre, che per il parcheggio di Porta Leoni è indicato solo il primo lotto, ma niente si sa del secondo lotto che pure era stato annunciato a mezzo stampa. Una incompiuta, uno sperpero di denaro pubblico per una manciata di posti auto a 2 € l’ora.
Per l’ex convento S. Maria dei raccomandati, che compare con due affidamenti diretti riferiti a lavori preordinati di progettazione (€ 132.000) e lavori di adeguamento sicurezza (€147.000), non vengono menzionati i lavori per il recupero dell’intero ex convento i cui fondi ormai datano anni di assegnazione. E andando avanti, per l’ex conceria al parco delle acque, anch’essa finanziata, nell’elenco compaiono solo i lavori di pulizia con un affidamento diretto di € 5.400 euro; il Palajapan, invece, viene menzionato solo per la realizzazione del parcheggio a Centi Colella da parte dell’Impresa Circi.
Dimenticati il teatro S. Filippo, il Cinema Massimo, il parcheggio di S. Silvestro, Porta Barete su cui pure era stato bandito un concorso di progettazione: pagato il premio ai vincitori, però, l’opera è sparita dai radar fino a qualche mese fa, quando l’amministrazione ha accettato la proposta della società Brasilia che stravolge il progetto vincitore del concorso e non sembra seguire l’interesse pubblico.
Nella richiesta di accesso agli atti, c’era un quesito preciso anche sulle opere pubbliche realizzate, o in corso di realizzazione, con altre stazioni appaltanti, con date di inizio e fine lavori: a domanda, non abbiamo ricevuto alcuna risposta.
Viene specificato, però, che il Comune è soggetto attuatore per la Provincia, con la variante urbanistica sulla SP1 Amiternina: è una notizia, poiché l’approvazione delle varianti urbanistiche è competenza della Provincia e qui si dice, invece, che il Comune si sostituisce ad essa per un’opera della stessa amministrazione provinciale. Vale anche per il Conservatorio Casella che è una competenza della Provincia.
Poi ci sono quattro chiese dove non si sa bene cosa il Comune dovrebbe fare al posto del segretariato o ministero della cultura, come scritto.
In altre parole, il Comune dell’Aquila non si occupa di ciò che sarebbe di sua competenza ma si occupa, invece, di ciò che sarebbe competenza di altre amministrazioni pubbliche. Un solo esempio, tra gli altri: la chiesa di S. Nicandro in via Buccio di Ranallo; vi invitiamo a dargli uno sguardo, per rendervi conto dei pericoli che incombono su una pubblica via che, tra l’altro, è di accesso agli uffici della Corte dei Conti e dell’avvocatura dello Stato.
Tornando alle opere pubbliche che sono state realizzate, o sono in corso di realizzazione, con stazioni appaltanti diverse dal Comune: cinque interventi seguiti dal Provveditorato interregionale alle Opere pubbliche sono ancora in corso, così come è in corso la riparazione, il restauro e la finitura impianti della casa museo Signorini Corsi la cui stazione appaltante è il Mibact: invece di sollecitare il Ministero ad accelerare le opere per il restauro del teatro San Filippo, di sua competenza, delle chiese dimenticate e di altri interventi, lo si fa soggetto attuatore di un’opera di importo modesto. Si legge, inoltre, che il Mibact è soggetto attuatore dei lavori al Teatro Comunale sebbene da notizie di stampa si fosse appreso che tale competenza era passata all’USRA: come stanno effettivamente le cose?
E che fine ha fatto l’intervento sulle mura urbiche, tra Porta Branconi e l’ex ospedale S. Salvatore, di cui l’USRA è soggetto attuatore e i cui lavori sono stati consegnati il 13/03/2023 alla ditta Iannini Costruzioni? Anche su questo, non ci sono risposte.
Dalla nostra richiesta di accesso agli atti, emergono insomma procedure discutibili, su cui sarebbe opportuno fare piena chiarezza, con affidamenti frequenti alle stesse ditte e operati, per lo più, con procedure discrezionali negoziate e dirette, per cifre davvero importanti. Così come emerge la mancata programmazione, il ritardo su alcune opere e la disattenzione su altre che, seppur annunciate, giacciono nel dimenticatoio: parliamo di interventi che sarebbero strategici per la città.
Ecco cosa si nasconde dietro la propaganda: da parte nostra, continueremo a fare proposte e domande fino a che non arriveranno risposte convincenti.

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