“Sul progetto del Parco della Luna a Collemaggio, la città non solo corre il rischio di perdere il finanziamento, ma anche quello che le risorse drenate nel 2016, grazie ad un’idea progettuale forte, siano utilizzate per tutt’altro qualora il procedimento dovesse continuare.
Insomma, al di là dei soliti proclami di Biondi, quello che si prefigura è un disastro.
Tutti i dieci milioni a disposizione, infatti, sono stati pensati per la riqualificazione edilizia di palazzine di proprietà della Asl che, come scritto nell’accordo di programma, il Comune, che è stazione appaltante, dovrà restituire all’azienda sanitaria dopo il collaudo, salvo fatta la possibilità di acquistarle tramite il meccanismo della permuta.
Ma la Asl è davvero interessata ad avere altre proprietà in cambio delle sue?
Perché con un accordo politico non si utilizza lo strumento del comodato d’uso, così come si era pensato nel 2017?
In questo modo quantomeno le palazzine resterebbero a disposizione del Comune dell’Aquila che ha fatto il progetto e si potrebbe fare garante di portarlo a termine nella sua parte sociale.
Va infatti ricordato che il Parco della Luna, così come pensato dalle associazioni che nel 2016 aderirono al manifesto “Collemaggio Cittadella solidale della creatività”, è un progetto che fu definito socio-sanitario-culturale, il cui principale fine era invertire il segno del manicomio e della conseguente istituzionalizzazione, per perseguire il benessere di comunità, contrastando il disagio mentale tramite l’inclusione, l’attività, il protagonismo, la libertà di cui l’esperienza di CaseMatte ha dato un esempio avanzato in provincia.
Disagio mentale che è tanto più importante da contrastare ora che, in particolare dopo il covid, è divenuto più generalizzato, in particolare tra i giovani, che risultano tra i più esposti, tanto più purtroppo in una città come L’Aquila, già vittima di una catastrofe che ha lasciato traumi e lacerazioni nella comunità.
Le attività pensate all’interno delle palazzine, alcune delle quali sulla carta riprese dal progetto esecutivo, assolverebbero proprio a questo scopo tramite il protagonismo di utenti e non, continuando un percorso già messo in atto in questi anni volontariamente dalle associazioni presenti nell’area.
Un percorso che ha a che fare anche con la preservazione della memoria del manicomio, che rappresenta uno spaccato negativo di novecento in cui si praticava, ad esempio, una pratica brutale e insensata come l’elettro choc. Un monito quindi affinché non si ripeta e la salute mentale sia perseguita implementando l’attività sul territorio come voleva Basaglia e la sua legge.
Si rischia invece che i 10milioni drenati per questi scopi vengano di fatto utilizzati per recuperare manufatti della Asl che ne farà l’uso che vuole e che non possiamo escludere possa vendere per fare cassa, vista la sua situazione debitoria.
Sulle parole del consigliere Leonardo Scimia che parla di presenza irregolare, è ormai chiaro come all’estrema destra locale piaccia ricordare e riproporre lo scontro ideologico ad ogni occasione, per polarizzare il dibattito e far contenta la loro parte di elettorato più feroce.
Eppure proprio due progetti molto importanti per l’attuale Amministrazione vengono dal protagonismo del dopo terremoto e dalla determinazione di molte e molti che compresero l’importanza di rendere accessibili spazi chiusi per dedicarli non solo agli anziani, ma a tutti, anche ai giovani, spazi che si sono presi andando anche incontro a lunghi processi poi vinti. Parliamo proprio di Collemaggio e dell’ex Asilo che adesso verrà utilizzato anche per la capitale italiana della cultura.
Ma se da una parte c’è chi come Scimia non vede l’ora che certe esperienze spariscano del tutto, dall’altro, sul territorio, assistiamo ad un rifiorire di assemblee, riunioni, una voglia di protagonismo che è un chiaro segno di come la cittadinanza voglia riprendersi in mano il destino di questa città praticando democrazia a cospetto di un’amministrazione governata più che da un Sindaco da un Re.
Parliamo dell’assemblea che si è svolta l’altro giorno su Collemaggio proprio a CaseMatte, ma anche di quelle nei quartieri di Bazzano e della Torretta o della partecipatissima discussione su Piazza Duomo sorta dopo l’intervento del Pd e del progetto Spazio Comune che vuole sancire una volta per tutte che sui beni storico monumentali di questa città non si possa decidere tutto in pochissimi dentro le mura di una stanza, come avvenuto fino ad adesso.
E’ necessario lavorare per far crescere il protagonismo di soggettività e associazioni che dal basso possano fare rete ed incidere nel difendere i beni comuni praticando partecipazione. Il Pd si mette a completa disposizione per questo obiettivo.
E’ necessario che la città inizi a riprendersi la parola ridando vita a un vero protagonismo democratico”.
Così, in una nota stampa, Alessandro Tettamanti (PD)

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