Operazione Metamorfosi a Sulmona: scontro politico sul Sindaco-Avvocato che difende un indagato

Operazione Metamorfosi a Sulmona: scontro politico sul Sindaco-Avvocato che difende un indagato
08 Nov 2026

Riceviamo e pubblichiamo da

Alleanza Verdi e Sinistra Sulmona
Sinistra Italiana L’Aquila
La notizia che il sindaco di Sulmona, Luca Tirabassi, abbia assunto la difesa di uno degli arrestati nell’ambito dell’operazione antimafia Metamorfosi solleva una questione che non può essere liquidata come una semplice valutazione di opportunità politica. Siamo di fronte a un problema che riguarda il rapporto tra responsabilità istituzionali, esercizio della professione forense e tutela degli interessi generali della comunità.
Occorre partire da un principio irrinunciabile. Ogni persona sottoposta a indagini ha diritto alla difesa e deve essere considerata innocente fino a una sentenza definitiva di condanna. L’avvocato che assume la difesa di un indagato esercita una funzione costituzionalmente garantita e non può essere identificato con le condotte contestate al proprio assistito. Su questo non possono esserci ambiguità.
La questione, tuttavia, cambia quando quell’avvocato è anche il sindaco della città direttamente interessata da un’indagine che, secondo la ricostruzione degli inquirenti, avrebbe fatto emergere un sistema criminale capace di incidere sulla sicurezza, sull’economia e sulla stessa libertà dei cittadini.
Non si tratta soltanto di valutare se una simile scelta sia politicamente opportuna. Esiste anche un problema di possibile interferenza tra ruoli e responsabilità differenti. Il sindaco, nell’esercizio delle proprie funzioni istituzionali, può essere chiamato a partecipare a riunioni e confronti con le autorità di pubblica sicurezza, a ricevere informazioni concernenti la situazione del territorio e a concorrere alla definizione di iniziative istituzionali di prevenzione della criminalità. L’avvocato difensore, invece, è tenuto a tutelare gli interessi del proprio assistito, nel rispetto delle regole del procedimento e degli obblighi di riservatezza propri della professione.
Non affermiamo che vi siano state violazioni o utilizzazioni improprie di informazioni. Riteniamo, però, legittimo domandarsi come possa essere garantita una piena e riconoscibile separazione tra queste due funzioni, soprattutto in una vicenda giudiziaria che riguarda direttamente il territorio amministrato e nella quale potrebbero emergere interessi del Comune meritevoli di autonoma tutela, anche attraverso un’eventuale costituzione di parte civile.
Per queste ragioni chiediamo al Prefetto dell’Aquila, nella sua qualità di autorità provinciale di pubblica sicurezza, di rivolgere particolare attenzione alla vicenda, nell’ambito delle attribuzioni previste dall’articolo 13 della legge 121 del 1981, valutando ogni opportuna iniziativa di interlocuzione istituzionale, anche attraverso un richiamo alla necessità di assicurare la piena distinzione tra responsabilità pubbliche e interessi professionali.
Non chiediamo al prefetto di sostituirsi agli organi competenti né di esercitare poteri che la legge non gli attribuisce. Chiediamo che, di fronte alla delicatezza del quadro emerso dall’inchiesta, venga garantita la massima chiarezza nei rapporti istituzionali, anche attraverso quella funzione di autorevolezza e moral suasion che può contribuire a prevenire situazioni di possibile interferenza.
Sulmona sta attraversando un passaggio che richiede una presenza istituzionale particolarmente attenta. L’operazione Metamorfosi impone di interrogarsi sulla capacità delle istituzioni di riconoscere e contrastare i fenomeni criminali, sulle fragilità sociali ed economiche che possono favorirne il radicamento e sulla necessità di costruire una risposta pubblica credibile, coordinata e continuativa.
In una fase simile, la città ha bisogno di un sindaco che possa rappresentarla pienamente, senza condizionamenti o limitazioni derivanti da altri incarichi, anche quando questi siano del tutto legittimi e costituzionalmente tutelati.
Riteniamo quindi che Luca Tirabassi debba compiere una scelta chiara: continuare a rappresentare il proprio assistito nell’esercizio della professione forense oppure garantire alla città una rappresentanza istituzionale piena, libera da ogni possibile interferenza con quel mandato difensivo.
Non è in discussione il diritto di esercitare la professione di avvocato, né quello dell’indagato di scegliere liberamente il proprio difensore. È in discussione la responsabilità di chi, avendo assunto la guida di una comunità, deve saper riconoscere quando la sovrapposizione di ruoli, pur non costituendo necessariamente un’incompatibilità prevista dalla legge, rischia di indebolire l’autorevolezza e l’imparzialità della funzione istituzionale.
La legalità non si difende soltanto attraverso le indagini e l’azione repressiva dello Stato. Si difende anche attraverso la capacità della politica di adottare comportamenti esemplari, di prevenire le situazioni di conflitto e di garantire che l’interesse pubblico sia sempre riconoscibile e distinto da ogni altro interesse.
Alleanza Verdi e Sinistra Sulmona
Sinistra Italiana L’Aquila

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