Più che un Festival del libro, una vera e propria dimostrazione di forza sul piano dell’egemonia culturale dell’estrema destra, che dell’Aquila ha fatto la sua città laboratorio, facendo pesare l’allineamento che vede Fratelli d’Italia al vertice di Comune e Regione, con Giorgia Meloni eletta in questo collegio uninominale.
Gli ospiti della tre giorni sono dunque il giornalista di Libero e direttore del MAXXI Alessandro Giuli ed Alessandro Rico, editorialista de La Verità, che si occuperanno appunto del panel “Spirito libero: cultura e egemonia”. Si prosegue il giorno dopo con Francesco Borgonovo, vice direttore sempre della Verità e si chiude, il terzo giorno, con il dibattito dal nome “Europa. Accelerazione. Potenza”, che vede la presenza Gian Piero Joime, un passato in CasaPound oggi a Fratelli d’Italia e autore Altaforte. A seguire Filippo Burla presenterà il suo libro “Tornare potenza: l’Italia e l’Europa”edito dalla casa editrice di CasaPound Altaforte, in cui interverrà il deputato leghista Alberto Bagnai.
Ventuno relatori, una donna, Claudia Pagliariccio, la Consigliera eletta con Fratelli d’Italia, proveniente dal gruppo “L’Aquila sociale”, diretta emanazione di CasaPound, che solo qualche giorno fa ha presentato un ordine del giorno, passato con un colpo di maggioranza, in cui l’assise comunale ha deliberato di erigere una targa a Sergio Ramelli e di entrare nelle scuole per raccontare la loro verità sugli anni 70′.
Si diceva festival del “libro”, con i loghi di Regione e Comune – con quest’ultimo che finanzia l’iniziativa con 20mila euro – anche se di libri e di scrittori ce ne sono pochi, come fa notare Valerio Renzi su FanPage che si prende la briga di far diventare il festival un caso nazionale.
Nella città in cui lo stesso sindaco annullò il Festival degli incontri, dove erano previsti Roberto Saviano e Zero Calcare, giudicati “non graditi”, è gradito invece Franco Nerozzi che interverrà nel panel di apertura ,”Il giornalismo ai tempi della guerra”.
Nerozzi, un passato da combattente mercenario in birmania, è oggi molto attivo sui social dove si rende sovente protagonista di insulti contro gli ebrei.
E’ sempre Valerio Renzi su FanPage a ricostruire alcune sue uscite. Come quella dello corso gennaio quando metteva il giornalista David Parenzo tra gli “imbroglioni erranti dal naso adunco”. O quella dello scorso settembre in cui commentava così un post di Emanuele Fiano, esponente del Pd di religione ebraica: “È così supponente e tronfio che ci va ancora bene se non pretende una pietra d’inciampo davanti all’ufficio”.
Il 25 aprile su twitter invece si è scagliato contro Gad Lerner così: “Cosa ridi? Chi impose la guerra all’Europa aveva cognomi simili al tuo. Nasi simili al tuo. Dovreste chiedere scusa agli europei di cui avete fatto strage”. rilanciando dunque la tesi neonazista secondo cui furono gli ebrei i responsabili dell’inizio della Seconda Guerra Mondiale.
E le ardite uscite di Nerozzi non finiscono qui. E’ dunque questa la cultura che il sindaco Biondi e il Presidente Marsilio pensano sia importane per il territorio aquilano? Sono questi i vantaggi di cui parlavano quando hanno scelto di far eleggere qui Giorgia Meloni, invece che un candidato o candidata abruzzese?
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