di Alessandro Tettamanti
A Mosciano finisce 0-0 una partita che i rossoblù non riescono mai davvero a prendere in mano, salvo accendersi in un finale convulso, quando soltanto un miracolo di Mercorelli nega a Sparacello il gol della vittoria. Un pareggio sostanzialmente giusto, che lascia però qualche rimpianto alla squadra di Andreucci e soprattutto le costa il primato in classifica, riconquistato dal Teramo con un punto di vantaggio.
La vetta se ne va dopo un mese, contro una squadra solida e forte anche tecnicamente che ha avuto soprattutto il merito di tenere gli aquilani lontani dalla propria porta per gran parte dell’incontro, interrompendo le trame offensive e concedendo pochissimo agli uomini d’attacco. Una squadra capace di difendersi con ordine ma anche di rendersi pericolosa quando ha trovato la possibilità di verticalizzare.
A complicare il lavoro dell’Aquila anche le dimensioni ridotte del campo di Mosciano, che non hanno favorito lo sviluppo della manovra in ampiezza, una delle caratteristiche del gioco rossoblù. Soprattutto nel primo tempo, come ha riconosciuto lo stesso Andreucci negli spogliatoi, la costruzione è stata troppo frenetica, accompagnata da numerosi errori tecnici e da una certa difficoltà nel trovare tempi e spazi per coinvolgere gli uomini offensivi.
Bene Gori in mezzo al campo, punto di riferimento nella gestione del pallone. La difesa ha sostanzialmente svolto il proprio compito, mentre Luppichini, schierato titolare al posto di Inturri, ha risposto presente quando è stato chiamato in causa. Tra le novità dell’undici iniziale anche Magnani, preferito a Brunetti al centro della difesa.
Nella ripresa Andreucci ha cercato di cambiare l’inerzia della gara inserendo Chiarella al posto di Campagna e, successivamente, Zini per Gasperoni. Scelte che hanno contribuito a dare maggiore vivacità all’attacco e che forse sarebbe potuto arrivare un po’ prima, in una partita nella quale L’Aquila faticava da tempo a trovare soluzioni. L’impressione infatti è che se il match fosse durato qualche minuto in più, forse L’Aquila un gol sarebbe riuscita a segnarlo.
E proprio Zini, al rientro dopo l’infortunio, avrebbe potuto rappresentare una prima scelta per provare a rompere l’equilibrio. Il suo ingresso ha portato quella cattiveria agonistica e quella voglia di incidere che erano mancate per lunghi tratti. Non a caso è stato proprio lui, nel finale, a servire a Sparacello il pallone della possibile vittoria, neutralizzato da un intervento straordinario di Mercorelli.
Un episodio che – insieme a quello del 41′ del primo tempo che ha visto sempre Mercorelli salvare il risultato grazie ai suoi potentissimi riflessi – lascia il rimpianto più grande, ma che non cambia il giudizio complessivo sulla partita: il pareggio è giusto. L’Aquila ha avuto le occasioni per vincerla, ma non ha fatto abbastanza, nell’arco dei novanta minuti, per imporre il proprio gioco a un avversario che ha saputo limitarla.
Resta comunque un percorso di assoluto valore. Dopo dieci giornate, la squadra di Andreucci è ancora imbattuta, con sette vittorie e tre pareggi. Il risultato di Mosciano interrompe una striscia di cinque successi consecutivi, ma non cancella quanto costruito finora. Il problema, semmai, è che davanti c’è un Teramo che continua a correre e che adesso guida la classifica con un punto in più.
Domenica prossima L’Aquila tornerà al Gran Sasso contro il K-Sport Montecchio Gallo, mentre il Teramo sarà impegnato sul campo dell’Atletico Ascoli. Per i rossoblù sarà importante ricominciare subito a vincere, senza perdere terreno e senza lasciare che il primo sorpasso subito dopo un mese diventi qualcosa di più di un semplice incidente di percorso.
La cronaca
L’Aquila parte meglio e al 2′ Sparacello impegna subito Mercorelli, che para. Con il passare dei minuti il Notaresco prende le misure agli avversari e riesce a limitare la costruzione rossoblù.
Al 29′ un traversone dalla destra viene respinto con difficoltà da Mercorelli. Sparacello raccoglie il pallone e calcia, ma la conclusione colpisce il compagno Curatolo. Un minuto più tardi è il Notaresco a rendersi pericoloso: Arrigoni verticalizza per Di Sabatino, che trova la risposta di Luppichini.
Nel finale di tempo L’Aquila torna ad alzare il baricentro. Al 40′ Binotto tenta la conclusione dalla distanza, sfiorando il palo. Al 41′ è invece Mercorelli a salvare il risultato con un intervento di grandi riflessi su una deviazione della propria difesa che rischia di trasformarsi in autogol. Si va al riposo sullo 0-0.
La ripresa si apre con un’altra occasione rossoblù: al 4′ Sparacello calcia da fuori area, Mercorelli si distende e devia in angolo. Due minuti dopo Campagna viene ammonito per simulazione.
Al 10′ il Notaresco si rende pericoloso sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto da Arrigoni: Luppichini interviene sul tentativo di colpo di testa di Di Cairano. Al 20′ è ancora il portiere aquilano a rispondere presente, distendendosi sulla conclusione di Di Sabatino, arrivata da uno schema su calcio d’angolo.
Al 26′ Andreucci inserisce Chiarella al posto di Campagna, mentre nel Notaresco Iaccarino sostituisce Di Sabatino. Al 35′ altri due cambi per L’Aquila: Vascotto rileva Binotto e Zini prende il posto di Gasperoni.
La partita sembra ormai destinata a chiudersi senza grandi sussulti, ma nel finale L’Aquila trova finalmente maggiore incisività. Al 44′ Zini serve Sparacello all’interno dell’area: l’attaccante calcia a botta sicura, ma Mercorelli compie un autentico miracolo e salva lo 0-0.
È l’ultima grande occasione della partita. A Mosciano finisce senza reti, davanti a 630 spettatori, ben 325 dei quali arrivati dall’Aquila. Più della metà del pubblico presente è di fede rossoblù, ma questa volta il sostegno dei tifosi non basta per conquistare i tre punti.
Andreucci: «Abbiamo lottato fino al 97’. Un punto conquistato, non due persi»
«Su un campo particolare abbiamo lottato fino alla fine. Quando un allenatore vede la propria squadra cercare di vincere fino al novantasettesimo, credo che debba essere comunque soddisfatto». Antonio Andreucci difende la prestazione dei suoi dopo lo 0-0 di Mosciano, sottolineando le difficoltà incontrate contro un Notaresco che ha saputo far valere esperienza e organizzazione.
«Sapevamo di affrontare una squadra con giocatori esperti, che oggi hanno messo questa loro esperienza sul campo. Noi abbiamo cercato di alzare il ritmo nel secondo tempo. Negli ultimi minuti, anche grazie ai cambi offensivi che abbiamo fatto, il messaggio era quello di provarci fino alla fine. La squadra ha risposto».
Per il tecnico, dunque, quello di Mosciano è soprattutto un punto guadagnato: «Bisogna ripartire con spirito positivo. È un punto conquistato, perché su questi campi i punti sono sempre conquistati. Può succedere veramente di tutto».
Andreucci riconosce però qualche difficoltà nella gestione del pallone, soprattutto durante la prima frazione: «Nel primo tempo qualche pallone potevamo gestirlo meglio. Potevamo essere meno frenetici nella ricerca della verticalizzazione, anche se ci eravamo preparati a giocare in questa maniera. Qualche volta potevamo ragionare un attimo di più».
Una gestione migliorata nella ripresa, anche per effetto degli spazi progressivamente concessi dagli avversari: «Nel secondo tempo abbiamo avuto più possibilità di girare il gioco e sfruttare il lavoro dei nostri esterni».
Quanto al sorpasso del Teramo in classifica, Andreucci invita a non perdere di vista il percorso compiuto finora: «La classifica è talmente corta che può succedere di tutto. La cosa migliore è pensare a noi stessi e al nostro percorso. Dobbiamo avere la consapevolezza di dove siamo partiti, questo non ce lo dobbiamo mai dimenticare».
E aggiunge: «Essere qui a lottare per una posizione di vertice era quello che volevamo fare, ma non era scontato. Lo stiamo facendo grazie ai ragazzi, che su ogni pallone e in ogni situazione danno il massimo».
Infine, un riconoscimento agli avversari: «Il Notaresco è una squadra molto solida, una squadra di categoria. Ha attaccanti pericolosi, abituati a giocare su questo campo, e si dispone sempre bene in copertura. Venire a giocare qui non è facile per nessuno. Sapevamo che sarebbe stata una partita nella quale la nostra mentalità sarebbe stata messa a dura prova. E così è stato».
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