“Il Guscio” contro Bologna: le pipe per il crack dividono tra “riduzione del danno” e “resa”

“Il Guscio” contro Bologna: le pipe per il crack dividono tra “riduzione del danno” e “resa”
31 Ago 2025

La decisione del Comune di Bologna di distribuire pipe per il consumo di crack sta sollevando un’accesa controversia. L’iniziativa, presentata dall’amministrazione come una misura di riduzione del danno, ha suscitato reazioni contrastanti. Tra le voci critiche, si fa sentire quella di Andreina Moretti, presidente dell’associazione antiviolenze “Il Guscio” di Roseto degli Abruzzi, che in una nota esprime tutto il suo sconcerto.

Per comprendere la posizione del Comune, è necessario analizzare il contesto. La distribuzione di “kit di fumo sicuro“, che includono le pipe, è parte di una più ampia strategia di riduzione del danno. L’obiettivo principale è duplice: da un lato, tutelare la salute dei consumatori, riducendo i rischi di infezioni e malattie trasmissibili. Dall’altro, arginare l’emergenza sanitaria e sociale legata all’uso di sostanze. Le autorità sanitarie e comunali ritengono che fornire strumenti sterili possa prevenire la diffusione di malattie come l’HIV o l’epatite C, che possono essere contratte attraverso l’uso di pipe artigianali condivise.

La presidente Moretti, nella sua nota, esprime un’opinione diametralmente opposta. “Ho visto amici perdersi, famiglie distrutte,” scrive, descrivendo un’esperienza personale con gli effetti devastanti della droga. Per lei, la distribuzione di pipe non è un aiuto, ma una vera e propria “resa” di fronte al problema. La sua argomentazione si basa sul principio che una strategia di successo non dovrebbe accettare il consumo, ma piuttosto affrontarne la radice.

Secondo Moretti, l’iniziativa di Bologna è paragonabile al ritorno a un’epoca in cui si distribuivano siringhe senza concentrarsi sulla prevenzione e sul recupero. “La prevenzione è fondamentale,” afferma, ma deve passare attraverso “educazione, sostegno, percorsi di uscita”, non limitarsi a garantire un’autodistruzione più “sicura”. L’associazione “Il Guscio” è in contatto quotidiano con famiglie che vivono il dramma della dipendenza, ricevendo richieste di aiuto da genitori e donne vittime di violenza a causa dei comportamenti dei loro cari.

La nota si conclude con un appello: i fondi pubblici dovrebbero essere destinati a creare “alternative, comunità, progetti educativi e terapeutici”. “Arrendersi non è mai la soluzione,” sottolinea Moretti, convinta che accettare la distribuzione delle pipe significhi accettare che la piaga della droga sia senza soluzione, un’idea che, a suo dire, fa “più male di ogni altra cosa”.


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