Ambiente, riperimetrazione del Gran Sasso. L’interrogazione di Bonelli e Piccolotti alla Camera

Ambiente, riperimetrazione del Gran Sasso. L’interrogazione di Bonelli e Piccolotti alla Camera
26 Ott 2023

I deputati Elisabetta Piccolotti e Angelo Bonelli, entrambi del Gruppo parlamentare Alleanza Verdi e Sinistra Italiana, venerdì 20 ottobre 2023  hanno presentato un’interrogazione alla Camera, legata alla proposta dell’amministrazione locale di sottrarre alcune aree dal Parco Nazionale del Gran Sasso, attualmente  Siti di importanza Comunitaria (SIC) e Zone di Protezione Speciale (ZPS).Tale discussione ha visto l’interesse di funzionari della Commissione Europea e del Consigliere comunale di maggioranza Luigi Faccia.

Dietro la proposta di riperimetrazione delle aree protette, sembrano tuttavia celarsi interessi legati ad un turismo di massa concentrato nei mesi invernali e legato principalmente alla pratica dello sci da pista. Un modello non sostenibile, che alla luce del rapido riscaldamento globale a cui stiamo assistendo, non è fattibile sia dal punto di vista economico che ambientale.  L’ingente presenza di turisti, tra le altre cose, porterebbe a disturbare la fauna selvatica, spingendo gli animali a ritirarsi o ad alterare i loro comportamenti naturali.

Negli ultimi anni, inoltre, il comprensorio del Gran Sasso ha visto un notevole incremento nell’afflusso di turisti, dimostrando che i vincoli ambientali imposti non rappresentano affatto un ostacolo allo sviluppo turistico: anzi, hanno contribuito all’affermazione del  turismo lento, sostenibile e rispettoso dell’ambiente, legato principalmente ad attività a impatto zero come escursioni e ciaspolate.

I confini della rete Natura 2000 sul Gran Sasso non sono stati istituiti a caso, ma per tutelare al meglio le popolazioni delle specie di maggiore interesse conservazionistico e per difendere i loro habitat. Tanto più che “la normativa europea chiede di aumentare l’estensione del territorio tutelato e l’Abruzzo è una delle poche regioni che ha una superficie protetta ai livelli auspicati dall’Europa, 30 per cento, quindi una riduzione della stessa risulterebbe incomprensibile”.

Nell’interrogazione  Al Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica, al Ministro per gli affari europei, il Sud, le politiche di coesione e il PNRR  si legge poi:

  • “La comunità scientifica internazionale evidenzia come le aree protette attuali non siano sufficienti ad arrestare il drammatico declino della biodiversità e delle relative funzioni ecologiche, di cui noi tutti beneficiamo (suolo fertile, depurazione di acqua e aria, riciclo dei nutrienti e altro);
  • I Progetti internazionali come l’«Half-Earth Program», che mira ad avere almeno il 50 per cento della superficie terrestre convertito in aree protette entro i prossimi decenni, o il «post-2020 Global Biodiversity Framework», che mira a una più efficiente integrazione della tutela della biodiversità nei piani di sviluppo dei singoli Stati, dimostrano come la strada da percorrere sia opposta a quella prospettata dall’amministrazione aquilana e regionale abruzzese;
  • Gli attuali livelli di tutela ambientale vanno incrementati e non ridotti, attraverso programmi basati su solide evidenze scientifiche, liberi da interessi personalistici e dalla esclusiva logica del profitto, prestando nel contempo attenzione alle esigenze socio-economiche dei territori”.

Nell’attuale scenario globale che vede dirigerci in un’unica direzione ecosostenibile, sembra quantomeno affrettato occuparsi solamente dei risvolti economici legati al turismo stagionale di massa, senza pianificare al contempo una strategia legata alla tutela dell’ambiente, sanando questa dicotomia apparentemente inconciliabile.

di M. Aio


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