La carenza di farmaci oncologici negli ospedali abruzzesi diventa un caso nazionale. Dopo le segnalazioni arrivate da pazienti e operatori sanitari dei presidi di Chieti e Lanciano, il tema è approdato nel dibattito pubblico grazie all’intervento del consigliere regionale Antonio Di Marco (PD) nella trasmissione L’Aria che Tira in onda su La7, condotta da David Parenzo e Marta Cosentino.
Nel corso della puntata, Di Marco ha denunciato le ripetute mancanze di farmaci salvavita in alcuni reparti oncologici della ASL di Chieti, una situazione che – secondo quanto riferito – si sarebbe verificata per due volte nel giro di pochi mesi, con conseguenze dirette per i pazienti in trattamento.
“Negare l’evidenza, come hanno fatto il presidente Marsilio e la ASL di Chieti, non è un buon servizio per la sanità pubblica”, ha dichiarato Di Marco, chiedendo un intervento immediato da parte della Regione per garantire la continuità terapeutica.
Il consigliere ha poi sottolineato come, nonostante le testimonianze dei malati e del personale sanitario, non siano ancora arrivate scuse ufficiali da parte dell’amministrazione regionale ai pazienti che hanno subito disagi o ritardi nelle terapie.
La vicenda, partita da alcune segnalazioni locali, era già emersa nel corso dell’estate, quando diversi familiari di pazienti avevano denunciato difficoltà nell’approvvigionamento di farmaci antitumorali.
Ora, con la ribalta televisiva nazionale, il caso riaccende i riflettori sulla gestione degli acquisti e delle forniture farmaceutiche negli ospedali abruzzesi, e in particolare sul ruolo della centrale unica di committenza regionale.
Di Marco ha annunciato che il Partito Democratico intende portare la questione anche in Parlamento, per chiedere un’indagine sul sistema di programmazione e distribuzione dei farmaci oncologici.
“Il diritto alla cura e alla salute non può subire ritardi o essere messo in discussione”, ha ribadito il consigliere, chiedendo al presidente Marco Marsilio di esercitare il proprio ruolo di verifica e “chiedere scusa ai pazienti per aver messo in dubbio testimonianze dirette e documentate”.
La Regione, dal canto suo, nei giorni scorsi aveva ridimensionato la portata del problema, parlando di “criticità temporanee” nella catena di approvvigionamento e assicurando che “nessun paziente è rimasto senza terapia”.
Una posizione che però non ha convinto le opposizioni, secondo cui la mancanza di trasparenza e la gestione frammentata delle forniture rischiano di compromettere la fiducia dei cittadini nel servizio sanitario regionale.
Nel frattempo, la diffusione del servizio su La7 ha acceso un ampio dibattito pubblico sui social e nelle associazioni dei pazienti oncologici, che chiedono chiarezza, programmazione e controlli puntuali sulla disponibilità dei medicinali salvavita.
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