Capestrano, il Festival del Tratturo Magno conquista anche l’estero

Capestrano, il Festival del Tratturo Magno conquista anche l’estero
03 Nov 2026

CAPESTRANO – Cultura, memoria e prospettive di sviluppo per le aree interne sono stati al centro della sesta edizione del Festival del Tratturo Magno, ospitata sabato 31 ottobre al Castello Piccolomini di Capestrano. La manifestazione, organizzata dall’Associazione Tratturo Magno 4.0, presieduta da Danilo Taddei, ha riunito studiosi, istituzioni, autori e appassionati per riscoprire il patrimonio storico della transumanza e il valore dei tratturi come collegamento tra territori e comunità.

L’edizione 2026 ha rafforzato anche la dimensione internazionale del Premio Letterario Il Tratturo Magno, con vincitori provenienti da Brasile, Repubblica Moldava e Spagna nelle diverse sezioni del concorso. La giornata è stata raccontata in diretta radiofonica da RL1 e Il Capoluogo, che hanno seguito gli incontri e dato voce ai protagonisti.

«Ogni anno registriamo una partecipazione sempre maggiore e questo ci dà una grande gioia, perché la cultura è il modo più bello per far conoscere il nostro Tratturo Magno», ha sottolineato il presidente Danilo Taddei, ricordando anche la pubblicazione del Festival sulla rivista internazionale dell’UNESCO nel corso dell’ultimo biennio.

Tratturo Magno, un patrimonio da rilanciare

La mattinata si è aperta con un approfondimento dedicato al volume Il Tratturo Magno. Da percorso antico della Transumanza a odierno cammino internazionale, coordinato dal professor Luca Pezzuto dell’Università degli Studi dell’Aquila. Al confronto hanno partecipato gli autori Alessandro Di Loreto, Francesco Zullo, Giuseppe Carlone e Massimo Mastroiorio dell’Archivio di Stato di Foggia, insieme a Carmine Lopez e Giovanni Legnini.

Dal dibattito è emersa la necessità di una visione strategica condivisa per valorizzare il sistema tratturale e, in particolare, il Tratturo Magno. Il volume si propone anche come un progetto rivolto al Governo nazionale, alle Regioni Abruzzo, Molise e Puglia, alle cinque Province coinvolte e ai 50 Comuni attraversati dal percorso.

L’obiettivo è avviare una collaborazione tra istituzioni e soggetti pubblici e privati, anche attraverso interventi per lotti, per realizzare nuovi cammini sulle tracce degli antichi percorsi della transumanza.

La consigliera regionale Maria Assunta Rossi ha sottolineato il valore del Tratturo Magno per l’identità abruzzese e per i legami con le altre comunità, fino alla Puglia. L’assessore del Comune dell’Aquila Francesco De Santis ha invece richiamato l’approvazione del Piano Quadro dei Tratturi, strumento urbanistico che, dopo cinquant’anni di attesa, consentirà di pianificare la riqualificazione di aree cittadine e di sviluppare nuove opportunità turistiche e urbane, compresa l’ipotesi di un monumento alla pastorizia.

Presente anche Patrizio Schiazza, commissario del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, che ha evidenziato l’importanza di recuperare il sedime del tratturo dove ancora possibile. Alla manifestazione ha partecipato inoltre Valerio Mele, Chief Operating Officer di Anas.

Spazio anche alla fotografia con la mostra L’Ultimo Pastore di Otmar Dresel e alla presentazione della III Antologia del Premio Letterario Tratturo Magno, che raccoglie le opere premiate nelle edizioni 2024 e 2025.

Premio Letterario, tutti i vincitori del 2026

Nel pomeriggio si è svolta la cerimonia di premiazione della sesta edizione del Premio Letterario Internazionale Il Tratturo Magno, articolato nelle sezioni Poesia, Prosa, Saggi e Progetti.

Poesia

Il primo premio è andato a Nunzia Nista per L’intagliatrice, lirica dedicata al rapporto con il nonno pastore e alla trasmissione dei saperi tra generazioni. Secondo posto per il brasiliano Igor Macedo con Quello che passa – O que permanece, in portoghese con testo a fronte in italiano. Terza classificata Valentina Panone con Tempi in contrasto. Menzione speciale a Francesco D’Angiò per Tre nomi per il vento.

Prosa

Il primo premio è stato assegnato a Silvia Ursache-Brega, della Repubblica Moldava, per Quelli che passano dopo la mezzanotte, racconto in lingua rumena con testo a fronte in italiano, che affronta attraverso un’ambientazione gotica il tema delle radici familiari e del recupero delle conoscenze pastorali.

Seconda classificata Mariangela Picucci con L’eco della vita; terzo Beniamino Pascale con I pastori, le greggi, la transumanza, i tratturi, gli amori… io canto. Le menzioni speciali sono andate a Roberto Pagliara, per Fango, Bronzo e transumanza, e a Carmen Sarnataro, per Lì passava la vita.

Il Premio Radici e Territorio è stato conferito a Rosetta Germano, imprenditrice e pastora di Castel del Monte, per Il formaggio della Transumanza. Figlia e nipote di pastori, Germano ha raccontato una vita segnata da 28 anni di transumanza e dalla scelta di continuare a produrre pecorino con latte crudo, seguendo la ricetta tramandata dagli antenati.

Saggi

Il riconoscimento principale è andato a Michele Eugenio Di Carlo per Breve storia dell’economia lungo il Tratturo Magno e le vie erbose della Transumanza, dedicato al ruolo storico ed economico dei tratturi e alle possibilità di valorizzazione contemporanea.

Secondo posto per Antonio Pio Porto con L’Economia della Transumanza. Il terzo premio non è stato assegnato.

Progetti

Il primo premio è stato assegnato ad Annarita Della Penna per Trama Magna, progetto che punta a valorizzare la lana della transumanza attraverso una filiera integrata tra tradizione, innovazione e sostenibilità.

Secondo posto per Nunzio D’Alessio con L’eco del Tratturo: Il Sangue e la Rima, progetto audiovisivo sulla tradizione poetica orale della transumanza. Terza classificata Giuseppina Riocci con Parco – Museo sulla Transumanza, proposta di un percorso museale immersivo con tecnologie digitali e iniziative educative.

La cerimonia è stata accompagnata dalle interpretazioni dell’attrice Tiziana Gioia. La giuria tecnica era composta da Rita Pelusi, Ottavia Iarocci, Teresa Maria Rauzino, Alessandro Di Loreto, Francesco Zullo e Francesco Vincitorio; quella onoraria da Alberto Sgambati, Carmine Lopez e Maria Carla Ciani.

A chiudere la giornata è stato Danilo Taddei, che ha ringraziato partecipanti e organizzatori e dato appuntamento alla prossima edizione, con l’auspicio di proseguire un cammino tra memoria e futuro, proprio come quello della transumanza.


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