di Alessandra Prospero
AVEZZANO (AQ) – Si è svolta ieri sera, 2 luglio, in un Teatro dei Marsi completamente gremito, la XX edizione del Premio Internazionale Carlo I D’Angiò, appuntamento ormai tra i più prestigiosi del panorama culturale nazionale, capace di coniugare storia, arte, spettacolo e valorizzazione del territorio. Il pubblico delle grandi occasioni ha fatto da cornice a una serata ricca di emozioni, che ha celebrato le eccellenze italiane e internazionali in un clima di grande partecipazione.
L’edizione 2026 ha assunto un significato ancora più speciale, coincidendo con il ventesimo anniversario dall’apertura del Teatro dei Marsi, luogo simbolo della vita culturale avezzanese, trasformato per una sera nel palcoscenico delle eccellenze italiane e internazionali.
Un inizio emozionante tra memoria e orgoglio nazionale
La serata si è aperta con un intenso viaggio nella storia del Premio grazie allo straordinario video celebrativo realizzato da Fabio Mammarella, che ha ripercorso vent’anni di incontri, riconoscimenti e personalità illustri che hanno contribuito a rendere il Premio D’Angiò un punto di riferimento nel panorama culturale.
A seguire, uno dei momenti più emozionanti della manifestazione: l’Inno d’Italia interpretato magistralmente da Beatrice Fallocco, la cui intensa esecuzione ha raccolto lunghi e sentiti applausi da parte del pubblico.
La conduzione impeccabile di Luca Di Nicola
A guidare la cerimonia è stato, come da tradizione, Luca Di Nicola, volto storico della manifestazione, che ha accompagnato il pubblico con eleganza, professionalità e grande padronanza del palco.
La conduzione ha saputo alternare con equilibrio i momenti istituzionali a quelli più emozionanti e spettacolari, mantenendo sempre alto il ritmo della serata e valorizzando ogni singolo protagonista.
Valentina Persia conquista il pubblico
Tra i momenti più apprezzati della serata spicca senza dubbio la partecipazione di Valentina Persia, premiata nell’ambito del riconoscimento “Uomini e Popoli tra Cultura e Storia”.
L’attrice e comica ha regalato al Teatro dei Marsi un’esibizione brillante, ricca della sua travolgente ironia, coinvolgendo il pubblico con simpatia e spontaneità. Le sue battute hanno strappato sorrisi e applausi continui, confermando ancora una volta il suo straordinario talento comunicativo.
Un parterre delle grandi occasioni
Ad assistere alla cerimonia un pubblico numeroso e qualificato, composto da rappresentanti delle istituzioni, amministratori pubblici, esponenti del mondo della politica, della cultura, delle Forze dell’Ordine, del giornalismo e dell’associazionismo.
Una presenza che ha ulteriormente confermato il prestigio raggiunto negli anni dal Premio Internazionale Carlo I D’Angiò, ormai riconosciuto come uno degli appuntamenti culturali più autorevoli del Centro Italia.
Un premio che racconta la storia
Il Premio Internazionale Carlo I D’Angiò viene conferito ogni anno a personalità che si sono distinte nei campi della cultura, della ricerca, dell’arte, dello spettacolo, del giornalismo, delle istituzioni e dell’impegno civile, contribuendo alla crescita del Paese e alla promozione dell’Abruzzo nel mondo.
Il riconoscimento consiste in una prestigiosa opera scultorea in bronzo realizzata dal maestro Egidio Ambrosetti: una raffinata scultura a tutto tondo che riproduce il disco-corazza del popolo dei Marsi con il rilievo di Re Carlo I D’Angiò a cavallo e, sul lato opposto, il simbolo abbaziale dell’Abbazia Cistercense di Santa Maria della Vittoria. Le guglie e le nuvole che completano l’opera richiamano simbolicamente il legame storico tra l’Italia e i popoli d’oltralpe, francesi e tedeschi, che proprio nel territorio marsicano si contesero il Regno di Sicilia.
Non è un caso che il Premio porti il nome di Carlo I d’Angiò. Alle sue origini c’è infatti uno dei capitoli più significativi della storia medievale italiana, quello che vide contrapporsi, nella piana dei Campi Palentini, tra Scurcola Marsicana e Tagliacozzo, due mondi destinati a cambiare il corso della storia: l’aquila imperiale del Regno di Svevia contro il giglio di Francia. Fu qui che, il 23 agosto 1268, il giovane Corradino di Svevia, ultimo erede della dinastia sveva e appena sedicenne, affrontò Carlo I d’Angiò nella celebre Battaglia di Tagliacozzo. Il coraggio del “re bambino” non bastò contro la superiore astuzia militare dell’esercito angioino: la celebre manovra dell’attacco di riserva ribaltò le sorti dello scontro, segnando la vittoria di Carlo. La sconfitta di Corradino, successivamente catturato e decapitato a Napoli, non rappresentò soltanto la fine della dinastia sveva, ma aprì una nuova stagione politica per il Regno di Sicilia e per l’intera Europa mediterranea. Fu proprio su quella pianura marsicana che si ridisegnò l’assetto del nuovo mondo medievale, consegnando la storia a uno dei suoi episodi più drammatici e simbolici.
Un’organizzazione corale
L’evento è stato organizzato e promosso dal Centro Studi Carlo I D’Angiò, dalla Diocesi dei Marsi e dal Comune di Avezzano, con il patrocinio del Consiglio Regionale d’Abruzzo, del Centro Europeo Cultura Turismo e Spettacolo, dell’AICCRE, dell’ANCI, della Fondazione Carispaq, della Commissione Pari Opportunità della Regione Abruzzo, della Provincia dell’Aquila, del Comune di Scurcola Marsicana, del Comitato Festeggiamenti Santa Maria della Vittoria, dell’UNCEM, della Fondazione Federico II, del Collegio dei Geometri della Provincia dell’Aquila, dell’A.I.E. Comitato Interpaese Italia-Algeria, del Rotary Club Avezzano, dell’Avis di Scurcola Marsicana e Cappelle dei Marsi e della Pro Loco Avezzano.
Da sedici anni il Premio ospita inoltre la sezione speciale del Consiglio Regionale d’Abruzzo “Uomini e Popoli tra Cultura e Storia”, dedicata a personalità distintesi nella valorizzazione del patrimonio culturale.
I protagonisti della XX edizione
Ad essere insigniti del Premio Internazionale Carlo I D’Angiò sono stati Claudia Gerini, Cesare Bocci, Nello Salza, Daniele Capezzone, Laura Morante, Thierry Pécout dell’Università di Saint-Étienne, Giorgio Pasotti, Pierluigi Biondi, Beatrice Luzzi e lo storico medievista Fulvio Delle Donne.
Per la sezione “Uomini e Popoli tra Cultura e Storia” sono stati premiati Valentina Persia, Davide Nanni, chef, e il cantautore Mimmo Locasciulli.
Il Riconoscimento Artistico Locale (RAL) è stato conferito a Patrizio Maria D’Artista, Pro Loco Avezzano, Associazione L’Aquila per la Vita, Nazareno Di Matteo, Alessandro Seritti, Lorenzo Berardinetti, Mafalda Di Berardino e Luigi Marino.
Il Sigillo Abbaziale Santa Maria della Vittoria è stato assegnato a Don Antonio Coluccia per il suo straordinario impegno sociale. Il riconoscimento sarà consegnato nell’ambito del Festival di Mezza Estate, insieme al maestro Jacopo Sipari di Pescasseroli.
Sono stati inoltre conferiti i RAL Omnibus al Merito a Emanuele Imprudente, Marianna Scoccia, Massimo Verrecchia, Antonio Di Marco, Rosa Pestilli e Nicolò Galasso.
Il RAL Omnibus al Merito – Personalità 2025/2026 è stato assegnato ad Antonella Ballone, componente della Commissione Europea delle Camere di Commercio.
Il lavoro di una grande squadra
La perfetta riuscita della manifestazione è stata possibile grazie all’impegno di un’organizzazione ampia e consolidata.
Un particolare ringraziamento è stato rivolto al presidente Lorenzo Fallocco, ad Arrigo Ferracuti per la segreteria di presidenza, a Franco Farina e Vincenzo Ventutini per il coordinamento dei cerimoniali, ad Attilio Fallocco, Sergio Tortora, Lorena Iannaccone e Sergio Fallocco per la logistica.
Importante anche il contributo della consulenza artistica affidata a Katia Scolta, Guido Iorio, Marco Simeoni e Chiara Tarquini, mentre la regia e la produzione audio e video sono state curate con grande professionalità da Fabio Mammarella.
Un ruolo fondamentale è stato svolto anche dall’ufficio stampa del Premio, affidato a Roberta Maiolini, che con efficienza, precisione e grande disponibilità ha seguito ogni fase della comunicazione dell’evento, garantendo un costante raccordo con gli organi di informazione e contribuendo alla valorizzazione mediatica di una manifestazione che, anno dopo anno, continua a crescere per prestigio e partecipazione.
Fondamentale, infine, il lavoro del gruppo dedicato all’accoglienza e ai cerimoniali composto da Vera Falcone, Antonella Ciofani, Giovanna D’Angelo, Massimo Marocchi, Giuseppe Virgallita, Gianna Facchini e Lorenzo Bifolchi.

Arrivederci alla XXI edizione
La ventesima edizione del Premio Internazionale Carlo I D’Angiò si chiude con un bilancio estremamente positivo, confermando la crescita di una manifestazione che negli anni ha saputo costruire un ponte tra storia, cultura, istituzioni e spettacolo.
Il lungo applauso finale del Teatro dei Marsi ha suggellato una serata memorabile, resa ancora più speciale dalla presenza di grandi protagonisti del panorama artistico e culturale italiano. Vent’anni di storia celebrati nel segno della memoria, dell’identità e della valorizzazione del territorio, con lo sguardo già rivolto alla XXI edizione del Premio D’Angiò, appuntamento che continua a rappresentare uno degli eventi culturali più prestigiosi dell’Abruzzo e del Centro Italia.
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