di Melania Aio
L’Abruzzo, terra di montagne imponenti e antichi borghi, è conosciuto per la sua ricca eredità di tradizioni che si tramandano di generazione in generazione. Tra queste, una delle più caratteristiche è la pratica del “Rintrocilo”, un’antica usanza gastronomica che, sebbene meno nota a livello nazionale, rappresenta un autentico tesoro della cucina tradizionale locale. Il Rintrocilo è un arnese culinario che permette di preparare la pasta fatta a mano, attraverso un processo antico e molto particolare. Il termine deriva dal dialetto abruzzese e indica il movimento rotatorio con cui viene realizzata la pasta. Si tratta di una pasta lunga, simile agli spaghetti ma più spessa, caratterizzata dalla sua forma irregolare e ruvida, perfetta per trattenere sughi densi e saporiti.
La sua preparazione avviene ancora oggi nelle case di campagna e nei piccoli borghi dell’entroterra abruzzese, specialmente in occasione di festività o eventi speciali, come matrimoni e sagre paesane. In Abruzzo, con il passare degli anni, alcuni tipi di pasta hanno preso il nome dello strumento utilizzato per la sua produzione: il “rintrocilo” è l’esempio calzante.
Prepararlo richiede una certa abilità e pazienza. Gli ingredienti base sono semplici: farina di grano duro e acqua. L’impasto viene lavorato a mano fino a ottenere una consistenza liscia e omogenea, poi viene tagliato in piccoli pezzi che vengono trasformati in cordoncini sottili. La particolarità, tuttavia, sta proprio nella fase successiva: ogni cordoncino viene “rintrociato”, cioè attorcigliato con un movimento delle dita, conferendo alla pasta la sua caratteristica forma spiralata e irregolare.
Questa lavorazione manuale richiede pratica e precisione, e solitamente è affidata alle donne più anziane del paese, che custodiscono il segreto della giusta pressione e del perfetto movimento per ottenere una pasta di qualità. Ogni famiglia ha la sua variante, tramandata di madre in figlia, rendendo ogni versione di Rintrocilo leggermente diversa da borgo a borgo.
In alcune zone dell’Abruzzo, il Rintrocilo viene anche accompagnato da condimenti a base di legumi, come i ceci o le fave, unendo così due elementi fondamentali della dieta contadina: la pasta e i legumi, simbolo di una cucina semplice ma sostanziosa. Oltre al suo valore gastronomico, il Rintrocilo ha un forte significato culturale e comunitario. La sua preparazione, come accennato, è spesso legata a momenti di festa e riunioni familiari, durante le quali generazioni diverse si riuniscono per lavorare insieme e tramandare questo sapere antico. In alcune località abruzzesi, la preparazione di questo tipo di pasta viene celebrata con sagre e manifestazioni popolari, dove i turisti e i locali possono assistere alla creazione di questa pasta unica e degustarla in abbinamento ai prodotti tipici della regione.
Come molte tradizioni culinarie regionali italiane, anche il Rintrocilo rischia di andare perduto a causa dei cambiamenti nel modo di vivere e cucinare. Tuttavia, negli ultimi anni, c’è stata una riscoperta di questi antichi saperi grazie all’impegno di associazioni locali e alla crescente attenzione verso il cibo artigianale e a chilometro zero.
Abruzzo Sera è anche su Whatsapp.
Iscriviti al nostro canale per essere sempre aggiornato.
In primo piano
Abruzzo terra di cinefili: è quinto in Italia per passione per il grande schermo
Addio a Ruggero, L’Aquila si stringe nel dolore
Abruzzo terra di cinefili: è quinto in Italia per passione per il grande schermo
Non una graduatoria stilata direttamente dalla SIAE, dunque, ma un indice che mette insieme più indicatori per fotografare il rapporto degli italiani con il cinema.
L’Aquila spreca, l’Atletico Ascoli resta tabù: 0-0 al Gran Sasso
Un punto, quello di oggi, che porta L’Aquila a quota 7 dopo tre giornate, alle spalle della Vigor Senigallia a punteggio pieno e insieme al Teramo.
Addio a Ruggero, L’Aquila si stringe nel dolore
L’Aquila piange Ruggero Canocchi, 16 anni, morto dopo il grave incidente in minicar sulla via Mausonia. Cordoglio di Comune e Rugby Experience.
