“Te lo ricordi Mario?”. Risate e commozione nel pomeriggio dedicato a Magnotta

“Te lo ricordi Mario?”. Risate e commozione nel pomeriggio dedicato a Magnotta
21 Ott 2026

L’Aquila, 21 ottobre 2026. Sala piena, risate continue e più di un momento di commozione. Domenica 18 ottobre Spazio Rimediato ha accolto «Te lo ricordi Mario?», il pomeriggio dedicato a Mario Magnotta, il bidello aquilano che nel 1987, con lo scherzo telefonico della lavatrice, divenne senza saperlo il primo fenomeno virale italiano. Il pubblico è arrivato dall’Aquila, da diverse parti dell’Abruzzo e anche da Roma, a conferma di un affetto che a quasi quarant’anni da quelle telefonate continua a crescere.

Ad aprire l’incontro sono stati i saluti istituzionali di Claudia Pagliariccio, consigliera comunale dell’Aquila, che ha ricordato come la cultura sia fatta anche di tradizione, di memoria e di attaccamento alla propria città, e come il docufilm «Semplice Cliente» abbia restituito a Mario una memoria nuova che da allora non si è più fermata. Poi, con la moderazione di Ngulo che Strina, la parola è passata agli ospiti.

Mirko Rocci ha presentato la copia unica del vinile «Magnotta, lo scherzo della lavatrice», con la copertina disegnata da Fabrizio Di Nicola. Il disco ha raccolto le prime firme davanti al pubblico, sarà completato con gli autografi degli autori dello scherzo e dei protagonisti di «Semplice Cliente» e poi messo all’asta, con il ricavato destinato a Romina Magnotta. Rocci ha annunciato anche il sito ufficiale mariomagnotta.com, realizzato per Romina, e l’app ufficiale «Magnotta – un semplice cliente», attesa entro circa un mese su Android e iPhone, la cui chat che risponde con la voce di Mario è già disponibile sul sito. Ha poi raccontato il lavoro di studio avviato nel 2025 con l’incontro all’Emiciclo sulla viralità del fenomeno, che proseguirà con un’analisi linguistica al centro di una tesi di dottorato, per la quale sta costruendo collaborazioni anche fuori dall’Aquila.

Romina Magnotta ha raccontato con sincerità gli anni difficili, quando da bambina non riusciva nemmeno ad ascoltare le cassette, e il cambiamento arrivato con il tempo, prima dopo la scomparsa del padre e poi con il docufilm. Ma soprattutto ha restituito il ritratto di un uomo amico di tutti, che riempiva la casa delle risate dei suoi amici. Il racconto dello «spezzatino» che Mario aveva gustato ignaro che fosse destinato al gatto ha fatto ridere tutta la sala, così come il ricordo del telefono che squillava giorno e notte da tutta Italia, fino alla chiamata di un noto conduttore TV a cui lei, convinta che fosse l’ennesimo scherzo, chiuse il telefono in faccia.

Antonio Recupero, autore del fumetto «Magnotta Wars» con Fabrizio Di Nicola, e Roberto Di Leo, che cura il Magnotta Official Store, hanno raccontato ciò che vedono nelle fiere del fumetto, dagli adulti che si fermano allo stand per quaranta minuti di ricordi ai quindicenni che conoscono le telefonate a memoria, fino ai genitori che spiegano ai figli chi sia quel signore della sagoma a grandezza naturale. Entrambi hanno ricevuto la loro prima cassetta nell’estate del 1992, Recupero su una spiaggia del messinese a quindici anni, Di Leo in un campeggio a Tagliacozzo, dove ne duplicò oltre trenta copie per gli amici.

Paolo Totti, musicista, direttore d’orchestra e filosofo del linguaggio, ha proposto una lettura dello scherzo come una vera composizione, fatta di rarefazione, di un crescendo rossiniano e di quel senso di meraviglia da cui, secondo Socrate, nasce la filosofia. Ha anche messo in guardia chi oggi ascolta solo il finale di «Lavatrice 4», perdendo la costruzione che lo rende irresistibile. Con Mirko Rocci sta scrivendo il libro «Siamo Tutti Mario Magnotta. 101 aforismi sulla prrraticità della Vita», in uscita in primavera, che raccoglie le frasi di Mario in ordine alfabetico, ciascuna con una nota filosofica, e le abbina alle situazioni della vita quotidiana in cui tornano utili.

Maurizio Videtta, uno degli autori dello scherzo, impossibilitato a esserci per motivi personali, ha inviato un saluto alla sala, ringraziando i presenti per continuare a ricordare Mario e a custodire uno scherzo che ha fatto storia. Dalla Lombardia si è collegato in diretta da Gallarate Davide Francesco Isola, ideatore della celebre banconota da «quattrocentoottantamila» lire, che ha ricordato l’arrivo delle cassette al Nord quando aveva poco più di vent’anni e la convinzione immediata che dietro quelle telefonate ci fosse una bella persona. Anche dal pubblico sono arrivate testimonianze, come quella di chi per anni ha avuto il negozio di fronte a casa Magnotta e ricorda Mario come l’ultimo cliente di ogni giornata. Intanto, mentre si raccontava, Roberto Pavoni ha dipinto dal vivo un ritratto di Mario, dedicato a Romina, che ha preso forma pennellata dopo pennellata davanti alla sala.

«Volevo dare alle parole di Mario un supporto che non avevano mai avuto. Sono partite da una musicassetta e sono passate per gli MP3, YouTube e i social, ma mancava il formato analogico per eccellenza, e con questo 33 giri il cerchio si chiude», ha spiegato Mirko Rocci. «Quelle telefonate contengono molto più di uno scherzo. Senza saperlo, gli autori hanno messo in campo tecniche di comunicazione e di ingegneria sociale che oggi varrebbero una fortuna, e capire perché dopo quarant’anni siamo ancora qui ad ascoltarle, senza smettere di ridere, può insegnarci molto anche sulla comunicazione di oggi.»

«Da direttore d’orchestra posso dirlo, quella cassetta è costruita come una sinfonia», ha aggiunto Paolo Totti. «C’è un crescendo che noi sentiamo salire e Mario no, e alla fine arriva la meraviglia, che per Socrate è il principio della filosofia. Mario aveva una logica di ferro e la saggezza di chi sa mettere il sale nelle cose, ed è per questo che le sue frasi funzionano ancora nella vita di tutti i giorni.»

Un ringraziamento va a Spazio Rimediato per l’ospitalità, a Ngulo che Strina per la conduzione e a tutte le persone che hanno riempito la sala. Notizie, foto e prossimi appuntamenti sono su www.mariomagnotta.com.


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