San Servolo accoglie “Bubu-negli intrecci del fanciullino” dell’aquilana Emanuela Giacco

San Servolo accoglie “Bubu-negli intrecci del fanciullino” dell’aquilana Emanuela Giacco
23 Ott 2025

di M. A.

È stata inaugurata questa mattina nel parco dell’Isola di San Servolo “Bubu – negli intrecci del fanciullino”, una scultura tessile di grande impatto visivo firmata dall’artista aquilana Emanuela Giacco.

L’opera, donata al Comune di Venezia, è stata realizzata interamente con cime nautiche di recupero intrecciate su una struttura in ferro zincato e rifinita con resina epossidica e vernici acriliche, presenta dimensioni imponenti: 245 cm di larghezza, 240 cm di profondità e 255 cm di altezza, per un peso complessivo di circa due tonnellate. Pensata per integrarsi con l’ambiente esterno, la scultura è progettata per resistere agli agenti atmosferici e instaurare un dialogo diretto con il paesaggio e l’identità marittima di Venezia.

“Bubu” entra così a far parte delle raccolte d’arte contemporanea comunali, arricchendo un percorso già impreziosito da numerose installazioni site-specific. Tra queste figurano opere di artisti di rilievo internazionale come Arnaldo Pomodoro, Pietro Consagra, Han Meilin, Oliviero Rainaldi, Bořek Šipek, Sandro Chia, Fabrizio Plessi, Gianni Aricò, Umberto Mastroianni, Carin Giudda e Ann Karin Furunes. La scultura sarà ospitata nel parco dell’isola da San Servolo Servizi, società partecipata della Città metropolitana, che ha accolto l’installazione a titolo gratuito.

Il parco di San Servolo, tra i più estesi di Venezia, si distingue per la varietà e la ricchezza del suo patrimonio botanico: dalle palme delle Canarie alle agavi americane, dai tiglici europei ai pini d’Aleppo, fino agli ulivi secolari e alle sofore dorate. Un luogo dove arte e natura convivono in armonia, offrendo ai visitatori un’esperienza di quiete, bellezza e riflessione.

Durante l’inaugurazione, Emanuela Giacco ha spiegato il significato della sua opera:

“Cime nautiche di recupero proprio perché il mio progetto è volto alla sostenibilità. Credo che l’arte si interroghi sul momento presente, e delle volte anticipa anche i cambiamenti. Oggi, a mio giudizio, non possiamo non parlare della crisi climatica: l’elemento cima porta con sé i significati del legame e della sostenibilità, l’unione di tutti noi per mandare avanti e tutelare il nostro ambiente. Il fatto di aver evocato la simbologia dell’orsetto, vuole rievocare il bambino che è in tutti noi, riportarci a quelle sensazioni di fiducia, di amore incontrollato. Guardare il mondo dagli occhi di un bambino”.

Con “Bubu – negli intrecci del fanciullino”, Venezia arricchisce il proprio patrimonio d’arte pubblica con una nuova testimonianza di creatività e sensibilità ambientale.

L’artista

Nata all’Aquila e laureata in ingegneria, Emanuela Giacco si è formata artisticamente a Roma. Le sue opere sono state esposte in diverse città italiane ed europee, tra cui Palermo, Bruges, Parigi, Porto Rotondo e Firenze. La sua ricerca artistica si fonda sull’idea dell’“intreccio” come metafora del mondo contemporaneo, in cui ogni elemento, materiale o umano, è parte di una rete in continua evoluzione.


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