Dalle origini dell’Aquila alle sfide contemporanee della gestione idrica. È questo il percorso raccontato in L’Aquila. Città d’acqua, il nuovo volume realizzato da Gran Sasso Acqua spa nell’anno in cui il capoluogo abruzzese è Capitale italiana della Cultura 2026.
La pubblicazione ripercorre la storia dell’approvvigionamento idrico della città e del comprensorio, dalle prime opere idrauliche fino all’attuale sistema di captazione e distribuzione. Un racconto corale che intreccia storia, architettura, ingegneria e innovazione tecnologica per raccontare il rapporto tra L’Aquila e una risorsa essenziale come l’acqua.
Il volume è stato presentato ieri pomeriggio nel nuovo anfiteatro realizzato all’incrocio tra via San Giuliano e via Madonna Fore, alla presenza degli autori e di rappresentanti delle istituzioni.
Dal primo acquedotto alle reti moderne
Il libro si sviluppa in sei capitoli e parte dalle origini della città, affrontando anche la genesi del suo nome e il ruolo dell’acqua nella storia dell’insediamento aquilano. Un percorso che passa dalle fontane cittadine e arriva al primo acquedotto, risalente al 1307, fino alle infrastrutture che oggi garantiscono la captazione e la distribuzione della risorsa nel territorio.
Ampio spazio è dedicato anche alle trasformazioni avvenute negli ultimi ottant’anni: dalla realtà de “La Ferriera” alla nascita della società per azioni e, successivamente, all’evoluzione della Gran Sasso Acqua nell’epoca contemporanea.
Tra i temi affrontati figurano inoltre la modernizzazione e la digitalizzazione delle reti e gli interventi destinati alla messa in sicurezza dell’acquifero del Gran Sasso, insieme alle nuove sfide legate alla sostenibilità e all’innovazione.
Un volume corale
Alla realizzazione della pubblicazione hanno contribuito i giornalisti Angelo De Nicola e Fulgo Graziosi, Maurizio Leopardi, già presidente della Gran Sasso Acqua e professore di Costruzioni idrauliche e marittime e idrologia all’Università dell’Aquila, i direttori tecnico e amministrativo di Gsa, Mario Di Gregorio e Raffaele Giannone, e Pierluigi Caputi, commissario per la sicurezza del sistema idrico del Gran Sasso.
Il volume è introdotto dal presidente di Gran Sasso Acqua, Ivo Pagliari, mentre la prefazione è firmata dal sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi.
«Quello che viviamo è un periodo di transizione dal quale nessuno può sottrarsi e dal quale uscirà tanto più rafforzato e pronto alle sfide del futuro chi più saprà pronosticare scenari interpretando il presente e preparando le basi per un domani in cui i modelli di produzione e consumo dovranno necessariamente essere più sostenibili», sottolinea Pagliari.
Per il presidente di Gran Sasso Acqua, l’acqua rappresenta il fulcro di questa trasformazione. «Bene primario che troppo spesso si continua a dare per scontato», osserva, ricordando come la storia dell’approvvigionamento idrico aquilano affondi le proprie radici in epoche remote.
Memoria e futuro
L’obiettivo della pubblicazione è unire il rigore scientifico alla divulgazione, rendendo la storia della gestione dell’acqua accessibile alla comunità e alle nuove generazioni.
«Abbiamo voluto ripercorrere quasi un millennio, dalla fondazione della città ai giorni nostri – spiega Pagliari – passando proprio per le sfide ingegneristiche che hanno dotato l’intero comprensorio dell’acquedotto che è arrivato a fornire anche i più piccoli comuni di montagna, fino ad arrivare alle nuove sfide che oggi Gran Sasso Acqua si trova davanti, come appunto la sostenibilità e l’innovazione».
Il volume nasce quindi con l’intento di conservare e tramandare conoscenze, ma anche di offrire uno strumento per comprendere la complessità della gestione di una risorsa destinata ad assumere un ruolo sempre più centrale nelle scelte future.
«Tramandare saperi è fondamentale per diffondere consapevolezza», conclude Pagliari, «in questo caso dell’importanza di una gestione oculata di una risorsa importante come l’acqua».
La pubblicazione si inserisce così nel programma di L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026, lasciando alla città e alle future generazioni una testimonianza della lunga storia che lega il capoluogo abruzzese alla sua risorsa idrica.
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