Centinaia di migliaia di fedeli, provenienti da ogni angolo del mondo, hanno sottolineato con applausi scroscianti i passaggi più significativi dell’omelia, in cui il Cardinale Re ha rievocato i pilastri del pontificato di Bergoglio: gli accorati appelli contro la guerra, la profonda attenzione verso i migranti e l’instancabile sostegno ai bisognosi.
“Di fronte all’infuriare delle tante guerre di questi anni, con orrori disumani e con innumerevoli morti e distruzioni, Papa Francesco ha incessantemente elevato la sua voce implorando la pace e invitando alla ragionevolezza, all’onesta trattativa per trovare le soluzioni possibili, perché la guerra – diceva – è solo morte di persone, distruzioni di case, ospedali e scuole. La guerra lascia sempre, è una sua espressione, il mondo peggiore di come era precedentemente: essa è per tutti sempre una dolorosa e tragica sconfitta”, ha affermato il Cardinale Re, con la voce rotta dall’emozione, suscitando un’ondata di applausi che ha risuonato tra le navate delle due basiliche.
Il ricordo del Cardinale Re ha poi toccato un altro punto cruciale del magistero di Papa Francesco: “ ‘Costruire ponti e non muri’ è un’esortazione che egli ha più volte ripetuto e il servizio di fede come Successore dell’Apostolo Pietro è stato sempre congiunto al servizio dell’uomo in tutte le sue dimensioni”. Queste parole hanno riacceso l’applauso della folla, che ha voluto così rendere omaggio alla memoria di un Pontefice che ha saputo incarnare la speranza e la solidarietà, lasciando un segno indelebile nel cuore di milioni di persone.
La cerimonia funebre, caratterizzata da momenti di intensa spiritualità e profonda commozione, ha visto la partecipazione di capi di Stato, autorità religiose e rappresentanti di diverse confessioni, uniti nel ricordo di un uomo che ha dedicato la sua vita alla costruzione di un mondo più giusto e pacifico
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