Sicurezza sismica, arriva la carta d’identità degli edifici Univaq. Alesse: “L’obiettivo è la sicurezza degli studenti”

Sicurezza sismica, arriva la carta d’identità degli edifici Univaq. Alesse: “L’obiettivo è la sicurezza degli studenti”
03 Apr 2025
Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa dell’Univaq

Un documento tecnico ma anche divulgativo, che contiene, in maniera organica, tutte le informazioni sugli immobili di proprietà dell’ateneo: i dati urbanistico-edilizi, il livello di sicurezza strutturale e impiantistica, l’efficienza energetica, le planimetrie, i collaudi, ma anche la storia, gli interventi di ristrutturazione subiti, le destinazioni d’uso, gli uffici e le funzioni ospitati.

E’ la carta di identità degli edifici dell’Università dell’Aquila, presentata oggi in una conferenza stampa alla quale hanno partecipato il rettore Edoardo Alesse; il direttore generale Pietro Di Benedetto; l’ex prorettore delegato all’Edilizia Pierluigi De Berardinis; le ingegnere Luisa Capannolo e Alessandra Tata, dell’Area programmazione e gestione edilizia.
Un risultato frutto di oltre due anni di lavoro congiunto di vari uffici e strutture UnivAQ: l’Area gestione e programmazione edilizia; l’Area database, applicazioni e reti; l’Ufficio igiene e sicurezza sul lavoro e l’Ufficio comunicazione.
Le schede degli edifici sono disponibili sul sito UnivAQ su questa pagina.
Gli immobili “censiti” sono: Palazzo Camponeschi; Palazzo Ciavoli Cortelli; Centro congressi Zordan; tutti gli edifici del polo di Roio e del polo di Coppito; il dipartimento di Scienze umane; edificio Rita Levi Montalcini (delta 6 dell’ospedale S. Salvatore); Giardino alpino Vincenzo Rivera.
“Siamo molto soddisfatti di questo risultato” commenta il rettore Edoardo Alesse “che si va ad aggiungere alle tante cose già fatte in tema di sicurezza, prevenzione e monitoraggio. Non è ovviamente un punto arrivo ma una base per andare ancora oltre, verso un meccanismo di acquisizione progressivo di tutele. Tra due giorni ricorrerà il sedicesimo anniversario del terremoto. Il nostro ateneo pagò un prezzo altissimo, in termini di vite umane perdute, ragazzi che erano venuti qui a costruire il loro futuro e morirono nelle case e nelle strutture dove vivevano. Il nostro obiettivo è far sì che, almeno dentro le sedi UnivAQ, essi possano sentirsi il più al sicuro possibile, proprio essendo informati su come sono fatti i nostri edifici”.
“E’uno di quei rari esempi in cui l’idea contenuta nei piani strategici si riversa in strumenti operativi” afferma il direttore generale Pietro Di Benedetto “E’ stato anche un grande lavoro di squadra. L’idea di redigere la carta di identità degli edifici è parte di un progetto più ampio, la cui storia inizia proprio all’indomani del terremoto del 6 aprile 2009, quando prendemmo atto che c’erano proprio delle difficoltà a reperire informazioni sul nostro patrimonio edilizio. Con questo strumento, vogliamo far fronte proprio a quest’incertezza. Tutte le informazioni raccolte sono state sistematizzate e organizzate in un’interfaccia. Siamo partiti dalla necessità di comunicare preventivamente alcune notizie. Chi viene nei nostri edifici, dagli studenti al personale ai soggetti esterni che lavorano con noi, deve sapere come sono fatti, quali interventi di ristrutturazione hanno subito, qual è il loro stato di salute. E’, ovviamente, un progetto dinamico, che verrà ulteriormente implementato man mano che avremo a disposizione nuove informazioni sugli edifici già censiti e che torneremo in possesso di quelli ancora inagibili”.
“E’ un progetto di sicurezza e conoscenza” osserva Pierluigi De Berardinis, consigliere del rettore per l’edilizia “Ma è solo il primo di tre livelli: il secondo sarà costituito dal fascicolo del fabbricato vero e proprio mentre il terzo avrà a che fare con le nuove tecnologie che permetteranno di usare tutte queste informazioni per programmare la gestione, la manutenzione e il monitoraggio intelligente degli edifici, sia a livello strutturale che delle prestazioni”.

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