Mentre i cieli del Medio Oriente si illuminano per ragioni tutt’altro che pirotecniche, la nostra Difesa rimane… a terra. È l’ironia amara di una crisi internazionale che vede il Ministro Guido Crosetto bloccato a Dubai. Non per un vertice d’urgenza o una missione diplomatica segreta, ma per una più prosaica vacanza terminata con lo spazio aereo sbarrato. Proprio quando il conflitto tra USA, Israele e Iran subisce l’ennesima escalation, l’Italia si ritrova con il titolare del dicastero della Difesa “esiliato” negli Emirati Arabi. Un rientro previsto per mezzogiorno che sfuma nel nulla tra voli cancellati e radar spenti. Se la politica è l’arte del possibile, la gestione delle ferie ministeriali sembra essere l’arte dell’imprevisto più fantozziano. Mentre a Roma si convocano comitati d’urgenza e si monitorano le basi italiane all’estero, il Ministro è costretto a guidare la macchina bellica nazionale via Wi-Fi dall’aeroporto di Dubai. Ci chiediamo: in un momento di tensione globale così acuta, il “presidio del territorio” non dovrebbe partire proprio dagli uffici di Via XX Settembre? La sovranità, a quanto pare, soffre di jet-lag.
Resta il dato politico: un Paese del G7 con il comando della Difesa bloccato in una località di villeggiatura durante l’inizio di una potenziale guerra regionale. Una figura che, purtroppo, non ha bisogno di traduzione diplomatica.
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