Caso Baomarc, Fina: “La nostra prima preoccupazione deve essere la tutela delle 142 lavoratrici e lavoratori”

Caso Baomarc, Fina: “La nostra prima preoccupazione deve essere la tutela delle 142 lavoratrici e lavoratori”
18 Ott 2026

“Anzitutto la tutela di 142 lavoratrici e lavoratori degli stabilimenti di Lanciano e Atessa, che insieme alle loro famiglie vivono nell’incertezza del futuro e vedono vacillare il loro posto di lavoro – così dichiara in una nota affidata alla stampa il Senatore PD Michele Fina – La genesi di questa crisi rimane difficilmente comprensibile, a fronte di uno stabilimento che continua a lavorare a pieno regime, su tre turni, compreso il sabato. Occorre tenere presente che un blocco degli impianti rischia di fermare le produzioni di molti stabilimenti automotive dell’area, a partire dallo stabilimento Stellantis, ex Sevel, con un impatto sulla filiera molto maggiore di quello pur grave che riguarda i due poli direttamente interessati.

Chiediamo ai soci e alla casa madre cinese Baosteel di fermare la ratifica della liquidazione per cercare una soluzione che garantisca continuità produttiva al sito, anche individuando un termine per cercare un nuovo investitore o un acquirente che rilevi la società. La scelta di mettere tutto nelle mani di un curatore fallimentare del tribunale davvero non si giustifica, soprattutto alla luce delle condizioni reali sia finanziarie e in termini di commesse.
Mi auguro che il Ministero delle imprese e dello sviluppo economico intervenga in modo netto con tutti gli strumenti che ha a disposizione, anche in qualità di di garante originario dell’accordo di reindustrializzazione, grazie al quale Baomarc ha potuto acquisire il capannone a un prezzo simbolico di un euro per reindustrializzare il sito ex Honeywell di Atessa, con l’impegno di riassorbire i lavoratori e garantirne l’occupazione. Mi sembra evidente che quell’accordo sia stato tradito, prima di arrivare a una contrapposizione che non giova a nessuno però, ci auguriamo che siano esplorate tutte le strade utili a trovare una conciliazione in grado di garantire la continuità produttiva e i livelli salariali attuali”.

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