“Ancora una volta i vertici della Partecipata Regionale dei Trasporti, TUA SpA, sfuggono al confronto delle commissioni regionali. Sfuggono, in particolare, all’allarme lanciato dai pendolari della tratta L’Aquila-Roma. Il vertice aziendale è ovviamente indaffaratissimo, tra un’esternazionalizzazione e un’altra, tra la progressiva privatizzazione dei servizi e la campagna elettorale nella propria città. Nel frattempo, i bisogni dei pendolari possono aspettare ed essere affidati alla funzionaria aziendale Dottoressa Di Paolo che, pur meritevole, non può determinare le scelte aziendali.
Certo, almeno oggi, in sede di Seconda Commissione della Regione Abruzzo, convocata ad hoc sul tema, ci si sarebbe potuti confrontare più proficuamente sui bisogni delle persone che per vivere hanno bisogno di lavorare e che, per farlo, hanno bisogno di potersi muovere. Invece, abbiamo assistito, ancora una volta, ad una inutile rappresentazione di vincoli dell’azienda Regionale circa i limiti di una norma che ha trasformato ciò che è naturalmente un servizio essenziale in una relazione commerciale. Si tratta, in verità, di un racconto vecchio, sentito e risentito, ma distante anni luce dai bisogni dei cittadini e delle cittadine.
Siamo passati, per effetto delle nefaste determinazioni della politica regionale, da un servizio capillare di oltre 40 corse giornaliere ad un servizio assolutamente deficitario di circa 20 corse giornaliere. Questo è ciò che produce l’arretramento del servizio pubblico, questo è, in soldoni, l’effetto dell’“adoratissimo” MERCATO.
Purtroppo, per gli sventurati pendolari che si muovono tutti i giorni per motivi di lavoro e di studio, il sistema del mercato si è dimostrato essere quello che avevamo previsto, cioè predatorio nelle fasce orarie appetibili e latitante nelle fasce orarie meno appetibili, ma necessarie per permettere alle persone di poter lavorare e studiare altrove per poi tornare nel nostro meraviglioso Abruzzo.
Noi abbiamo rappresentato alla commissione ciò che andrebbe fatto e che avrebbe dovuto essere fatto. E cioè una rivisitazione complessiva dei servizi minimi propedeutica per definire ciò che davvero è un SERVIZIO ESSENZIALE. Se ciò venisse fatto, certamente la tratta L’Aquila-Roma meriterebbe quell’aggettivo. Noi siamo convinti che, oltre agli aggiustamenti possibili sull’attuale programma di esercizio a mercato, che andrebbe immediatamente e abbondantemente implementato, la vera necessità sia restituire alla tratta L’Aquila-Roma la qualità di servizio essenziale, con la relativa contribuzione. Non si dispone di altre modalità di trasporto collettivo e, infatti, la tratta è frequentata, anzi frequentatissima, da tanti pendolari, ogni giorno, tanto da non poterne più fare a meno.
Certo, il mercato esiste, eccome se esiste. Lo confermano i prezzi da capogiro applicati da alcuni operatori negli orari abbandonati dall’azienda regionale.
Il mercato attuale non ci piace perché non favorisce le aree interne, né il bisogno di mobilità delle persone che vi abitano.
In questa fase storica, poi, certamente non ordinaria, o si danno risposte serie, concrete e immediate alle fasce più deboli della popolazione, che pure, con sacrificio, continuano a vivere le aree interne, oppure, al di là dei proclami, sempre comodi e d’effetto, l’unica soluzione rimane, ancora una volta, migrare altrove”.
Così, in una nota stampa, il Segretario Generale CGIL L’Aquila Francesco Marrelli e il Segretario Provinciale CGIL L’Aquila Fontana Domenico.
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