Un nuovo anno scolastico è alle porte e il dibattito sul rapporto scuola-famiglia si anima sempre di più.
Ad infiammarlo è Paolo Crepet, psichiatra e sociologo, seguito da altri psicologi che hanno voluto esprimersi sullo “stato di salute” del rapporto tra famiglie di alunne e alunni e il corpo docente.
“Questi attuali sono i peggiori genitori della storia: accondiscendenti, senza carisma. E hanno insegnato ai propri figli che bisogna aspettare l’eredità. Questo approccio è l’opposto dell’educazione”, dichiara Crepet ai microfoni di La Repubblica.
Lo psichiatra non è il solo. Un altro tema che tuttora crea discussioni è quello del registro elettronico, adottato ormai da anni dalle scuole. “Non abbiamo più soltanto gli alunni ma, per ognuno di loro, abbiamo anche 2 genitori e la loro ombra più o meno lunga”, dichiara a tal proposito il pedagogista Daniele Novara.
Il registro elettronico, infatti, è lo strumento con cui i genitori hanno la possibilità di sapere, in tempo reale e senza passare per il proprio figlio, se l’alunno è entrato a scuola, quali voti ha preso o quali compiti deve svolgere, soffocando qualsiasi forma di gestione autonoma delle responsabilità. Per di più, con la percezione da parte degli studenti è di essere sempre osservati e sotto controllo.
“I ruoli si sono confusi: la famiglia è la sede primaria dell’educazione, la scuola è la sede dell’elaborazione della conoscenza. Se i due ruoli non vengono tenuti distinti, si crea il cortocircuito”, aggiunge Lorenzo Varaldo, dirigente scolastico di un istituto a Torino.
È evidente come, nella continua trasformazione dei rapporti umani e con l’avanzamento della tecnologia, le modalità relazionali del passato sono ormai superate. Secondo l’Associazione nazionale presidi, la soluzione sarebbe disciplinare meglio la presenza dei genitori nella realtà scolastica”.
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