L’Aquila, architetti a confronto sul futuro della città

L’Aquila, architetti a confronto sul futuro della città
15 Ott 2026

L’Aquila torna al centro del dibattito nazionale sulla ricostruzione e sulla rigenerazione urbana. È iniziata questa mattina, nella Sala Ipogea del Consiglio regionale d’Abruzzo, la Conferenza nazionale degli Ordini degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, in programma giovedì 15 e venerdì 16 ottobre.

L’appuntamento, promosso dal Consiglio nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori (CNAPPC), riunisce nel capoluogo abruzzese rappresentanti degli Ordini territoriali, istituzioni nazionali e locali ed esponenti del mondo della cultura e della tutela del patrimonio. Una due giorni di confronto che si inserisce nel programma di L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026 e che punta a valorizzare l’esperienza della ricostruzione aquilana come riferimento per le trasformazioni urbane e territoriali.

Biondi: «L’Aquila è un laboratorio di idee e innovazione»

Ad aprire i lavori è stato il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, che ha sottolineato il ruolo svolto dagli architetti non soltanto nella ricostruzione materiale della città, ma anche nel ripensamento della sua dimensione sociale.

«L’Aquila è stata una grande sfida che è stata raccolta dalle categorie della città, non soltanto dalle istituzioni pubbliche», ha dichiarato Biondi, evidenziando il contributo dell’Ordine degli Architetti nella ricostruzione e nella progettazione del futuro cittadino.

Secondo il sindaco, fin dalle prime fasi successive al terremoto del 2009, l’obiettivo è stato ricostruire non soltanto gli edifici, ma anche le condizioni necessarie per ricomporre il tessuto sociale e favorire la nascita di nuove comunità.

Biondi ha richiamato anche le iniziative avviate negli ultimi anni, dalle scuole nazionali di formazione dei Vigili del Fuoco e della Pubblica Amministrazione ai progetti di rigenerazione del patrimonio immobiliare post-sisma destinato soprattutto ai giovani. In questo contesto, ha ricordato la disponibilità di 150 posti letto per studenti meritevoli attraverso la Fondazione Ferrante d’Aragona.

Il primo cittadino ha inoltre evidenziato l’interesse internazionale verso l’esperienza aquilana, citando la collaborazione con il Giappone e le visite di delegazioni di ingegneri e rappresentanti istituzionali interessati a conoscere il modello di ricostruzione.

«Contrariamente a quanto si possa immaginare, non siamo stati noi ad andare a lezione dai giapponesi, ma sono stati loro a venire qui per conoscere da vicino il nostro modello di ricostruzione», ha affermato.

Panci: «La ricostruzione deve essere anche sociale»

Il presidente del CNAPPC, Alessandro Panci, ha ricordato la mobilitazione degli architetti italiani dopo il sisma del 2009, quando tecnici provenienti da tutta Italia parteciparono alle verifiche di agibilità degli edifici, contribuendo al rientro in sicurezza delle persone nelle proprie abitazioni e all’avvio della ricostruzione.

L’esperienza dell’Aquila, ha spiegato, rappresenta oggi un patrimonio di conoscenze utile anche per affrontare la ricostruzione dei territori colpiti dai terremoti del Centro Italia.

«La ricostruzione non è solo fisica o edilizia: al fianco del ripristino degli immobili, vi è un tessuto economico e sociale che va sostenuto e portato avanti di pari passo», ha sottolineato Panci.

Il presidente del Consiglio nazionale ha osservato i progressi compiuti dalla città, in particolare nel centro storico, dove si assiste a un graduale ritorno della residenzialità. Un processo che richiede ancora tempo, ma che, secondo Panci, può favorire nuove opportunità grazie anche all’attenzione nazionale e internazionale rivolta al capoluogo abruzzese.

Carosi: «Serve una città policentrica»

Il presidente dell’Ordine degli Architetti PPC della provincia dell’Aquila, Luca Carosi, ha posto l’accento sulle trasformazioni territoriali che rendono necessario ripensare l’organizzazione urbana del capoluogo.

La proposta è superare una concezione esclusivamente centrata sul nucleo urbano per adottare una visione policentrica, capace di rispondere ai cambiamenti che interessano il territorio aquilano lungo le direttrici est-ovest.

«Il messaggio che vogliamo dare è che bisogna far riconquistare un ruolo importante al progetto di rigenerazione, in tutti i sensi», ha spiegato Carosi, sottolineando l’importanza della progettazione sia nella ricostruzione sia nella pianificazione urbanistica.

Per il presidente dell’Ordine, i progetti devono diventare un elemento centrale della pianificazione, così da consentire alle città di rispondere con maggiore efficacia alla velocità delle trasformazioni territoriali.

Carosi ha inoltre richiamato l’intervento realizzato nell’emergenza post-sisma, quando lo Stato costruì 29 quartieri destinati a circa 23mila abitanti in sei mesi, evidenziando la capacità organizzativa dimostrata nella fase emergenziale e il successivo percorso di ricostruzione.

L’Aquila, ha concluso, rappresenta oggi un modello nazionale e internazionale da cui trarre indicazioni per affrontare le sfide future.

Prevenzione, qualità del progetto e rigenerazione urbana

La Conferenza nazionale degli Ordini costituisce un momento di confronto tra il Consiglio nazionale e le rappresentanze territoriali sui temi che riguardano il futuro della professione e la qualità delle trasformazioni urbane.

La scelta dell’Aquila offre l’occasione per riportare al centro del dibattito il valore della prevenzione, delle competenze tecniche e della qualità progettuale. L’obiettivo è fare in modo che la ricostruzione e la rigenerazione non si limitino al ripristino degli edifici, ma diventino strumenti duraturi di sicurezza, valorizzazione del patrimonio e crescita dei territori.


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