Sabato 10 ottobre 2026 i Laboratori Nazionali del Gran Sasso ospitano un summit di altissimo livello tra CERN, Fusion for Energy, INFN, università e grandi industrie. L’Abruzzo al centro della tecnologia internazionale.
Cosa lega il più grande acceleratore di particelle al mondo, la ricerca invisibile sulla materia oscura, la frontiera della fusione nucleare e la stampa 3D di ultima generazione? La risposta è un’unica, grande disciplina capace di spostare i confini del sapere umano: l’ingegneria.
È attorno a questo asse portante che ruota “Ingegneria per la Big Science – Competenze, tecnologie e sfide nei grandi progetti internazionali”, l’evento di grande rilievo organizzato dall’Ordine degli Ingegneri della Provincia dell’Aquila, in programma sabato 10 ottobre 2026 nella Sala Conferenze “Enrico Fermi” dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso (LNGS) dell’INFN, ad Assergi.
L’iniziativa, patrocinata dal Comune dell’Aquila e inserita ufficialmente tra gli appuntamenti di L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026, rappresenta una straordinaria occasione di formazione (riconosciuta con 6 Crediti CFP) e un momento di confronto strategico tra il mondo accademico, la ricerca di punta, le istituzioni e il tessuto industriale.
La Big Science rappresenta il banco di prova definitivo per l’ingegneria contemporanea. È grazie a competenze ingegneristiche d’avanguardia che è stato possibile realizzare il Large Hadron Collider (LHC) del CERN a Ginevra – il tunnel sotterraneo di 27 chilometri che ha permesso la scoperta del bosone di Higgs – e che oggi si affronta la titanica sfida di ITER, il reattore a fusione in costruzione in Francia per riprodurre in laboratorio l’energia delle stelle.
Sullo sfondo di questo scenario globale giocano un ruolo chiave proprio i Laboratori Nazionali del Gran Sasso. Polo d’eccellenza mondiale per la fisica astro-particellare, i LNGS non sono soltanto il rifugio ideale per la caccia ai neutrini e alla materia oscura tramite rivelatori criogenici prossimi allo zero assoluto, ma si confermano anche un incubatore d’avanguardia nell’Additive Manufacturing e nella progettazione di componenti complessi ad alto contenuto tecnologico.
Un parterre di altissimo profilo e il valore del territorio
Il programma della giornata vedrà la partecipazione diretta di esperti impegnati nei più grandi progetti del pianeta. Tra i relatori figurano l’ing. Marco Pezzetti (CERN), che svelerà i segreti dell’ingegneria criogenica e dei sistemi di controllo dell’LHC; l’ing. Piergiorgio Aprili (Fusion for Energy), formatosi proprio ai LNGS e oggi in prima linea nello sviluppo dei magneti superconduttori per ITER; e l’ing. Donato Orlandi (LNGS), punto di riferimento internazionale per la manifattura additiva.
La voce dell’industria sarà rappresentata da un’eccellenza d’Abruzzo come la Walter Tosto S.p.A., protagonista di commesse strategiche nel settore nucleare e della fusione, a dimostrazione di come il territorio sappia fare sistema. Un ecosistema virtuoso che unisce INFN, Università degli Studi dell’Aquila, Gran Sasso Science Institute e grandi player dell’aerospazio come Leonardo, Telespazio e Thales Alenia Space.
Non a caso, l’evento si colloca a breve distanza dal prestigioso traguardo raggiunto dall’Università degli Studi dell’Aquila nella classifica Censis 2026/2027, che vede l’Ateneo aquilano al primo posto tra le università statali italiane per le lauree magistrali in Ingegneria Industriale e dell’Informazione (105,5 punti).
Per il nuovo Consiglio dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia dell’Aquila, insediatosi nel maggio 2026, si tratta di una delle prime grandi pietre miliari. Come sottolinea il Presidente, l’ing. Fabio Colabianchi:
«Vogliamo che l’Ordine sia sempre più un luogo di incontro tra professione, università, ricerca, industria e territorio, soprattutto in una fase nella quale la figura dell’ingegnere sta vivendo una trasformazione profonda».
Tra intelligenza artificiale, lauree abilitanti, transizione energetica e nuovi scenari geopolitici, l’appuntamento del 10 ottobre lancia un messaggio chiaro: puntare sui giovani, sulle discipline STEM e sulla capacità di fare rete per dimostrare che, anche partendo dall’Abruzzo, è possibile non solo studiare, ma progettare concretamente il futuro.
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